“A Modena mancano i medici di base. Dei 53 posti vacanti, con l’ultima selezione ne sono stati coperti solo 13”.
A lanciare l’allarme è il
consigliere regionale della Lega ER Simone Pelloni che, attraverso un’interrogazione, ha chiesto alla Giunta di viale Aldo Moro come intenda affrontare la situazione a Modena e nelle altre province della Regione;
“Analizzando nel dettaglio il dato per singoli distretti si evidenzia come la situazione sia particolarmente drammatica per alcuni di essi; a Pavullo nel Frignano dei 6 posti vacanti nessuno è stato coperto, così come a Mirandola, nessuna assegnazione; nel distretto di Vignola solamente 1 dei 7 posti vacanti riservati a medici di medicina generale è stato coperto” si legge nell’atto ispettivo.
“Oggi per i medici di famiglia oltre il 60% dei posti pubblicati in Regione resta, senza pretendenti a un posto a tempo determinato” ha denunciato anche il sindacato medici Snami di Bologna.
“Centinaia di posti di lavoro di ruolo, in regime convenzionale, andati deserti, dovrebbero far riflettere rispetto le scellerate politiche attuate sia a livello nazionale che regionale. Il problema degli studi vuoti, dunque, resta: troppe zone sono ancora prive di un medico di famiglia e presto tante altre lo saranno, appena andranno in pensione numerosi dottori” ha rilevato l’esponente del Carroccio.
“Per sopperire a questa grave carenza di medici di famiglia Regione Emilia-Romagna e le Aziende USL regionali utilizzano oggi medici neolaureati o altri professionisti privi del diploma di formazione specifica in medicina generale richiesto dalla legge, i quali restano generalmente in assegnazione per sei mesi o un anno, non garantendo dunque alcun rapporto di continuità con i pazienti, i quali si rivolgono al proprio medico di base nella piena consapevolezza che presto verrà sostituito. Di qui la mia interrogazione per sapere quale strategia intenda adottare la Regione” ha concluso Pelloni.