La Bibilioteca Vivente dell’Antimafia incontra online gli studenti del “Fermi”e del “Corni”
Iniziata lo scorso anno, oggi la Biblioteca Vivente dell'Antimafia si arricchisce di due nuovi ‘volumi’, messi a disposizione di studenti, operatori sociali e comunità: l’imprenditore edile calabrese e collaboratore di giustizia Gaetano Saffioti che dal 2002 vive sotto scorta insieme alla famiglia – senza aver mai voluto abbandonare la propria terra d’origine - per aver denunciato, fatto arrestare e condannare alcuni dei boss di ‘ndrangheta più pericolosi della piana di Gioia Tauro, e il sociologo e giornalista Marco Omizzolo, che ha subito minacce e intimidazioni a causa degli studi e delle indagini sul campo relative al caporalato e alla tratta internazionale di lavoratori, insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana dal presidente Sergio Mattarella.
Le storie, le passioni, le difficoltà e le scelte che vanno a comporre la vita dei due nuovi testimoni vanno così ad aggiungersi a quelle dell’educatore di strada Ciro Corona, del giornalista Giovanni Tizian, della docente universitaria Stefania Pellegrini e del sindaco di Foggia Pierpaolo d'Arienzo.
Venerdì 22 aprile, dalle ore 10 alle 12, gli studenti degli istituti superiori Fermo Corni ed Enrico Fermi di Modena- che hanno avuto a disposizione i libri per conoscere le storie di impegno che i testimoni raccontano, nell’ambito di in un percorso di approfondimento legato ai temi della legalità e dell’antimafia- incontreranno Ciro Corona, Stefania Pellegrini, Giovanni Tizian, Marco Omizzolo e Gaetano Saffioti, in una mattinata condotta da Federico Lacche, giornalista di Libera Radio – Open Group e autore del progetto.
Insieme a loro, porteranno il proprio saluto anche Andrea Bosi, assessore ai Lavori pubblici, Politiche per il lavoro e Legalità del Comune di Modena, il presidente del CUP Giuliano Fusco, e Federico Giroldi e Paolo Pergreffi: presidi dei due istituti.
L’intenzione degli organizzatori è poi quella di mettere a disposizione della collettività i sei libri – più gli altri con cui, nel tempo, si andrà arricchendo la Biblioteca Vivente dell'Antimafia– per contribuire a ulteriori iniziative di divulgazione e approfondimento su queste tematiche, sia nei confronti degli studenti che di tutti i cittadini.
“Siamo orgogliosi di continuare a portare avanti questa iniziativa – commenta il presidente del CUP Giuliano Fusco – che coinvolge un numero crescente di studenti, di docenti e di testimoni di legalità. Gli Ordini e Collegi professionali aderenti al CUP si spendono con convinzione per ribadire e attuare concretamente i principi di legalità che dovrebbero essere a fondamento di ogni comunità, consapevoli che i professionisti siano a chiamati a giocare un ruolo centrale in tema di vigilanza, prevenzione e informazione. La testimonianza concreta dei protagonisti della Biblioteca Vivente rappresenta un messaggio importante per le giovani generazioni: la prova che è possibile contrastare le mafie e fare la propria parte per contribuire a una società più giusta e rispettosa della giustizia, che significa poi una società capace di tutelare i diritti di tutti, a partire dai più deboli”.

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