Mirandola, secondo prelievo multitessuto al Santa Maria Bianca
In sala operatoria, oltre alle équipe specializzate nei prelievi multitessuto provenienti da Cesena e Bologna, erano presenti la dottoressa Enrica Becchi, medico della struttura complessa di Anestesia e Rianimazione di Area Nord diretta dal dottor Alessandro Pignatti e coordinatrice locale trapianti; Barbara Ferrari, referente aziendale per il procurement; Adriana Cestari, coordinatrice infermieristica delle sale operatorie di Mirandola; gli infermieri specializzati nei prelievi Giulio da Como e Mariangela Marini; e Marco Bigliardi, coordinatore infermieristico del Pronto soccorso di Mirandola.
Proprio dal Pronto soccorso del Santa Maria Bianca è arrivata la segnalazione che ha consentito, in brevissimo tempo e grazie alla grande generosità dei famigliari del paziente deceduto, l’attivazione dei percorsi di procurement e l’esecuzione materiale dell’intervento. I tessuti prelevati sono stati poi inviati presso le banche dati regionali in vista del trapianto.
L’intervento effettuato giovedì mette in luce l’elevata preparazione dello staff di Mirandola, sia infermieristico che medico, nel campo del prelievo di tessuti e organi: grazie alle competenze acquisite con l’esperienza e la continua formazione, nel prossimo futuro al Santa Maria Bianca saranno eseguite donazioni anche da paziente vivente, in particolare per quanto riguarda i segmenti ossei asportati per l’applicazione di protesi.
L’attività di prelievo presso gli ospedali di Carpi e Mirandola è stata avviata nel 1993: i dati, disponibili a partire dal 2009, mostrano un consistente incremento a partire dal 2016, quando sono stati eseguiti 39 prelievi tra cornee, multiorgano e multitessuto. Il picco è stato raggiunto nel 2018, con 44 interventi di prelievo, numero poi eguagliato nel 2021. Nei primi tre mesi dell’anno in corso sono già 11 le donazioni di organi e tessuto. In totale, dal 2009 ad oggi, sono quasi 300 i prelievi effettuati sulle due sedi.
“Il percorso intrapreso sta restituendo ottimi risultati – commenta la dottoressa Becchi – consentendo di incrementare l’apporto alle banche dati regionali per i trapianti a beneficio di chi, grazie a questo, potrà migliorare la propria qualità di vita.Ovviamente questa attività non sarebbe possibile senza l’instancabile lavoro dei professionisti e soprattutto la straordinaria sensibilità della cittadinanza al tema. Per questo vorrei ringraziare in particolare la famiglia del donatore, che ha compiuto un gesto di generosità nonostante il lutto”.
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