"Ci sono – spiega Flavio Viani, consigliere comunale a Concordia della lista civica "Per Concordia" – tantissimi fondi europei per le Regioni che hanno un porto e vogliono incentivare il trasporto e la logistica in favore dello stesso. Per questo l’Emilia-Romagna sta varando un importante progetto in cui saranno coinvolte diverse realtà ma a sorpresa si è infilata Concordia. Su 330 comuni in regione ne hanno scelti solo 22. Tra questi Concordia, ma che ci azzecca con il porto di Ravenna?"
Partendo da questo quesito, il consigliere Flavio Viani ha iniziato ad indagare trovando, nero su bianco sui documenti regionali, i motivi di scelta:
- “Attualmente sono presenti alcune attività industriali già insediate a Concordia sulla Secchia che hanno legami diretti e indiretti con il porto di Ravenna per un totale di circa 500 operatori.”
- “L’area rappresenta un vero e proprio distretto dedicato alla meccanica legata all’agricoltura”
- “Tra le specializzazioni produttive principali del comune di Concordia sulla Secchia rientrano il settore della meccanica e della farmaceutica e il settore tessile e dell’abbigliamento”
"Confrontandomi anche con il nostro consigliere provinciale Antonio Platis e la capogruppo in regione Valentina Castaldini – racconta Viani – ho scoperto che la Regione non ha agli atti nulla in merito"
“Relativamente al dettaglio delle aziende concordiesi che hanno rapporti diretti o indiretti con il Porto di Ravenna, si precisa – spiega l’Ing. Paolo Ferrecchi, direttore del settore territorio e ambiente - che non è possibile fornire la documentazione richiesta, non essendo la stessa mai stata acquisita agli atti della scrivente Direzione generale né del Comune di Concordia sulla Secchia.”
"Chiederò – precisa Valentina Castaldini, capogruppo FI in Regione – di verificare il prima possibile l'aderenza del progetto di Concordia con la Zona Logistica Semplificata, anche per non rischiare di creare una concorrenza sleale con i comuni vicini, basti pensare che con caratteristiche analoghe ci sarebbero anche San Possidonio, San Felice, Novi e Finale Emilia”.
“Il settore della meccanica legata all’agricoltura – precisa il consigliere Flavio Viani – è stato annunciato più volte ma la partenza effettiva non è mai avvenuta. Così come per il distretto farmaceutico. Sarei curioso – conclude l’azzurro – di conoscere le imprese che raggiungono i 500 occupati e legate al porto di Ravenna. Purtroppo temo siano al massimo 2 e comunque la mancata fornitura della relazione da parte della Regione è tanto emblematica quanto allarmante”.