Testata Giornalistica registrata al Tribunale di Modena aut. 20/2017
05 Maggio 2026
Testata Giornalistica reg Trib. MO aut. 20/2017

La fuga dagli ospedali, la corsa dei soccorsi, gli animali da salvare: il ricordo dei sanitari del terremoto Emilia

“Potrei fare il mio mestiere ovunque ma questa è la mia terra. Nel bene e nel male”. A distanza di 10 anni dal sisma che ha colpito l’Emilia-Romagna e in modo particolare l’Area Nord della provincia di Modena, è ancora vivo il ricordo nei professionisti sanitari che, a vari livelli, hanno lavorato senza sosta e in condizioni precarie, terremotati tra i terremotati, per garantire la sicurezza dei pazienti negli ospedali e l’assistenza a tutta la popolazione.

I timori, l’ansia, il lutto per chi non ce l’ha fatta, ma anche la straordinaria solidarietà e il gioco di squadra che la comunità ha messo in campo tra enti locali, servizio sanitario, forze dell’ordine e volontariato: sentimenti ed emozioni contrastanti che erano “negli occhi di tutti” e che ancora oggi rivivono ogni volta che la mente ritorna al 2012. Anche per ricongiungere, in una linea ideale, l’impegno costante dei sanitari in dieci anni talmente impegnativi da raccogliere oltre al sisma la difficile esperienza della pandemia, l’Azienda USL di Modena ha prodotto un breve documentario con le testimonianze di tre tra i tanti e diversi protagonisti di allora, che sarà lanciato venerdì 20 maggio, nel giorno della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un video, intitolato appunto “Negli occhi di tutti”, che racconta quei giorni a partire dall’esperienza di chi, a diversi livelli della sanità – il territorio, le strutture per anziani, i medici di famiglia, l’ospedale – si è trovato a vivere quel momento storico rimboccandosi le maniche e, di fatto, facendo quello che sapeva fare.

La sanità alla prova del sisma

Molto di ciò che è accaduto è noto e riportato dalle cronache e dai comunicati stampa del 2012, dagli incontri della Conferenza territoriale sociale e sanitaria che monitorava passo passo l’evoluzione.

Nei pochi minuti successivi alla prima scossa delle ore 04.03 del 20 maggio, il tempo di rendersi conto della gravità di ciò che era accaduto, si è messa in moto anche la macchina sanitaria che ha consentito di organizzare l’attività e mettere in pratica le prime, decisive azioni a salvaguardia della sicurezza dei cittadini. Non solo chi era in turno quella notte, ma tutti i professionisti, medici, infermieri, OSS, autisti soccorritori e tecnici si sono adoperati da subito per dare una mano a evacuare e cercare di assistere e tranquillizzare i pazienti, in un clima surreale, di paura diffusa e in attesa di valutare l’entità dei danni procurati alle strutture sanitarie.

Dalla mattina del 20 maggio si è attivata una unità di crisi per la gestione e l’organizzazione dei servizi sanitari in stretta collaborazione con la Protezione Civile e gli Enti locali. Da quel primo giorno lì agli otto successivi, mentre le scosse continuavano, l’attività degli ospedali dell’area nord della provincia è stata stravolta: gli ospedali di Mirandola e Finale Emilia sono stati evacuati immediatamente dopo la prima scossa a causa dei danni subiti. Si è cominciato a trasferire i pazienti più gravi negli altri ospedali della rete e dimettere quelli con le condizioni cliniche più favorevoli, predisporre l’attivazione di Punti medici avanzati, oltre che garantire la continuità terapeutica dei pazienti cronici e fragili l’assistenza a domicilio e nei 47 punti di accoglienza allestiti dalla Protezione Civile. Anche il servizio Veterinario dell’Ausl ha collaborato, fornendo supporto fattivo ai numerosi allevatori della zona per la messa in sicurezza degli animali. Poi arriva il 29 maggio, un’altra data impressa nella memoria di tutti i modenesi: un’altra scossa, la sensazione spaventosa di dover ricominciare tutto daccapo. È la volta dell’Ospedale di Carpi che viene evacuato. Ancora, con grande spirito di dedizione, gli operatori sanitari si sono rimboccati le maniche, rimanendo concentrati nel fornire la massima assistenza possibile alla cittadinanza.

