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03 Maggio 2026
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Delibera non approvata per un voto, Mussolini rimane cittadino onorario di Carpi

CARPI - Servivano 17 voti su 25 componenti del Consiglio comunale, ma ne sono arrivati solamente 16, da Pd e Carpi 2.0. Dunque, la delibera che avrebbe revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, per un solo voto, non è stata approvata e Mussolini rimane cittadino onorario del Comune di Carpi. Questo il commento sui social del sindaco Alberto Bellelli:
"La scelta delle opposizioni di non votare la delibera è un autogol, mi spiace che non lo abbiano capito. Rimango convinto, spero insieme a tanti cittadini di questa città, che Benito Mussolini è indegno di essere un nostro cittadino onorario. Ne esce sconfitto il Consiglio comunale e con lui tutta la nostra città. Solo per la cronaca: il Pd e Carpi 2,0 hanno votato in modo compatto portando 16 voti su 25, è mancato tecnicamente 1 voto per raggiungere i 2/3 dei consiglieri necessari per questa delibera. Soprattutto si è capito in modo chiaro chi sono i rappresentanti di Carpi Futura, consiglieri che scappano di fronte alle loro responsabilità. Gli argomenti usati dai 5Stelle per spiegare la loro non partecipazione al voto sono semplicemente sconvolgenti, sono arrivati a dire che: «Mussolini ha fatto anche cose positive per la città».
𝐏.𝐬.
tanti consiglieri di opposizione sostenevano che questi argomenti non interessano nessuno, una sala piena di cittadini ed oltre 150 persone connesse dicono altro, gli stessi consiglieri ci hanno detto che stavamo perdendo tempo, ma il dibattito sulla delibera è durato circa 3 ore, il punto successivo che parlava di un’opera pubblica di oltre 10milioni di euro, è stato affrontato in 10minuti.
𝐏.𝐩.𝐬.
Avevo promesso ad Anna Colli che non avrei fatto post se fosse passata la delibera, per il resto chiedete a loro
𝐍.𝐁.
𝑅𝑖𝑚𝑎𝑛𝑔𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑣𝑖𝑛𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑀𝑢𝑠𝑠𝑜𝑙𝑖𝑛𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑑𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑜 𝑜𝑛𝑜𝑟𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀".

Dopo il risultato negativo rispetto alla revoca della cittadinanza a Benito Mussolini nel Consiglio comunale di Carpi di martedì 12 aprile sera, anche la segretaria Pd di Carpi Daniela Depietri e il segretario Pd provinciale Roberto Solomita sono intervenuti sulla questione:

“Chi non ha partecipato al voto o è uscito dall’aula consiliare negando così la maggioranza qualificata ne risponderà ai propri elettori e simpatizzanti – afferma la segretaria Pd Carpi Daniela Depietri -. Da parte nostra non mancheremo di presentare questa mozione a ridosso del 25 aprile ogni anno finché non verrà approvata. Alcune persone elette in questa città antifascista, medaglia d’oro al valor civile che ha pagato un prezzo altissimo nella lotta di liberazione, luogo di memoria sul cui territorio sorge il campo di concentramento di Fossoli, non hanno avuto la determinazione e il coraggio di correggere un errore favorendo così la cultura della democrazia e della libertà. Purtroppo non si è voluto capire che revocare la cittadinanza a un dittatore non riscrive il passato, ma ci induce a riflettere affinché i crimini commessi in un certo periodo storico non si ripetano nel futuro”.

“Quello che è avvenuto in Consiglio comunale a Carpi è gravissimo – ha detto il segretario del Pd provinciale Roberto Solomita -. Se essere partigiani significa, come diceva Gramsci, rifiutare l'indifferenza, le minoranze hanno scelto da che parte stare: quella di Mussolini, pur di non votare insieme al Pd e al sindaco Bellelli”.

