Ravarino, Elena Marchesini: una favola contemporanea sulla diversità
RAVARINO- "Quando un bocciolo si sente gemma", scritto dalla ravarinese Elena Marchesini, è la dimostrazione che i destinatari delle favole, spesso, non sono soltanto i bambini. Ma anche gli adulti.
La varianza di genere e tutte le fragilità che si vivono durante il percorso: questo il filo conduttore del racconto della Marchesini che- con un linguaggio straordinariamente semplice e disarmante- parla ai bambini della paura dell'abbandono, dell'eterna indecisione, dei rimorsi e dei rimpianti che fanno capolino quando non ci si riconosce nel genere assegnato alla nascita.
E lo fa attraverso una metafora dei fiori in un prato: "Io lavoro con i bambini piccoli e la favola è il modo più semplice per spiegare loro le cose. La metafora del mondo dei fiori è nata un pomeriggio chiacchierando con mia madre. Avevo già scritto una serie di racconti brevi per bambini, per parlare di emozioni, usando le metafore- ha detto Elema Marchesini in un'intervista alla rivista online FrammentiRivista- Pensavamo, quindi, a un modo delicato per parlare di un argomento così profondo. Lei mi ha mostrato un disegno di un fiore a cartone animato e ci siamo illuminate: la natura e, in particolare, i fiori sono sembrati perfetti e ideali per creare il mondo di Bocciolo e Gemma".
Protagonista di Quando un bocciolo si sente gemma è un piccolo bocciolo di giacinto che sente che qualcosa non va. Nello specifico, sente dentro di sé che avrebbe voluto essere una gemma di margherita. Comincia così un’avventura che porterà la protagonista della storia a scoprire che non si deve mai rinnegare il proprio vero io, a prescindere da quello che potranno pensare gli altri.Le pagine di questo libro- edito da In Riga Edizioni e con la prefazione a cura della psicologa Mosconi del Saif di Roma- sono state ispirate da Parisa: una bimba che, fin da piccolissima, ha avuto la chiara consapevolezza di essere una gemma. Ha iniziato la transizione a sei anni e l’ha terminata a quasi sette. È in attesa delle cure ormonali quando sarà il momento. "Ho la fortuna di conoscere la sua mamma e così, una domanda dopo l’altra, la sua storia mi ha appassionato- ha dichiarato Elena Marchesini- trasformandosi in parole scritte e, pagina dopo pagina, è diventata un libro".
«Mamma, io mi sento Gemma […], mi vedo Gemma. Quando sogno, io mi sogno Margherita. […] Quando immagino, io non colgo niente che sia Giacinto».
Sapeva che sarebbe stato una Gemma, prima o poi. E, in seguito, Margherita. Doveva solo capire come.
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