Chiude ponte Sant’Ambrogio, rischio caos nelle strade della Bassa verso Modena
La politica protesta. I segretari Pd dell’Unione del Sorbara esprimono grande preoccupazione per la chiusura della via Emilia all’altezza del Ponte Sant’Ambrogio: “Chiediamo che le amministrazioni siano coinvolte nelle scelte di Anas per ridurre il più possibile i disagi per cittadini e imprese”. La nota:
Commentano da Forza Italia Antonio Platis, capogruppo in provincia, Piergiulio Giacobazzi, capogruppo a Modena e Michele Sardone, consigliere a Castelfranco Emilia:Il coordinatore Pd di zona Marcello Mandrioli e i segretari dei circoli Pd dell’Unione del Sorbara (Bastiglia, Bomporto, Castelfranco Emilia, Nonantola, Ravarino e San Cesario) esprimono preoccupazione per la notizia riportata dagli organi di stampa riguardo la chiusura per sei mesi della via Emilia all’altezza di Ponte Sant’Ambrogio: “Benissimo la manutenzione del manufatto ma la chiusura totale avrà un impatto fortissimo sui cittadini, sulle imprese e su tutta una serie di attività. I circoli Pd chiedono che le amministrazioni siano coinvolte nelle scelte di Anas per poter garantire lavori in sicurezza e allo stesso tempo ridurre il più possibile i disagi per cittadini e imprese. Oltre a San Cesario, dove è situato il ponte, e Castelfranco che vedrebbe chiuso il principale raccordo col capoluogo, una serie di grandi disagi colpirebbe Nonantola in luogo delle eventuali deviazioni proposte. Ricordiamo che il ponte di Navicello vive già una situazione critica e necessita di una soluzione per alleggerire il traffico, in questo modo accadrebbe il contrario e a cascata i problemi si rifletterebbero su tutti i comuni dell’Unione”. Alla luce di tutto questo i circoli Pd dell’Unione del Sorbara chiedono che le amministrazioni comunali vengano ascoltate e coinvolte dagli organi competenti su queste scelte che impatteranno pesantemente su cittadini e imprese.
Le Amministrazioni di centro-sinistra sono state relegate ad un ruolo di comparsa, ANAS non può trattare così le istituzioni. Rispetto istituzionale pari a zero, rilevanza politica dei sindaci nulla. Con la chiusura del Ponte Sant’Ambrogio tra Castelfranco e Modena emerge con forza come ANAS non consideri i comuni e le istanze del territorio. E' questo il commento dei tre consiglieri di Forza Italia, Platis Giacobazzie e Sardone, rispettivamente in Provincia, in comune a Modena e a Castelfranco. Ricordiamo che il Contratto di programma 2021-2025 è scaduto da due anni ed il rinnovo non è ancora in dirittura d'arrivo. In quel documento saranno inserite le progettazioni e le nuove migliorie alla viabilità. ANAS non può permettersi di fare queste scelte senza confronto, basti pensare che questa chiusura mette in forte difficoltà tutti, anche il sistema di soccorso. Un ambulanza del 118, ad esempio, difficilmente può garantire gli stessi standard con questa chiusura. Le ricadute su tutti i comuni dell'hinterland sono pesantissimi e non sostenibili per sei mesi. Anche realtà come Nonantola e San Cesario rischiano la paralisi. Sulla vicenda chiediamo conto ai Sindaci e auspichiamo un immediato consiglio provinciale con i vertici di Anas. Bisogna scongiurare questa chiusura unilaterale e riportare al dialogo e al confronto il Gestore pubblico.
Il sindaco di Castelfranco Emilia, Giovanni Gargano, in un post sulla sua pagina Facebook:
“Al netto del fatto che le manutenzioni sono alla base della prevenzione, ben vengano. Purtroppo una decisione così esposta (chiusura totale del ponte h24 per sei mesi) impatta sui flussi viari tra i più importanti della nostra provincia, già in grandissima sofferenza. Inoltre, la cosa che rilevo essere di particolare importanza, è che i sindaci interessati non sono stati coinvolti in questo percorso decisionale, ma hanno ricevuto esclusivamente una lettera in cui si comunicava la decisione già presa"
"Ho richiesto al Prefetto un incontro urgente per approfondire tutti gli aspetti che vanno ben oltre quelli della stessa manutenzione, che pur si deve fare. Alcuni esempi? I tempi per garantire la sicurezza (118, 115, etc.) sul nostro territorio si allungheranno inevitabilmente, pertanto cosa è previsto in tal senso? Chiederò un rafforzamento sul nostro territorio. Non ci sono alternative alle fasi lavorative per impattare il meno possibile sul disagio arrecato? Quale sarà l’impatto sulle altre arterie di collegamento (Nonantolana, via Vignolese)? L'impatto sui trasporti e sulle numerose attività commerciali?"
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