A seguito delle due scosse principali di terremoto è stato necessario trasferire dagli ospedali circa 700 persone. La rete ospedaliera pubblica provinciale, inoltre, è passata da 2.450 posti letto attivi a circa 1.800. Le aziende sanitarie locali hanno rivisto le dotazioni e le priorità di ricovero, disponendo sospensioni dell’attività programmata e monitorando giorno per giorno la disponibilità residua di posti letto, operazioni poi messe in pratica anche in occasione della pandemia. Sono stati inoltre trasferiti oltre 1700 anziani non autosufficienti e disabili che erano ospitati nelle strutture protette danneggiate o si trovavano in residenze o abitazioni che dopo il sisma sono state giudicate non sicure.

Da un punto di vista operativo la centrale del 118 ha coordinato tutti i trasferimenti mettendo in campo complessivamente oltre 20 mezzi (ambulanze e automediche) tra propri e del volontariato. Sono stati attivati due Punti Medici Avanzati (PMA) a Finale Emilia e Mirandola, oltre a due Punti di Accoglienza Medica (PAM) a San Felice e Massa Finalese. Analogamente, il 29 maggio è stato attivato, in prossimità dell’Ospedale Ramazzini di Carpi, un altro PMA.

Sugli allora 6.100 dipendenti dell’Azienda Usl di Modena, a giugno 2012 operavano fuori dalle loro sedi circa 1.450 persone (il 24%), di cui 1.150 ospedalieri e 300 territoriali. A questi professionisti vanno aggiunti molti medici di medicina generale e pediatri: nel distretto di Mirandola su 98 presidi 73 sono stati dichiarati inagibili mentre nel distretto di Carpi su 99 ambulatori presenti 23, al 4 giugno, risultavano ancora non agibili. Ciononostante in sinergia con l’Ausl si sono riorganizzati in spazi di emergenza. Per facilitare l’accesso è stata istituita una lista, continuamente aggiornata e distribuita nei campi di accoglienza dei vari comuni, di tutti gli studi e gli ambulatori agibili e attivi.

Nei mesi successivi è progressivamente ripresa l’attività dei servizi sanitari, approntando anche percorsi di consulenza e assistenza psicologica rivolti alla popolazione colpita dal sisma. In quei giorni nessuno poteva immaginare che l’esperienza estrema e totalizzante di quei giorni avrebbe rappresentato una palestra incredibilmente formativa e importante per un’altra emergenza, quella legata al Covid. Due emergenze diverse tra loro ma che hanno visto in egual modo impegnata la sanità con i suoi professionisti in uno sforzo eccezionale, a tutela della collettività.

https://www.youtube.com/watch?v=8GUSWDVgbJ0

LA SCHEDA

Scheda Decennale sisma   L’area colpita L’area interessata dal sisma del 20 e da quello del 29 sotto il profilo sanitario è suddivisa nei tre distretti di Carpi, Mirandola e Castelfranco Emilia, che comprendono 18 comuni. Il territorio colpito in modo dal sisma comprende un’area pari al 36% dell’intero territorio provinciale, al cui interno vivevano oltre 227 mila persone. Con riferimento specifico agli ospedali dell’Azienda Usl di Modena i danni più rilevanti, in ordine decrescente di gravità, sono stati registrati nell'ex ospedale di Finale Emilia, in quello di Mirandola e, infine, in quello di Carpi. In tutti e tre i casi sì è dovuto procedere all’evacuazione, con conseguente chiusura di circa 450 letti. Subito dopo il terremoto sono state attivate diverse aree di accoglienza sul territorio colpito dal sisma, con l’obiettivo di garantire la risposta a tutte le emergenze e le urgenze attraverso l'allestimento di Punti Medici Avanzati (PMA) e la messa a disposizione di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta in spazi dove continuare la loro attività ambulatoriale.     L’Ospedale di Mirandola Sono stati 100 i pazienti ricoverati presso l’Ospedale Santa Maria Bianca trasferiti o dimessi quando ciò era possibile dopo la prima scossa del 20 maggio. Da subito si è operato per ripristinare una serie di servizi essenziali per la gestione delle emergenze con un PMA fino a quando, a luglio, è stato possibile riportare in una parte della struttura i servizi emergenziali.   Finale Emilia Dopo le scosse le verifiche strutturali hanno rilevato danni severi nelle parti più antiche della struttura. Nella parte più recente è stato dunque possibile riattivare, alla fine del 2012, alcuni servizi fondamentali che sono diventati il nucleo della futura Casa della salute: Punto di primo intervento, Radiologia, CUP, Centro prelievi e Ambulatorio infermieristico, di seguito la progressiva riattivazione dei vari servizi.   L’Ospedale di Carpi Evacuato dopo la seconda scossa del 29 maggio, è stato allestito nei pressi un PMA che ha garantito continuità nell’assistenza sanitaria a tutta la zona. La prima area a ripartire è stata quella del Pronto soccorso. Sono tornati nelle loro sedi la Dialisi e la Radiologia, la diagnostica ecografica e gli ambulatori di ostetricia oltre a quelli della pediatria. Da lì la progressiva riapertura che si è susseguita fino all’anno successivo.   Attività territoriali Sul Distretto di Mirandola i medici di famiglia e i pediatri con ambulatorio inagibile erano molti. Dopo aver lavorato in postazioni temporanee presso i campi o i PMA, in luglio sono entrati nei container 45 medici su 76. Il servizio infermieristico domiciliare non ha mai cessato le proprie attività, anche nei campi. Si è proseguito il processo di riorganizzazione dei servizi territoriali fino alla realizzazione del PUASS, punto unico di accesso socio-sanitario, attivo ancora oggi. Sono state evacuate 827 persone (anziani e disabili) provenienti dal proprio domicilio e 303 ospiti presenti nelle 5 strutture residenziali. Molte attività territoriali come prelievi, visite dei pazienti si sono svolte per mesi in container. Sul distretto di Carpi prima del sisma, nelle 6 case protette, erano ospitate 339 persone ma l’unica struttura evacuata è stata nel comune di Novi con 43 ospiti stati accolti da altre strutture. Le persone fragili che hanno abbandonato il domicilio (o la struttura) sono state 1.474. Riguardo ai disabili, le strutture residenziali non hanno mai cessato di funzionare.    

