Medolla e Nonantola, il 16 e il 17 ottobre torna l’appuntamento con le Giornate Fai d’Autunno
NONANTOLA, MEDOLLA - Il 16 e il 17 ottobre torna il tradizionale appuntamento con le Giornate Fai d’Autunno. Per l’occasione diverse saranno le aperture allestite: a Nonantola la Partecipanza Agraria, al Museo e all’Oasi Naturale del Torrazzuolo, per raccontare storie che partono dal Medioevo per continuare fino ai giorni nostri. Un percorso che vede fondersi perfettamente storia, arte, architettura e natura. A Medolla, si potrà invece visitare in esclusiva il Giardino di Carla, complesso formato da una Villa storica e da un Giardino all’Italiana, appartenuto all’artista Carla Molinari. Per celebrare la sua carriera di pittrice e scultrice sarà possibile ammirare alcune delle sue opere più famose.
Nel weekend del 16-17 ottobre la Delegazione Fai di Modena, il Gruppo FAI Giovani Modena, il Gruppo Fai Bassa Modenese, propongono un denso programma di aperture speciali, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria. Per questo motivo è obbligatoria la prenotazione online sul sito https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/ Nel fine settimana apriranno luoghi diversi: consultare il sito per controllare il programma e le modalità di visita.
- Oasi naturalistica del Torrazzuolo
Le giornate FAI d'Autunno 2021 prevedono l’apertura, a cura del GRUPPO FAI GIOVANI MODENA E DELLA DELEGAZIONE FAI DI MODENA, dell’Oasi Naturalistica del Torrazzuolo nelle giornate del 16 e 17 ottobre dalle ore 09,00 alle ore 18,00 con orario continuato. La prenotazione alla visita è obbligatoria e si può effettuare sul sito www.giornatefai.it. Per accedere bisognerà essere muniti di green pass. Le visite guidate saranno a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico Wiligelmo di Modena e dell’Istituto Superiore di Istruzione Meucci di Carpi insieme ai volontari del FAI Giovani e della Delegazione FAI di Modena L’oasi "Torrazzuolo", che in gran parte si estende sui terreni della Partecipanza Agraria di Nonantola, è una delle aree naturalistiche più importanti della Pianura Padana sia per dimensioni che per diversificazione degli habitat presenti: comprende infatti un articolato sistema di boschi, aree umide e un fitto reticolo di siepi e canali.
Il territorio della Partecipanza, fin dal medioevo caratterizzato da boschi, paludi e prati, a partire dalla metà del XIX secolo fu soggetto ad una progressiva e radicale operazione di messa a cultura dei terreni: tra la fine del 1800 e i primi decenni del ‘900 i terreni, che rappresentavano un’indispensabile fonte di sopravvivenza per le famiglie dei Partecipanti, furono convertiti alla coltivazione di cerali.Il grande bosco di 900 biolche, che fin dall’altomedioevo aveva così fortemente caratterizzato il territorio della Partecipanza, tra il 1877 e il 1884 fu completamente abbattuto per dedicare i terreni a coltivazioni di cerali e legumi ma, a partire dagli anni ’80 del secolo scorso, attraverso interventi di ripristino naturalistico effettuati per tappe successive, circa il 10% della Partecipanza è stato rinaturalizzato. L’Area di Riequilibrio Ecologico "Torrazzuolo" copre oggi una superficie complessiva di 132 ettari e, a livello europeo, è stata inserita nella Rete “Natura 2000” come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS). Il bosco planiziale è una “Kyoto Forest” per il monitoraggio del bilancio assorbimento/rilascio della CO2.
Medolla
- Giardino di Carla
Le giornate FAI d'Autunno 2021 prevedono l’apertura, a cura del GRUPPO FAI BASSA MODENESE, del Complesso di Villa Molinari e, in particolare, del retrostante giardino, nelle giornate del 16 e 17 ottobre dalle ore 10,00 alle ore 18,00 con orario continuato. La prenotazione alla visita non è obbligatoria ma è consigliata e si può effettuare sul sito www.giornatefai.it. Per accedere bisognerà essere muniti di green pass. L'insediamento si trova a Camurana, una frazione del Comune di Medolla. La visita guidata con gli “Apprendisti Ciceroni” (gli studenti del Liceo 'M.Morandi' di Finale E.), si articolerà in tre momenti.
Dapprima saranno illustrati gli aspetti storici ed architettonici della villa e degli altri fabbricati di servizio. Pur essendo la famiglia Molinari documentata a Camurana fin dal Cinquecento, come attesta un atto battesimale del 1575, questa villa non compare nella pur dettagliata pianta del Boccabadati del 1687. Le date rinvenute in una trave del piano terra (MDLIII) e in una pietra nascosta sotto la soglia d'ingresso (1597) fanno presumere ad una preesistenza di cui non si hanno notizie più precise Il rapporto fra gli edifici e la sistemazione esterna risalenti all'inizio del '900, quando furono realizzati importanti interventi e trasformazioni, soprattutto ai fabbricati di servizio alla villa. Nel 2012, il sisma ha provocato danni e crolli sia agli edifici sia al giardino che sono stati, poi, oggetto di notevoli lavori di restauro.
