Ragazzi “eremiti”, anche nella Bassa emerge il fenomeno del ritiro sociale: 8 i casi nell’Area Nord
di Simone Guandalini
Si tratta di una manifestazione di sofferenza sempre più diffusa, in particolar modo tra gli adolescenti della fascia 11-15 anni: è il fenomeno dei cosiddetti "eremiti sociali", oppure hikikomori, ragazzi e ragazze che presentano un quadro di progressivo impoverimento dei rapporti sociali. La loro socialità tende a sostanziarsi di contatti online, attraverso l'utilizzo dei social media o dei videogiochi. Arrivano perfino ad assentarsi dalle lezioni e a ridurre anche i contatti con la famiglia. Il fenomeno rappresenta anche in Italia uno tra i disagi psicologici attuali, legati alla crisi evolutiva adolescenziale. Quando queste situazioni arrivano all'osservazione dei servizi sanitari, il sintomo è già conclamato da diverso tempo ed è complicato intervenire.
Per questo, per intercettare cioè questo fenomeno ai primi sintomi e cercare di risolverlo, l'Ausl di Modena ha creato una pagina dedicata, www.ausl.mo.it/ritiro-sociale per aggiornare su progetti ed iniziative in corso. Iniziative tra le quali spicca il progetto "Ri-So", dedicato appunto ai cosiddetti "ragazzi eremiti". Nel 2021, l'Azienda Ausl di Modena, in accordo con l'Ufficio Scolastico Provinciale, ha deciso di sensibilizzare sul tema avviando una formazione che ha coinvolto diversi istituti scolastici della provincia, le famiglie e vari servizi territoriali, allo scopo di migliorare la conoscenza del fenomeno e, soprattutto, creare una rete capace di attivare una presa in carico precoce dei ragazzi a rischio. La formazione è stata strutturata in una serie di webinar rivolti a operatori educativi, sanitari e scolastici; psicologi; medici; pediatri; docenti e genitori.
Ritiro sociale: i dati in Provincia e nell'Area Nord
Gli incontri online, i cui esiti sono stati presentati attraverso una conferenza stampa, hanno coinvolto quasi 80 istituti scolastici tra scuole secondarie di primo e secondo grado in provincia di Modena e hanno avuto come esito la presa in carico di 28 casi. Anche nell'Area Nord della provincia modenese e, in particolare nei distretti di Mirandola e Carpi, sono stati rilevati fenomeni di ritiro sociale da parte di adolescenti, come spiega Nicole Bedetti, psicologa referente per Carpi e Mirandola nell'ambito del progetto "Ri-So":"Per quanto riguarda il distretto di Carpi, il progetto "Ri-So" è nato collaborazione con un altro progetto avviato diversi anni fa, quindi è presente una sensibilizzazione sul tema già da tempo. C'è una rete molto ricca e collaborativa che coinvolge tutti i servizi e le scuole del territorio. Per quanto riguarda i dati dell'Area Nord, i genitori coinvolti, rispetto alle prese in carico, sono 8, mentre per quanto riguarda le consulenze ai genitori, complessivamente, dall'inizio del progetto, sono 14. Per quanto riguarda, invece, le consulenze a operatori sanitari e sociali, ne sono state realizzate una trentina, mentre quelle alle scuole sono state 15".
Presentazione del progetto "Ri-So"
Nel corso della conferenza, è intervenuta anche la direttrice sanitaria dell'Azienda Usl di Modena, Silvana Borsari: "Come Ausl ci siamo sentiti in dovere di approfondire questo fenomeno, che la pandemia ha ulteriormente amplificato. La distanza imposta dall'emergenza sanitaria ha avuto l'effetto di agire in maniera silenziosa su quei ragazzi che vedono nell'isolamento totale e nel ritiro scolastico una risposta al disagio, alla sofferenza. Il confronto con docenti, genitori, psicologi ed educatori ha l'obiettivo di prendere in carico questi ragazzi sempre più precocemente ed intercettare in tempo i primi segnali di questo malessere". "Il fenomeno del ritiro sociale era già presente prima della pandemia - ha ricordato la responsabile del progetto "Ri-So" e dei centri per l'adolescenza dell'Ausl di Modena, Maria Corvese - ma nel corso dell'emergenza sanitaria ha variato le sue caratteristiche. Siamo di fronte a ragazzi, tra gli 11 e i 15 anni, che tendono ad assentarsi da scuola e dai rapporti sociali in generale, investendo il loro interesse nel perimetro dei social media e dei videogiochi online. Il mondo virtuale diventa l'universo dove questi giovani riescono ad intrattenere rapporti sociali senza vergogna. Il senso di inadeguatezza verso i propri pari e non con gli adulti è il sentimento dominante del ritirato sociale. Col progetto "Ri-So" vogliamo intercettare questa tendenza prima che l'isolamento si strutturi in maniera definitiva".
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