Ultime 24h

SulPanaro Expo

RESTO D'ITALIA E MONDO

Rubriche

ITINERARI CURIOSI | La signora della locomotiva e il casello salvato dal tempo
Rubrica - A Crevalcore, lungo il bordo della strada, sorge ancora il Casello 33, come un superstite gentile che resiste al correre degli anni
ITINERARI CURIOSI | La Tagliatella Aurea: il metro di misura del gusto bolognese
Rubrica - É custodita tra le mura di Palazzo della Mercanzia e non è fatta di marmo o tela, ma di uovo e farina
PERSONE | Simona Giovannini e il coraggio di fermarsi: quando il tempo diventa più prezioso del fatturato
La storia - Per diciotto anni ha gestito i sogni degli altri, organizzando viaggi perfetti e curando ogni dettaglio. Ma oggi ha deciso di cambiare rotta
ITINERARI CURIOSI | Sciroppo di Salute: il teatro consigliato dai pediatri
Rubrica - Esistono medicine che non si trovano sugli scaffali, ma dietro un sipario
ITINERARI CURIOSI |Giocattoli antichi e pedal cars: il museo unico a due passi dalla Bassa
Rubrica - Esiste un luogo capace di far tornare bambini, ma con lo stupore consapevole degli adulti
Il caffè delle opportunità: il lato bello della carriera | di Francesca Monari
Rubrica - “Il caffè delle opportunità”: la rubrica che racconta il lavoro come motore di crescita e cambiamento
ITINERARI CURIOSI | Villa Gandini: dove la storia neoclassica diventa casa della cultura
Rubrica - Tra i viali alberati e i celebri ginkgo biloba monumentali del Parco della Resistenza, sorge un raffinato gioiello del Settecento che oggi pulsa di una nuova vita
PERSONE | Elena Polacchini ha lasciato l’ufficio per un impero di fusa e code scodinzolanti
La storia - Coda e Cuore: dalla scrivania alla cura "su misura" per animali. Il pet sitting è la sua rivoluzione
ITINERARI CURIOSI | L’Archivio dei pensieri di Carlo Tassi
Rubrica - Lo trovi a Bondeno, a pochi minuti da Finale Emilia, in una villa che non è più soltanto una casa, ma un vero atelier-museo
ITINERARI CURIOSI | Leila, la Biblioteca degli oggetti
Rubrica - Non scaffali di libri, ma mensole colme di strumenti, utensili e oggetti di uso quotidiano che i cittadini possono prendere in prestito, proprio come si fa con un romanzo o un saggio

