Quel pereto monumentale di Cavezzo e la storia dei Tondelli, Cavalieri della Paesaggezza
di Carlo Mantovani, per l'organizzazione di tutela ambientale La Paesaggezza
CAVALIERI DELLA PAESAGGEZZA: MAURIZIO, CUSTODE DEL TESORO DEI TONDELLI
CAVEZZO - Mi avevano detto che non ne era rimasto neppure uno: che nella Bassa modenese, la mia amatissima Bassa, di vecchi filari di peri, testimoni di una campagna ormai scomparsa, non ce erano più. Ma qualcosa, dentro di me, mi diceva di non credere questi profeti di sventura e così ho continuato a cercare, fino a quando il miracolo non si è compiuto, grazie ad una provvidenziale "soffiata" di Agenore Tondelli, titolare dell'Azienda agricola Ponticelli: il quale, mentre pagavo il conto nel suo spaccio ortofrutticolo carpigiano, mi ha rivelato che i dinosauri dell'agroalimentare, nella Bassa, non si erano estinti del tutto.
Un Pereto monumentale di oltre settant'anni di età, infatti, ancora sopravviveva nell'azienda di famiglia, situata in territorio cavezzese e ora affidata alle sapienti, amorose cure del fratello, Maurizio Tondelli. Colto da un improvviso attacco di "perite acuta", il giorno dopo ero in via Pioppa 18, dove Maurizio mi attendeva per accompagnarmi allo storico frutteto. Ma fin dai primi passi - felicemente immerso tra decine di mastodontici filari di Kaiser indorati dalla luce vespertina - ho capito che quello in cui mi trovavo era molto più di un frutteto: un luogo straordinario, un agrosantuario di monumentale bellezza, prezioso ricettacolo di patriarchi da frutto. Un gioiello di inestimabile valore.
"Ormai queste vecchie piante - mi ha confidato Maurizio - producono più legno che frutti: ma sono un pezzo del mio cuore e invece di tagliarle, come la logica produttiva avrebbe imposto, mi sono limitato a leggere e potature". Mentre scattavo foto a ripetizione, irretito dal fascino antico e paradisiaco di questo piccolo reliquiario basso padano, Maurizio, fiutato il mio autentico interesse, mi guarda e mi fa: "La vuoi vedere una davvero grossa?".
Dopo qualche istante ci trovavavamo sotto quella che ho immediatamente ribattezzato la "regina del Perarium": una pianta di pero enorme, con branche lunghe e poderose, la più grande che abbia mai visto all'interno di un filare. E ovviamente, da inventore del turismo dendrogastronomico, tra grandi alberi e grandissimi piatti, ho avuto una visione: ho immaginato un tavolo elegantemente apparecchiato per due tra gli spettacolari corridoi verdi dei filari e un cuoco che completa la seduzione ambientale con piatti squisiti, tutti a base di pere, serviti ai fortunati clienti.
Forse questi filari, che Maurizio Tondelli, da vero Cavaliere della Paesaggezza, custodisce con amorevoli cure, non sono il massimo della produttività: ma certamente sarà il luogo dove io, appena sarà possibile, proporrò di celebrare la rinascita di un frutto, la pera dell'Emilia Romagna IGP, dalle grandissime potenzialità enogastronomiche, con un menu dove le pere Kaiser dell'antico frutteto cavezzese sono assolute protagoniste.
Signore e signori, benvenuti nel tesoro dei Tondelli.
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