Cispadana, Silvano Tagliavini:”Il territorio ha bisogno di verità e di scelte che guardino al futuro e non al passato”
MODENA- In risposta al commento sulla realizzazione della Cispadana, diramato sui social dal capogruppo liste civiche e Partito democratico in Unione Paolo Negro, ecco la risposta del Coordinamento cispadano NO autostrada – SI strada a scorrimento veloce.
"Una costante nella vicenda Cispadana autostradale è quella della sistematica mistificazione della verità a supporto delle proprie posizioni. Ne è esempio emblematico, a cui si somma una innata propensione al servilismo, quello espresso da vari esponenti politici, e non solo quali Paolo Negro del PD della Bassa modenese e l’assessore regionale Andrea Corsini per citare gli ultimi in ordine di tempo. Il primo, in un comunicato del 14 luglio scorso, ribadisce la certezza del finanziamento di 200 milioni da parte del governo per la realizzazione dell’autostrada Cispadana, oltre ai 179mila euro e ai 100 mila della Regione (da aggiungere anche 400mila euro per le opere complementari /di adduzione sempre a carico regionale), senza mai riportare- a riprova di quanto affermato- elementi significativi come decreti o provvedimenti amministrativi di una qualsiasi autorità governativa e, si badi bene, senza mai ammettere che l’esigenza di questo intervento economico è conseguenza della dichiarata insostenibilità economica dell’opera autostradale da parte del concessionario ARC che la dovrebbe realizzare e gestire. Viene poi tirata in ballo la proposta di Autobrennero per una sorta di partenariato pubblico/privato per aggirare la norma europea 23/2014 che prevede la concessione senza gara ad un soggetto interamente pubblico: cosa che Autobrennero non è. Una concessione definita di “corridoio” (del Brennero) come se fosse una straordinaria novità (la scoperta dell’acqua calda!) mentre invece altro non è che la ripresentazione della proposta Toninelli del dicembre 2018 che, se fosse stata adottata allora, (ma era del Movimento 5 Stelle) avrebbe risolto l’annoso problema che si trascina dal 2014. Ma fu rifiutata proprio da chi oggi la ripropone. Anche in questo caso, silenzio assoluto da parte di Paolo Negro sulle responsabilità politiche, in particolare dei soci pubblici di Autobrennero, di questa situazione. Poi la trita e ritrita tesi per cui, ritornando al progetto del 2004 di strada a scorrimento veloce, si ripartirebbe da zero sottacendo che l’iter di tale progetto, la realizzazione dei tratti mancanti, era già al definitivo e approvato con un costo oggi stimato tra i 220 e i 250 milioni di euro con tempi di realizzazione di circa due anni. Mentre l’autostrada, da dichiarazioni di Pattuzzi- il presidente ARC- aprirebbe i cantieri nel 2023 (inizio, metà o fine ?) per poi terminare dopo quasi 4 anni: mancando ancora il progetto definitivo e di conseguenza quello esecutivo. Poi il collegamento all’autostrada (A22?) con una infrastruttura di “rango europeo”, dice ancora Negro. Altra mistificazione: perché il risparmio in termini di tempo su poco più di 25 km verso la A22 e una quarantina verso la A13 è una inezia rispetto ai tempi di percorrenza su una strada a scorrimento veloce (utile anche al traffico locale a differenza dell’autostrada che è solo di passaggio) mentre sono enormemente più alti i costi di realizzazione, di gestione e l’impatto ambientale. Oltre al fatto che con il potenziamento della ferrovia Parma-Poggio Rusco (collegamento con il porto di La Spezia) e Ravenna-Ferrara-Poggio Rusco si realizzerà quel collegamento con l’Europa, e con il sud-est asiatico, di tutta l’area bassa padana che rende inutile una infrastruttura autostradale. Suggeriamo ai sostenitori dell’autostrada di valutare attentamente, cosa che diciamo da anni, la grande opportunità che si concretizza a Poggio Rusco- che dista solo 5 km da Mirandola- con il potenziamento delle tratte sopra citate e dove una piattaforma intermodale gomma-ferro darebbe quella risposta all’esigenza di collegamento diretto con il Brennero, in previsione dell’apertura nel 2025/2026, del secondo tunnel ferroviario e conseguente blocco del passaggio su gomma. Mentre con il collegamento ferroviario La Spezia-Ravenna si concretizzerebbe il progetto di “collegamento dei due mari” ipotizzato nel PRIT 2010-2020 proprio dalla Regione. Il tutto, si badi bene, all’interno degli accordi che la Regione ha stipulato nel marzo 2018 con i maggiori movimentatori regionali di merci e, nei giorni scorsi, con un gruppo di grandi aziende per spostare la maggior parte del traffico merci dalla gomma al ferro nel quadro del“patto per il lavoro e per il clima”. Nel caso di Corsini stesse mistificazioni espresse in risposta a una interrogazione fatta su misura dal consigliere Costa del PD, in Consiglio regionale. E’ evidente che con questi presupposti mistificatori si fatica a dialogare mentre il territorio ha bisogno di verità e di scelte che guardino al futuro e non al passato".
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Ultime 24h
I più letti
Most Read Posts
- Università, Tor Vergata seconda in Italia in Neuroscienze, Matematica e Biologia molecolare
- Barilla, campagna stampa e digital per celebrare memoria e passione
- Inter campione d'Italia, lo scudetto è nerazzurro: la videonews
- Iran, nuova proposta agli Usa. Trump: "Non accettabile ma parliamo". Piano Usa per liberare le navi a Hormuz


























































