La vita spagnola della concordiese Luciana Giubertoni: “Fuerteventura? Vicina, economica e bellissima”
di Francesca Monari
Luciana nasce a Concordia nel 1972 e prima di questo trasferimento non aveva mai viaggiato molto ed era molto attaccata alle sue radici. La prima volta a Fuerteventura, un'isola subtropicale delle Canarie (Spagna) situata nell'Oceano Atlantico, fu per una vacanza di 15 giorni, nel novembre del 2015.
“L’isola mi piacque da subito moltissimo per i suoi colori, per le sue spiagge e per l’approccio ‘lento’ alla vita dei majoreri, i suoi abitanti” - racconta Luciana.
Cosa ti ha spinta a trasferirti?
“L’isola mi è rimasta dentro al punto che pochi mesi dopo mi ci sono trasferita. Sono partita soltanto con una valigia; di “materiale” avevo anche troppo. A Concordia avevo una casa, un buon lavoro ma poco tempo da dedicare a me stessa e al mio bimbo; questo è uno dei motivi principali per cui ho preso questa decisione. Per quanto riguarda gli affetti rimasti qui invece è stata un po’ più dura; le prime videochiamate mi lasciavano senza respiro”.
Com’è stato l’inizio?
“Da quando sono arrivata vivo in un paesino poco turistico che si chiama La Oliva a nord dell'isola, dove mi sono trovata da subito benissimo. Il primo mese è stata una vacanza lunga, poi ho lavorato per qualche mese in un negozio come commessa e con i soldi che ho guadagnato mi sono comprata una macchina da cucire, seguendo così la passione per il cucito nata sin da giovane, con l’obiettivo di farne un lavoro e così è stato”.
Da passione a professione: com’è andata?
“Con del sughero ho iniziato a creare borse, pochette e accessori e a venderle nei mercati dell’artigianato per lo più frequentati da turisti. Nel 2018 sono tornata in Italia, più precisamente a Milano dove ho frequentato un corso intensivo in una scuola di alta moda, perfezionando così il mio sapere e creando così il mio logo”.
Che anno è stato il 2021?
“Un anno decisamente importante; il Comune mi ha proposto di insegnare taglio e cucito ai cittadini. Ho terminato il corso molto contenta di aver insegnato loro qualcosa di utile e di aver fatto in modo che le persone che hanno partecipato si siano trovate bene e che tra di loro siano nate poi delle amicizie”.
Cosa devi a quest’isola?
“Molto senza dubbio: mi ha fatta integrare velocemente, mi ha fatta crescere, mi ha dato la forza di reinventarmi e di conseguenza la possibilità di essere quella che sono oggi”.
Qualche consiglio a chi sta pensando di fare come te?
“Per prima cosa consiglio di studiare la lingua del posto che aiuta tantissimo, poi di passare un po’ di tempo li’ per capire se l’intenzione di ritornare è reale e soprattutto per capire se si è in grado di adattarsi alla nuova cultura”.
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