Cartelli dialettali, assessore Gandolfi: “Si cercano pretesti per inveire e giustificare le proprie posizioni”
MIRANDOLA - Non entra nel merito delle osservazioni sulle inesattezze storiche e linguistiche, nè annuncia se saranno tolti o modficati, ma l'assessore alle Frazioni del Comune di Mirandola Fabrizio Gandolfi, mette in chiaro altre cose in chiaro rispetto alle polemiche emerse in questi giorni sui termini dialettali utilizzati nei cartelli indicanti le località mirandolesi. A partire dalle voci di spesa.
“Chi adesso contesta e condanna, seppur debitamente informato e convocato a tempo debito, perché non ha provveduto ad offrire la propria collaborazione e contributo a riguardo, al momento del progetto? Quanto all’opposizione, oggi “appesa ai cartelli” pur di cavalcare la polemica politica, mi preme solamente ricordare che la mozione sull’istallazione di cartelli dialettali ottenne anche il loro voto", così Gandolfi, che prosegue: “La mozione “Cartelli in lingua locale per la valorizzazione dell’identità e delle frazioni locali” – evidenzia l’assessore Gandolfi - ottenne in occasione del Consiglio comunale del 30 settembre 2019, 15 voti favorevoli, quindi anche quelli di tutta l’opposizione, fatta eccezione per un solo contrario. Elemento questo, che da solo smaschera la sterilità di una contestazione montata sul vuoto assoluto. Oltre che aggravata in modo del tutto inesatto e pretestuoso sui cosiddetti costi sostenuti l’Amministrazione comunale per l’intervento: meno di 10mila euro la somma spesa per i soli cartelli in dialetto – cifra per altro verificabile - contro i quasi 40mila spacciati dagli accusatori di chiara identità politica. Ma siamo abituati a chi punta al clamore senza nemmeno lo scrupolo della verifica, al posto di avanzare proposte su cui confrontarsi in modo costruttivo; preferendo solo la ricerca di pretesti per inveire e così giustificare le proprie posizioni.”
“Rispetto invece ai termini dialettali utilizzati per indicare frazioni e località, troviamo abbastanza singolare, adesso, attacchi e contestazioni. In particolare quelli provenienti da una certa parte del territorio. Insinuare ora di mancato coinvolgimento, o del fatto che non si è tenuto conto dell’apporto che avrebbero potuto fornire i comitati frazionali è un’accusa che rispedisco al mittente. Votata la mozione ed avviato il progetto, si è provveduto ad informare tutti i comitati frazionali, chiedendo a ciascuno collaborazione e il proprio contributo riguardo i termini dialettali più consoni da utilizzare. Solo da quattro è pervenuta risposta e non sono tra quelli che oggi pretestuosamente protestano. Ora, se questa scelta dipende da posizioni politiche differenti da quelle dell’Amministrazione comunale, sono cose che interessano il giusto. Vero è però che quando i progetti riguardano la comunità mirandolese, a prevalere deve essere il bene comune prima di qualsiasi parte politica. Ma forse questo è un concetto ancora troppo difficile da capire, preferendo piuttosto frenare e contestare anche se non sorretti da alcuna motivazione tangibile”, conclude Gandolfi.
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