Assegnato alla mirandolese Eugenia Morselli il Premio Adelina Gutiérrez per l’eccellenza scientifica
di Francesca Monari
Oggi vi racconto la storia di una mirandolese che all’estero, oltre che a esaudire il desiderio di carriera, ha conosciuto l’uomo che le ha rubato il cuore! Ed è in Cile, dove vive e lavora, che lo scorso anno si è distinta per l'eccellenza scientifica.
Morselli dopo il liceo linguistico si scopre più interessata all’area scientifica che a quella umanistica; l’iscrizione a Biotecnologie mediche presso l’Università di Modena è la naturale conseguenza. Per lavorare alla tesi comincia a fare ricerca in laboratorio e si appassiona al punto da voler continuare l’esperienza con un dottorato di ricerca. Un’esigenza che in Italia non era possibile soddisfare.
Avresti mai pensato di ritrovarti di lì a poco all’estero?
“Tutte le persone con le quali parlavo mi dicevano che per fare ricerca la strada percorribile era quella dell’estero e così, quando un compagno di laboratorio mi disse che a Parigi c'era una posizione aperta per un dottorato in ambito oncologico, da un giorno all'altro mi sono trasferita. Finito il dottorato, per continuare con la ricerca e con il sogno di gestire un giorno un laboratorio tutto mio, decisi di fare il post-dottorato in Texas. Approdai così alla University of Texas Southwestern Medical Center (TSW, un prestigioso centro di ricerca dove mi occupai di indagare le malattie metaboliche a stretto contatto con colleghi esperti e talentuosi”
Meglio la Francia o il Texas?
“Dipende...ovvio vivere a Parigi è molto più stimolante culturalmente e poi…è stata Parigi a farmi conoscere quello che oggi è mio marito! Ma la UTSW é un paradiso, il cuore della ricerca. Se hai un’idea lì hai tutti i mezzi per realizzarla! E’ un posto che accende il desiderio di conoscenza e instaura un processo di continuo apprendimento”
L’amore però ti ha portata in Cile, possiamo dire così?
“Dopo un paio d’anni al mio compagno offrirono un posto come professore-ricercatore universitario in Cile,
dove la sua famiglia vive da molti anni. Io partecipai e vinsi un concorso e, forti di due solide posizioni lavorative, ci trasferimmo a Santiago. Qui dal 2014 studio il processo cellulare dell'autofagia e il suo rapporto con l’obesità. Ad oggi ho formato studenti universitari e ho diretto tesi di dottorato. Oltre alla vita lavorativa questo cambiamento è stato fruttuoso per la nostra vita privata; io e il mio compagno ci siamo sposati e abbiamo avuto due belle bimbe, Emma di 5 anni e Olivia di 1 anno”
Cosa apprezzi di più del Cile e cosa di meno?
“Il Cile è un paese estremamente giovane. Non ci sono grandi strutture storiche ma c'è una natura selvaggia che ti colpisce con paesaggi che vanno dal deserto del nord, alle foreste native, ai ghiacciai del sud. E’ anche il paese dei terremoti, degli Tsunami e delle eruzioni vulcaniche e quando parlo di terremoti, intendo scosse di magnitudo 5…durante le quali tutti continuano la loro attività come se nulla fosse”
Ogni quanto torni in Italia?
“Prima della pandemia, almeno una volta all'anno. In genere a luglio per scappare dall'inverno Cileno. Adesso è difficile fare progetti, ma sono riuscita a tornare a Dicembre, per la prima volta dopo 2 anni e sono riuscita a rimanere un paio di mesi, lavorando in smart-working”
Dov’è casa per te?
“Dopo tanto viaggiare ho capito che ‘casa’ è dov’é la tua famiglia, quindi un po’ in Italia e un po’ in Cile”
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Morselli dopo il liceo linguistico si scopre più interessata all’area scientifica che a quella umanistica; l’iscrizione a Biotecnologie mediche presso l’Università di Modena è la naturale conseguenza. Per lavorare alla tesi comincia a fare ricerca in laboratorio e si appassiona al punto da voler continuare l’esperienza con un dottorato di ricerca. Un’esigenza che in Italia non era possibile soddisfare.
Avresti mai pensato di ritrovarti di lì a poco all’estero?
“Tutte le persone con le quali parlavo mi dicevano che per fare ricerca la strada percorribile era quella dell’estero e così, quando un compagno di laboratorio mi disse che a Parigi c'era una posizione aperta per un dottorato in ambito oncologico, da un giorno all'altro mi sono trasferita. Finito il dottorato, per continuare con la ricerca e con il sogno di gestire un giorno un laboratorio tutto mio, decisi di fare il post-dottorato in Texas. Approdai così alla University of Texas Southwestern Medical Center (TSW, un prestigioso centro di ricerca dove mi occupai di indagare le malattie metaboliche a stretto contatto con colleghi esperti e talentuosi”
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L’amore però ti ha portata in Cile, possiamo dire così?
“Dopo un paio d’anni al mio compagno offrirono un posto come professore-ricercatore universitario in Cile,
dove la sua famiglia vive da molti anni. Io partecipai e vinsi un concorso e, forti di due solide posizioni lavorative, ci trasferimmo a Santiago. Qui dal 2014 studio il processo cellulare dell'autofagia e il suo rapporto con l’obesità. Ad oggi ho formato studenti universitari e ho diretto tesi di dottorato. Oltre alla vita lavorativa questo cambiamento è stato fruttuoso per la nostra vita privata; io e il mio compagno ci siamo sposati e abbiamo avuto due belle bimbe, Emma di 5 anni e Olivia di 1 anno”
Cosa apprezzi di più del Cile e cosa di meno?
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Ogni quanto torni in Italia?
“Prima della pandemia, almeno una volta all'anno. In genere a luglio per scappare dall'inverno Cileno. Adesso è difficile fare progetti, ma sono riuscita a tornare a Dicembre, per la prima volta dopo 2 anni e sono riuscita a rimanere un paio di mesi, lavorando in smart-working”
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