Beni sequestrati alla mafia: 11 confische tra Finale Emilia e San Felice
SAN FELICE, FINALE EMILIA- Il 7 marzo 1996 veniva approvata la legge 109 che, finalmente ha dato la possibilità alla società civile- protagonista della lotta alle mafie- di riappropriarsi di spazi e crearne di nuovi.
26 anni dopo, nell'ambito del maxi processo Aemilia, arriva la lista infinita dei beni sequestrati alle mafie trapiantate in Emilia-Romagna.
Sono circa un centinaio infatti le confische ratificate nelle province di Reggio Emilia, Parma e Modena tutte connesse all'inchiesta. 14 delle quali prorpio nel modenese: tra ville, capannoni, appartamenti e terreni
Tutti riconducibili ai fratelli Giglio- finanziatori del clan della 'ndrangheta Grande Aracri- ad Alfonso Diletto altro affiliato al clan e diverse società nelle quali spicca il nome dell'imprenditore edile sanfeliciano Augusto Bianchini: condannato per avere lavorato, nella ricostruzione post sisma, con l'emissario della cosca Michele Bolognino.
Anche i comuni di Finale Emilia e San Felice sono finiti sotto la lente di ingrandimento: 9 gli immobili confiscati a Finale e 2 quelli a San Felice.
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