"A 9 anni di distanza dal sisma del 2012, ci sono circa 1,4 miliardi di euro stanziati ma non ancora erogati a favore di cittadini e imprese colpiti dalla tragedia che si è abbattuta nella nostra Regione. Se questi soldi fossero immessi nel tessuto economico e sociale, potrebbero generare un miglioramento sostanziale dell’economia regionale. Oltre alle tante promesse di semplificazione, la Regione dovrebbe sciogliere questo ritardo”.
Lo ha detto il
consigliere regionale della Lega Simone Pelloni, intervenendo nella discussione sul Documento strategico regionale relativo alle politiche di indirizzo per il periodo 2021-2027. Pelloni ha osservato che, dopo i primi anni, la Regione ha rallentato la definizione delle pratiche di ricostruzione:
“Vero - ha detto l’esponente del Carroccio -che c’è stato lo stop imposto dalla pandemia, ma anche a livello di smart working, se le pratiche fossero state già definiteti, si poteva e doveva procedere con l’erogazione degli stanziamenti previsti”. Pelloni ha ricordato che il contributo per la ricostruzione abitativa è stata pari a 3,1 miliardi di cui liquidati 2,5 miliardi circa: “All’appello - ha sottolineato Pelloni – mancano 581 milioni secondo la relazione annuale della Regione sullo stato della ricostruzione post sisma”. Per i danni cosiddetti pesanti relativi ad edifici dichiarati inagibili ancora da liquidare circa il 20%. Per le opere pubbliche le risorse stanziate in totale ammonta a 1,4 miliardi di cui liquidati solo 800 milioni. Presi tutti insieme fanno 1,4 mld di soldi pubblici stanziati ma non ancora erogati per il sisma di 9 anni fa. Si tratta di una somma rilevate – ha sottolineato Pelloni – che, se erogata, avrebbe un effetto moltiplicatore positivo sull’economia della nostra Regione che già da sola ha saputo reagire positivamente agli effetti di quel tragico evento. Gli indicatori del sistema produttivo dell’area interessata dal terremoto del 2012 dimostrano che si è recuperato quasi tutto. Dispiace, nonostante tutte le promesse che si fanno in termini di semplificazione, che ci siano ancora contributi pubblici stanziati ma non ancora erogati che potrebbero esercitare un ulteriore volano per la nostra economia dopo i mesi duri della pandemia da Covid”.