Finale Emilia, ovazione per Giuseppe Conte: l’ex presidente del Consiglio acclamato come un divo hollywoodiano
FINALE EMILIA - "Presidente siamo con te, meno male che Conte c'è": si potrebbe parafrasare con uno stornello celebre ai tempi della Seconda Repubblica, il clima di entusiasmo che ha accolto la visita di Giuseppe Conte in città.
In piazza Verdi, dove il leader pentastellato è giunto nella mattinata di venerdì, diverse decine di sostenitori hanno tributato un'accoglienza festosa, ai limite dell'euforia: galvanizzate alcune signore del pubblico, che hanno atteso diverse decine di minuti l'ex presidente del Consiglio, incuranti del sole e della calca. "Sono qui per fotografarlo, mi piace tanto," chiosa una signora in età, "ma le più innamorate sono le mie figlie". "E' gentile, colto, un vero uomo di classe", commentano le sorelle Raffaella e Graziella, "in tanti anni non avevamo mai avuto un premier così capace! Inoltre è buono, onesto, non sbotta! Ci dà fiducia, è stato capace di portare a casa i soldi del Recovery: non meritiamo un governo tecnico, Conte era il presidente migliore che potessimo avere". "Sono favorevole a tutti gli arcobaleni, ai diritti civili, al progresso," fa eco l'amica Giovanna, "e Conte ha fatto tanto in questo senso. Palazzi? Meglio che non mi esprima sul sindaco uscente, non ha fatto niente, voterò Veronesi".
Nel frattempo, dal fondo della piazza avanza l'entourage del presidente. Una signora, nel tentativo di scattare una foto, travolge inavvertitamente una bici posteggiata, attirando l'attenzione dell'illustre professore. Conte si ferma, le dà una mano a sistemare il mezzo e scambia con lei qualche parola, generando un ulteriore scroscio d'applausi. Sale poi sul palco, dove tiene un discorso conciso: nessun riferimento alla stagione dei Dpcm, nessun accenno ai tempi del governo giallo-verde, ma tante rivendicazioni a proposito d'Europa, riconversione energetica, politiche a favore dei giovani (QUI un breve estratto). Insomma, un Conte totalmente calato nei panni di leader dei 5 Stelle, concentrato nell'evidenziare gli storici cavalli di battaglia del Movimento. E ben attento ad evitare riferimenti a momenti controversi della sua azione di governo.
"Oggi sono qua nei panni di esponente del M5S", afferma dal palco, "ma voglio rivendicare una continuità d'operato: mentre venivo qui, mi sono imbattuto in un cantiere e ho chiesto a un operaio se le commesse fossero aumentate. Mi è stato risposto di sì, e questo è merito degli stanziamenti che i miei governi hanno messo in campo per sostenere l'edilizia. Dobbiamo continuare ad investire: fibra, transizione energetica, istruzione, sono settori fondamentali, rispetto ai quali occorre fare uno sforzo importante. I soldi ci sono: abbiamo portato a casa il Recovery Found, permettete che io mi intesti questo merito. Oggi sento politici di ogni fazione rivendicare i fondi: non è così, è stato l'esecutivo da me guidato che ha saputo convincere le istituzioni europee a concedere il finanziamento. Continuiamo a vigilare sempre affinché queste risorse finiscano nelle tasche giuste, e non in quelle delle mafie".
Molti i consensi del pubblico nei confronti del discorso: tanti applausi e qualche sorriso quando il candidato Mattia Veronesi ringrazia affettuosamente Conte, apostrofandolo con il soprannome di Giuseppi. Il professore ridacchia, accetta qualche altro selfie con i fans e poi si avvia rapidamente verso la vettura, direzione San Giovanni in Persiceto.
- Raffaella, Giovanna e Graziella
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