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04 Maggio 2026
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Decennale del sisma, a Mirandola inaugurati il nuovo deposito bus e l’autostazione

MIRANDOLA - Mirandola ha un nuovo deposito per gli autobus. Si trova in via 29 maggio, alla periferia della città, a ridosso del nuovo distretto scolastico, e vuole rendere la vita più facile ai pendolari e agli studenti che quotidianamente vanno e vengono dalle scuole, dalle fabbriche e dall’ospedale di Mirandola. Infatti il deposito autobus è la base del servizio trasporti pubblico ridisegnato per venire incontro alle esigenze della popolazione. Cancellati i vecchi Pronto bus, i mezzi a chiamata e prenotazione anticipata, ora si ragiona diversamente con le due nuove linee che partono dal terminal. La prima, la 401 chiamata “Pico urbano”, attraversa tutto il centro, fa tappa alle scuole e all’ospedale e arriva alla stazione dei treni. La seconda, la 401 Pico biomedicale, fa il giro delle fabbriche al polo industriale e biomedicale portando operai e impiegati fino alla stazione dei treni. Una bel servizio visto che molto rinunciano a venire a lavorare qui perché senza macchina non si vive. Ora le cose cambiano, e anche nelle frazioni arriveranno autobus di linea che le collegano al capoluogo e ai servizi di Mirandola. Si completa la ricostruzione delle strutture di supporto alla mobilità pubblica su gomma dell’Area Nord della provincia di Modena, avviata dopo il sisma del maggio 2012. Nella mattina di oggi, martedì 24 maggio, infatti, sono stati inaugurati il nuovo deposito bus e l’autostazione di Mirandola: una struttura coperta di oltre 1.000 quadrati, con stalli per ospitare fino a 36 mezzi, un autolavaggio e un distributore di carburante, a cui si aggiungono una sala d’attesa per i viaggiatori e una biglietteria – il tutto sotto l’occhio elettronico di un nuovo sistema di videosorveglianza dei mezzi e delle persone. Il costo complessivo dell’opera (deposito bus e autostazione a Mirandola) è di 1,85 milioni di euro, di cui 800mila provenienti dai fondi regionali per la ricostruzione. Con questo intervento, che rispetta tutte le più recenti normative in materia di antisismica e risparmio energetico, tornano così agibili tutti e cinque i depositi in dotazione dell’Agenzia per la mobilità di Modena nell’area nord della provincia che erano stati danneggiati dal terremoto e si chiude quindi il piano di ricostruzione di aMo.
“Siamo di fronte a un’altra struttura che dimostra come abbiamo inteso e realizzato la ricostruzione in Emilia: non solo come prima, ma meglio di prima- afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, presente all’inaugurazione-. Il deposito e l’autostazione di Mirandola ora sono più sicuri e più sostenibili dal punto di vista energetico: un altro importante tassello di un percorso che in questi dieci anni ha visto la realizzazione di gran parte dei lavori previsti”. “Crediamo e auspichiamo che questi nuovi spazi possano incentivare ancora di più il trasporto pubblico locale: ora è ancora più semplice raggiungere con i bus non solo le frazioni ma anche le aziende del polo del biomedicale, una eccellenza a livello italiano e internazionale”. “Ancora una volta, tutto questo è stato possibile grazie all’importante lavoro di squadra tra istituzioni, amministrazioni e comunità locali che ha contraddistinto la ripartenza di questo territorio dopo il dramma vissuto- conclude Bonaccini-: l’Agenzia per la mobilità di Modena ha immaginato e finanziato questi lavori, utilizzando anche i rimborsi assicurativi per il terremoto, e la Regione ha integrato il progetto con le risorse destinate alla ricostruzione”.
Di seguito, le dichiarazioni dell'amministratore di aMo, Andrea Burzacchini, dell'assessora alla mobilità del comune di Mirandola, Antonella Canossa e del presidente di SETA, Antonio Nicolini.
Amministratore Unico di aMo, Andrea Burzacchini: “Oggi, dieci anni dopo il terremoto del 2012, aMo inaugura il nuovo deposito e la nuova autostazione di Mirandola, strategica per l'Area Nord della nostra Provincia. E' naturale che la ricostruzione delle infrastrutture a servizio del trasporto pubblico segua quella delle abitazioni, delle scuole, degli ospedali, dei luoghi di lavoro, di cultura, di ricreazione e di culto, perchè il trasporto pubblico vive soprattutto dei mezzi, che non hanno mai smesso di muoversi, nemmeno nei giorni successivi al terremoto. Ora il nostro territorio fa un grande passo avanti per rendere una struttura fondamentale a servizio del trasporto collettivo più accessibile, più moderna, più sostenibile dal punto di vista energetico, più accogliente, più sicura e - è il caso di dirlo - più bella. Coerentemente con questa inaugurazione, assieme al comune di Mirandola, abbiamo attuato un riassetto dei servizi di trasporto pubblico che gravitano sulla città, modificando le linee extraurbane e istituendo una nuova linea urbana. Queste scelte ribadiscono la centralità di un trasporto pubblico per tutti, funzionale ad un territorio dinamico ed innovativo, pilastro fondamentale di quella svolta della mobilità verso una mobilità che possa fare a meno di dipendere dall'auto privata; svolta urgente e non più rimandabile”. Antonella Canossa, assessora alla mobilità Comune di Mirandola: “Mirandola conta poco più di 24.000 abitanti, non è una grande città, ma un grande polo attrattore che genera una consistente domanda di trasporto per ragioni di studio e lavoro, oltre che per la presenza di un ospedale di riferimento per tutta l’Area Nord. C’è un importante polo biomedicale e un Tecnopolo. Un ottimo collegamento ferroviario con Bologna. Luoghi che devono essere collegati e raggiungibili, e il trasporto pubblico urbano ha un ruolo fondamentale. Per questo abbiamo voluto dare avvio, con coraggio, ad un nuovo assetto di collegamenti urbani e con le frazioni più distanti, lavorando con aMo e SETA. Saranno create nuove fermate e nuove linee, modificati i percorsi, attraverso uno sforzo economico notevole, anche da parte del Comune. Vogliamo che Mirandola e il suo tessuto economico e sociale continuino a crescere, investendo anche sulla mobilità collettiva”. Antonio Nicolini, presidente SETA: "L’inaugurazione del nuovo deposito dei bus e della nuova autostazione di Mirandola rappresenta un evento importante e significativo: oggi, finalmente, si chiude una parentesi di emergenza durata dieci anni ed il sistema di trasporto pubblico della Bassa modenese può beneficiare di una nuova dotazione infrastrutturale, che porterà effetti positivi sia all'organizzazione complessiva del servizio sia, di riflesso, agli utenti. In questi dieci anni, nonostante le tante difficoltà ed emergenze, il diritto alla mobilità dei cittadini è sempre stato garantito, ed il ruolo essenziale del trasporto pubblico è stato evidente soprattutto nei momenti di grave difficoltà. Da oggi auspichiamo di poter ritrovare condizioni di normalità anche in questo ambito. SETA – collaborando assieme a tutti i soggetti coinvolti – farà la propria parte per puntare decisamente alla qualificazione ed al rilancio del trasporto pubblico locale, al fine di renderlo più attrattivo, sostenibile e competitivo col mezzo privato".
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