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04 Maggio 2026
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Calcio e territorio, tra passato e presente: quali sono i giocatori nati nella Bassa?

di Simone Guandalini Quello tra il territorio della Bassa modenese e il calcio professionistico è un legame più forte di quello che si potrebbe pensare. Se le società calcistiche della Bassa hanno storicamente militato nei campionati dilettantistici, infatti, sono diversi gli esempi di calciatori nati in questo territorio, che, dagli albori di questo sport fino ad arrivare ai giorni nostri, hanno giocato a livello professionistico, dalla Serie A alla Serie C. Partendo dai ricordi maggiormente impressi nella memoria, perchè più recenti, molti appassionati di calcio ricorderanno sicuramente il nome di Matteo Melara, nato a Mirandola nel 1979 e difensore del Livorno in Serie A all'inizio degli anni 2000. Dopo aver concluso la propria carriera da calciatore, è ora il tecnico del Reggiolo. Altro nome noto nella Bassa è quello di Matteo Superbi, nato a Finale Emilia nel 1969. Centrocampista con alcune presenze anche nella massima serie, tra le fila del Lecce, Superbi ha poi dato il meglio di sè come direttore sportivo dell'Entella, per diversi anni in Serie B ed ora in C nel girone del Modena. Tornando indietro nel tempo, invece, meritano una particolare menzione i cinque fratelli Sentimenti di Bomporto: Lucidio (Sentimenti IV) e Vittorio (Sentimenti III), negli anni '40, giocarono tra le fila della Juventus, che nel 2011 ha riservato al primo una stella celebrativa nella Walk of Fame dell'Allianz Stadium di Torino. Negli stessi anni, anche i fratelli Arnaldo (Sentimenti II), Ennio (Sentimenti I) e Primo (Sentimenti V) furono calciatori di ottimo livello. Un calciatore nato nella Bassa, e più precisamente a Finale Emilia, ha poi contribuito alla nascita di un'espressione in seguito diventata sinonimo di un evento sorprendente e inaspettato: "Clamoroso al Cibali". Si tratta di Mario Castellazzi, ala destra del Catania, in Serie A, nella stagione 1960-1961. Suo fu, infatti, il primo gol dei siciliani nella famosa gara contro l'Inter (finita poi 2-0), disputatasi per l'appunto allo stadio "Cibali" di Catania, che mise fine alle speranze tricolore dei nerazzurri e, per la sorpresa del risultato (per l'Inter quella gara doveva essere una semplice formalità) fece pronunciare al radiocronista la celebre espressione. Debuttò in Serie A, seppure impiegato solo in poche partite tra le fila della Lazio, anche il fratello di Mario, Dante Castellazzi. Originari di Bomporto come i fratelli Sentimenti erano, invece, Renato Braglia e il figlio Giorgio. Renato, difensore, fu storica bandiera e capitano del Modena negli anni '40 e '50, mentre Giorgio, ala, disputò diverse stagioni nella massima serie, anche se spesso con poche presenze, con le maglie di Roma, Fiorentina, Napoli (le sue annate migliori), Milan e Foggia. Ma Renato e Giorgio Braglia e i fratelli Sentimenti non sono stati gli unici calciatori bomportesi ad alto livello: occorre ricordare, infatti, anche i nomi di Giordano Bellei (centrocampista con alcune presenze in A e in B con la maglia del Modena e esperienze in C e D), Gianni Merighi (attaccante, in B con Modena e Reggina), Franco Panza (attaccante, in Serie A con la maglia del Lecco), Giusto Lodi (centrocampista che ha militato in Serie A a Vicenza), Olmes Neri (ala con diverse presenze in B tra le fila di Modena, Parma e Reggina), Ugo Tomeazzi (centrocampista/attaccante con un passato, senza mai debuttare, all'Inter) e Azio (terzino con diverse presenze in Serie B), Claudio (terzino del Modena in B) e Gaetano (difensore di Carpi, Pisa, Spal e Forlì) Vellani. Proseguendo con il viaggio nei ricordi e nel territorio della Bassa, aveva origini a Camposanto Gino Ansaloni, che, a cavallo tra gli anni '20 e gli anni '30, disputò tre campionati di massima serie con la maglia del Modena. Di Cavezzo era, invece, Fausto Faglioni (attaccante), che, in un'epoca ancora precedente rispetto ad Ansaloni, militò tra le fila di Juventus Italia e Inter. Concordiese era, invece, Livio Luppi, ala o centravanti, attivo tra gli anni '60 e gli anni '80, che esordì in Serie A con la maglia del Messina, per poi trasferirsi anche a Torino, Verona e Genova. Finale Emilia, oltre ai già citati fratelli Castellazzi e Matteo Superbi, può contare tra i calciatori da menzionare, anche su Geo Bortolini e Adelmo Toffanetti. Il primo, centrocampista, vestì le maglie di Bologna e Fiorentina nella massima serie negli anni '30, mentre il secondo, difensore, tra gli anni '30 e gli anni '40, ebbe diverse esperienze in Serie B e C. Folta è anche la pattuglia dei mirandolesi con un passato da calciatori di buon livello: oltre al già menzionato Melara, infatti, si possono ricordare Oreste (attaccante, che ha vissuto i picchi più alti della propria carriera negli anni '20 e '30 con Roma e Napoli) e Fernando (difensore/centrocampista che, tra gli anni '70 e '80 totalizzò quasi 80 gare in Serie A e oltre 200 in B) Benatti, Nunzio Cavazza (difensore, impegnato in Serie A e B, con la maglia del Messina, tra il '64 e il '69), Nino Lolli (centrocampista di Modena, Bologna e Mirandolese negli anni '20, prima di diventare, nel 1946, il primo sindaco di Mirandola dopo la Liberazione) ed Evaristo Malavasi (attaccante, in B con Bolzano, Spezia, Stabia e Modena tra la fine degli anni '40 e gli anni '50). Per finire il percorso che incrocia la storia del calcio italiano con quella della Bassa modenese, di Nonantola era Italo Breviglieri (ala che esordì nella massima serie, tra le fila del Livorno, nella stagione 1929-1930). Originario di Novi di Modena, invece, Enzo Bellini (attaccante con più di 100 presenze in Serie B, negli anni '30 e '40, con Modena, Catania, Pisa, Spal e Reggiana). Di Soliera, Lidio Stefanini (giocò nel Venezia di Loik e Valentino Mazzola, prima di trasferirsi al Modena). Avevano, infine, origini il primo a Ravarino e gli altri due a San Felice, Renzo Corni (mediano, che esordì in Serie A col Torino nel 1967), Giuseppe Calzolari, detto Mabo (attaccante, che giocò in Serie A con la maglia del Lecco) e Alberto Frigeri (centrocampista che nella breve carriera giocò tra le fila di Bologna, Carpi e Cagliari).

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