“La Sinistra per Carpi-Articolo Uno” di Carpi e “Terre d’Argine"
“La Sinistra per Carpi-Articolo Uno” di Carpi e “Terre d’Argine” esprimono tutto il loro sdegno nei confronti delle forze politiche che ieri sera in Consiglio Comunale a Carpi hanno votato contro la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini, imposta ai comuni negli anni del regime fascista. Sdegno aggravato dalle argomentazioni usate da alcuni consiglieri. Il regime fascista si è imposto fin dall’inizio come dittatura nel segno della violenza e degli omicidi degli oppositori, come Matteotti. Revisionismi storici potevamo aspettarceli sicuramente da Fratelli d’Italia, quasi sicuramente dalla Lega ma non dal Movimento 5 Stelle e da una lista civica come “Carpi Futura”. La revoca della cittadinanza onoraria è un atto simbolico di valore etico prima ancora che politico. Marca la distanza dalle pratiche e dalle ideologie autoritarie che hanno fatto precipitare l’Europa ed il mondo nell’incubo della Seconda Guerra Mondiale. Questo atto, già assunto da molti consigli comunali, sarebbe stato ancora più significativo in questi giorni, in cui le armi hanno ripreso la propria folle logica nel cuore dell’Europa. Rigettiamo inoltre le parole offensive partite dai banchi dell’opposizione nei confronti di associazioni come ANPI, ARCI, CGIL e UDI che, insieme a tante altre associazioni e organizzazioni rappresentano l’ossatura che garantisce in questo paese la partecipazione attiva e difende libertà e democrazia popolare. “La Sinistra per Carpi-Articolo Uno” di Carpi e “Terre d’Argine”: ⁃ parteciperanno e promuoveranno tutte le iniziative di protesta per questo insulto alla storia democratica e partigiana di Carpi ⁃ propongono di fare di Fossoli la sede di un presidio di protesta permanente ⁃ Invitano il sindaco di Carpi ad investire ancor più sui luoghi della memoria per contrastare l’ignoranza e la sottovalutazione che pervade molte culture di destra".
Il commento di Anpi Provinciale Modena:
"La revoca della cittadinanza onoraria, attribuita nel 1924 a Mussolini da tanti comuni in Italia, è stata da tempo proposta dall’ANPI e da un vasto arco di organizzazioni democratiche di varia ispirazione culturale e politica. Diverse amministrazioni comunali, anche in provincia di Modena, hanno avviato l’iter e alcuni Consigli comunali hanno votato a favore della revoca come quelli di San Cesario nel 2021, di Vignola nelle scorse settimane con un pronunciamento unanime, e ieri a Castelnuovo Rangone, con il solo voto contrario delle destre. In altri comuni ci si appresta a farlo come a Modena la prossima settimana. A Carpi, anche in relazione al meccanismo previsto per tali delibere dallo Statuto comunale, la delibera non è stata approvata con il quorum richiesto. Si tratta di un fatto gravissimo. Ancora più gravi e inaccettabili sono stati i comportamenti e le motivazioni di chi si è sottratto al voto uscendo dall’aula. Riconosciamo la coerenza e l’impegno delle forze di maggioranza, che hanno sostenuto il provvedimento presentato. Negli interventi delle opposizioni è andato in onda il peggiore armamentario del revisionismo, con affermazioni che testimoniano ignoranza dei fatti storici, malafede, distorsione grottesca di ciò che è stato il regime fascista, e il suo capo, e quanti lutti hanno generato nelle nostre terre e a Carpi in particolare. E’ stata offesa la memoria di chi ha combattuto il fascismo anche con la vita e con loro l’intera città di Carpi. L’attacco all’ANPI e ad altre associazioni democratiche, che con noi hanno sostenuto la proposta, è il vergognoso corollario di chi non ha argomenti. Qualcuno in aula ha sostenuto che la cittadinanza onoraria al duce era stata conferita a riconoscenza di una sua beneficenza a un istituto di carità cittadino, ignorando che l’iniziativa era stata assunta dal governo fascista e imposta a tutti i comuni d’Italia. Dopo la vittoria fascista alle elezioni del 1924, si doveva costruire il culto della personalità di Mussolini, premessa alla fine delle libertà e della democrazia, che avevano consentito al fascismo di prendere il potere; l’anno stesso dell’assassinio di Giacomo Matteotti. L’idea strisciante che “il fascismo ha fatto anche cose buone” continua a fondarsi sul pregiudizio ideologico e sull’ignoranza della storia. La revoca della cittadinanza onoraria al duce dimostra una volta di più la sua straordinaria efficacia visto che fa emergere la doppiezza, l’ignavia e l’opportunismo di forze politiche che invece dovrebbero cogliere anche questa occasione per chiudere definitivamente con il fascismo, con la sua cultura, con il suo lascito tossico, con la nostalgia per una dittatura sanguinaria e liberticida che ha portato l’Italia alla catastrofe dell’alleanza con la Germania nazista e alla tragedia della guerra. Sorprende che forze non dichiaratamente di destra abbiano addotto mirabolanti pretesti di varia natura per non approvare un atto lineare, che va assunto non come riscrittura di fatti storici, ma come simbolico rinnovato impegno antifascista per la libertà, la democrazia, la pace in un momento così difficile per l’Italia e l’Europa. L’ANPI continuerà più che mai a combattere interpretazioni distorte e nostalgie della dittatura, a riaffermare l’attualità dell’ideale antifascista, a partire dalle prossime celebrazioni del 25 aprile, Festa della Liberazione di tutti i cittadini, anche di quelli che stavano con i nazisti".
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