La buona notizia

La storia
Progetto P.E.R.A., dentro il laboratorio scuola-impresa: a Ravarino l’orientamento comincia dalle medie
Dopo la presentazione ufficiale, l’approfondimento con le voci dei protagonisti: aziende in classe, didattica del “saper fare” e una visione a lungo termine che coinvolge l’Unione del Sorbara
Arte
Dopo 200 anni a Carpi riemerge un capolavoro nascosto: riapre la Stanza segreta del Vescovo
A Palazzo dei Pio tornano alla luce fregio e soffitto cinquecenteschi dell’epoca di Alberto III. Visite gratuite su prenotazione per scoprire il gioiello appena restaurato.
Punto
Dalla Svizzera all’Emilia-Romagna: al via dal 30 maggio un nuovo collegamento internazionale ferroviario da e per Zurigo
Alla storica tratta ferroviaria Monaco-Rimini si affiancherà da quest’estate anche il collegamento dalla Svizzera che toccherà nove città dell’Emilia-Romagna.

Curiosità

Fico della Mirandola, il caso della pagina satirica arriva in Consiglio comunale
Politica
Fico della Mirandola, il caso della pagina satirica arriva in Consiglio comunale
Interpellanza dei partiti di opposizione per avere "Chiarimenti su una presunta attività investigativa della Polizia Municipale finalizzata all’identificazione di autori di contenuti satirici pubblicati su Facebook"
Cuore che si ferma a scuola, volontari da Soliera volano in Perù: “Mai più una morte per mancanza di soccorsi”
La storia
Cuore che si ferma a scuola, volontari da Soliera volano in Perù: “Mai più una morte per mancanza di soccorsi”
Sei operatori della Croce Blu di Soliera a Cutervo per donare due defibrillatori e formare 120 insegnanti: la missione nasce dopo la tragedia di una ragazza rimasta senza aiuto
Piove sui totem di San Valentino a Mirandola
Ultime notizie
Piove sui totem di San Valentino a Mirandola
Il meteo guasta la bella iniziativa o la rende solo più poetica?
Il museo dove i bambini imparano giocando (e gli adulti tornano piccoli): siamo stati a Explora Roma e non volevamo più uscire
Per i più piccoli
Il museo dove i bambini imparano giocando (e gli adulti tornano piccoli): siamo stati a Explora Roma e non volevamo più uscire
Dalla banca in miniatura alla fontana interattiva, passando per il “learning by doing”: una giornata a Explora si è rivelata un modo sano e intelligente per far divertire i più piccoli. E sì, anche noi grandi ci siamo messi in gioco
L'università di Modena  riapre il suo "tesoro nascosto": ecco la nuova Sala degli Stucchi (e chi ha pagato il conto)
Arte
L'università di Modena riapre il suo "tesoro nascosto": ecco la nuova Sala degli Stucchi (e chi ha pagato il conto)
Dopo anni di attesa, il cuore del Rettorato torna a splendere: svelato il restyling da 40 mila euro che restituisce a Modena un gioiello storico
Un premio ai lettori "fortissimi" della biblioteca di Concordia
La recensione
Un premio ai lettori "fortissimi" della biblioteca di Concordia
Si tratta di appassionati che leggono fino a 200 libri all'anno, e ce n'è di ogni età, grandi e piccoli
Non solo salato: l’Aceto Balsamico di Modena conquista il gelato al salone del dolce SIGEP a Rimini
Il caso
Non solo salato: l’Aceto Balsamico di Modena conquista il gelato al salone del dolce SIGEP a Rimini
Dal cucchiaio al cono loro nero di Modena sorprende tra gelati e dessert d’autore, tra masterclass, giovani talenti e abbinamenti innovativi
Quaranta nuovi alberi per la scuola elementare di San Felice: li piantano i bambini - FOTO E VIDEO
Cultura
Quaranta nuovi alberi per la scuola elementare di San Felice: li piantano i bambini - FOTO E VIDEO
L’iniziativa è stata promossa da Sanfelice 1893 Banca Popolare e l'arrivo della mascotte Felicione ha suscitato grande entusiasmo
A Novi i servizi demografici restano aperti anche in pausa pranzo e in ora serale
Approfondimento
A Novi i servizi demografici restano aperti anche in pausa pranzo e in ora serale
Per soddisfare le esigenze di tutti e garantire una maggiore capacità di risposta alle richieste dei cittadini, è stata avviata nuova fase sperimentale
A Modena nasce via Capri: nuova strada di collegamento in zona Mari
Da sapere
A Modena nasce via Capri: nuova strada di collegamento in zona Mari
Rientra tra le cosiddette denominazioni “orfane”, ovvero già deliberate in passato, in questo caso nel 2008, ma rimaste sospese a causa della mancata realizzazione del Piano particolareggiato dell’area

chiudi