Si procederà, quindi, con la visita al giardino, realizzato nei primi decenni del '900 e ispirato alle forme del cosiddetto giardino "all'italiana" o "formale", risalente al tardo Rinascimento e contraddistinto da forme geometriche, ordine e simmetria. In questo ampio spazio verde, sono presenti numerosi esemplari di alberi d'alto fusto, alcuni piuttosto rari. Interessante è l'impiego dell'arte topiaria, grazie alla quale - attraverso le potature - si ottengono spazi delimitati da siepi o filari e la creazione di "sculture" vegetali di varie forme.
Infine, all'interno della villa e del giardino, sarà possibile ammirare alcune delle numerose opere e creazioni artistiche della precedente proprietaria, Dott.ssa CARLA MOLINARI (1945-2016), persona molto nota e stimata per il suo impegno nel campo artistico, ma anche sociale. Dopo la Laurea in Belle Arti, conseguita presso l'Università di Detroit (Michigan), si trasferì in Italia, proprio a Camurana, dove era nata; qui completò la sua formazione, accostandosi alla grande arte del passato. Manifestò la sua capacità e sensibilità creativa, attraverso varie tecniche, come la scultura, l’incisione e il disegno. Per le sue opere, espressione sia della bellezza e armonia della natura, ma anche dell'inquietudine della condizione umana, ottenne numerosi premi e riconoscimenti
"Nonostante le difficoltà organizzative legate all’emergenza pandemica anche quest’anno siamo riusciti ad organizzare un programma di aperture di alta qualità», hanno sottolineato nel corso della conferenza stampa di stamattina Vittorio Cavani, Capo Delegazione FAI di Modena e Edoardo Cavani, Capo Gruppo FAI Giovani Modena. «In particolare quest’anno abbiamo voluto accendere i riflettori su alcuni luoghi più o meno noti della nostra Provincia. Tutto ciò come sempre grazie ai tanti volontari che ci supportano, agli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto Meucci e del Liceo Scientifico Wiligelmo ed alla preziosa collaborazione delle amministrazioni comunali”.Nonantola - Partecipanza Agraria Le giornate FAI d'Autunno 2021 prevedono l’apertura, a cura del GRUPPO FAI GIOVANI MODENA E DELLA DELEGAZIONE FAI DI MODENA, della Partecipanza Agraria di Nonantola nelle giornate del 16 e 17 ottobre dalle ore 09,00 alle ore 18,00 con orario continuato. La prenotazione alla visita è obbligatoria e si può effettuare sul sito www.giornatefai.it. Per accedere bisognerà essere muniti di green pass. Le visite guidate saranno a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico Wiligelmo di Modena e dell’Istituto Superiore di Istruzione Meucci di Carpi. La Partecipanza Agraria di Nonantola è l’unica nella provincia di Modena ed è la più antica fra le sei Partecipanze emiliane (Nonantola, Sant’Agata Bolognese,S. Giovanni in Persiceto,Cento,Pieve di Cento,Villa Fontana – Medicina) tuttora esistenti. La sua origine deriva dalla Carta del 1058 dell’Abate Gotescalco di Nonantola, che concede al popolo nonantolano il diritto d’uso sul terreno coltivabile posto all’interno dei confini del paese. Attualmente la Partecipanza di Nonantola si estende a Nord-Est del capoluogo di Nonantola su un territorio di circa 760 ettari di terreno votato prevalentemente all’agricoltura. Ha attualmente sede in un antico palazzo situato nel centro storico del paese. Rappresenta, ancora oggi, “un altro modo di possedere”, alternativo alla proprietà privata. E’ una particolarissima forma collettiva di gestione di terreni agricoli ricca di implicazioni storiche e sociali e si basa su una forma di solidarietà che lega determinati gruppi sociali ad un preciso territorio, seguendo regole quasi immutate nel tempo. Esse si basano sull’obbligo di conservare e migliorare il patrimonio avuto in concessione da quasi un millennio per consegnarlo alle future generazioni. Oggi gli aventi diritto all’assegnazione periodica della “bocca” di terra, mediante sorteggio (attualmente ogni 12 anni), sono i discendenti delle antiche famiglie originarie nonantolane, caratterizzati da ventidue particolari cognomi quali Abati, Ansaloni, Apparuti, Bevini, Borsari, Bruni, Cerchiari, Corradi, Grenzi, Magnoni, Medici, Melotti, Piccinini, Reggiani, Serafini, Sighinolfi, Simoni, Succi, Tavernari, Tinti, Tori, Vaccari e Zoboli. Dal 1991, ad esempio, il 10% circa dei terreni (valli) non viene ripartito perché è stato destinato a bosco e zona umida, meta di visita per molte scolaresche e visitatori.
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