TedX Mirandola, intervista a Alessia Cavazza: “Il mio obiettivo? Studiare le malattie pediatriche rare, per dare speranza di vita”
Parlerà dal palco del TedX di Mirandola, il prossimo 3 luglio. Lei è Alessia Cavazza, e spiega: “studiare le malattie pediatriche rare è dare speranza di vita. Questo il mio obiettivo in Inghilterra”. L'ha intervistata per noi l'esperta di risorse umane Francesca Monari.
Alessia Cavazza originaria di Mirandola dal 2016 è Assistant Professor presso l’University College di Londra dove dirige presso il Great Ormond Street Children’s Hospital un team di ricercatori nelle terapie geniche per il trattamento delle malattie genetiche rare pediatriche.
Interessata alle lingue e con l’idea di fare la traduttrice si innamora della biologia e della genetica in seconda superiore. Qualcosa dentro di lei le dice che lavorerà nella ricerca e così è stato. Consegue così la specialistica in Biotecnologie.
"La prima esperienza di Laboratorio di terapia genica? Amore a prima vista” - risponde!
Cos’è innanzitutto una malattia genetica?
“Una malattia genetica è una malattia causata da una mutazione -un’anomalia- in uno o più “geni” di un individuo. I geni sono porzioni del DNA che contengono le istruzioni per produrre proteine, ovvero le molecole che si occupano per la maggior parte di far funzionare il nostro corpo. Queste mutazioni modificano le istruzioni dei geni per creare una proteina, quindi quando queste istruzioni non sono corrette, la proteina non viene creata oppure non funziona completamente. Questo può causare l’insorgere di una patologia, alla nascita o durante il corso della vita, chiamata appunto malattia genetica”
Che impatto ha avuto la pandemia sulla ricerca scientifica?
“L’impatto è stato notevole. I laboratori di ricerca sono rimasti chiusi per mesi, e anche se riaperti ad intermittenza, tutt’ora la presenza dei ricercatori è limitata a poche persone per permettere il social distancing. Un progetto di ricerca dura solitamente dai 2 ai 5 anni, questo rallentamento forzato di ormai un anno e mezzo ha dato una grande colpo all’avanzamento di molte scoperte, per lo meno in campo biomedico. Un altro problema è l’impossibilità di partecipare alle conferenze scientifiche di persona. Da più di un anno tutti i congressi si svolgono online, che per quanto ne abbia aumentato l’accessibilità, allo stesso tempo ha impedito l’interazione sociale, il brainstorming e la nascita di collaborazioni scientifiche, gli elementi trainanti di una qualsiasi scoperta scientifica”
Nostalgia dell’Italia?
“Decisamente meno di prima! Se c’è qualcosa di positivo derivata da questa pandemia, è sicuramente lo sdoganamento del lavoro da remoto o del lavoro smart, per cui sto passando molto più tempo in Italia”
Un sogno nel cassetto?
“Faccio il lavoro che ho sempre desiderato fare, ho una bellissima famiglia, ho vissuto in diversi paesi e viaggiato parecchio, per cui gran parte dei miei sogni nel cassetto più importanti si sono realizzati. Un desiderio sarebbe sicuramente quello di continuare a fare quello che sto facendo in UK, con la stessa efficienza e le stesse risorse, ma nel mio paese. Un sogno forse un po’ complicato da realizzare, ma spero non impossibile!”

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