Tiroide, un modenese su due ne soffre. I medici: “E’ una percentuale molto alta”
MEDOLLA E DINTORNI - Nella provincia di Modena un soggetto sano su due ha inconsapevolmente o no, una malattia tiroidea. A spiegarlo al nostro giornale è la dottoressa Micaela Piccoli, direttrice della Struttura di Chirurgia Complessa, d’Urgenza e Nuove Tecnologie dell’Ospedale di Baggiovara, alla quale la Società del Menecò di Medolla ha consegnato l'assegno simbolico di 4.200 euro per l’acquisto di una strumentazione chirurgica avanzata per la patologia tiroidea.
"In Italia e, in particolare, in Emilia-Romagna la patologia nodulare è molto frequente. Un soggetto sano su due nella provincia di Modena ha inconsapevolmente una malattia tiroidea. Quindi è una percentuale molto alta e per questo bisogna stare attenti. Di questi noduli solo il 2% può avere natura maligna", spiega la dottoressa al nostro giornale.
I noduli tiroidei possono essere benigni o maligni, non tutti possono essere operati, ma - come spiega Piccoli - "non sono sempre sintomatici. Solo con l’ecografia l’ago aspirato si vede se il nodulo ha caratteristiche maligne o sospette. Anche quando sono maligni, però, una volta operati hanno una evoluzione di guarigione, tranne qualche tipo di tumore molto aggressivo".
"Le cause della tiroide - aggiunge la dottoressa - non sono conosciute. Molti parlano di radiazioni, carenza di iodio o di fattori ereditari. Possono essere tanti".
Come sempre, è la prevenzione che gioca un ruolo fondamentale.
"Basta solo l'ecografia o gli esami del sangue. Non è uno screening complicato", spiega Piccoli. "A differenza dello screening del colon retto promosso a livello regionale che ha prodotto buoni risultati, la patologia tiroidea è diffusissima e più che a una campagna di screening si potrebbe fare campagna di sensibilizzazione. Non avendo disturbi, è difficile che uno pensi di andare a fare l'ecografia. Inoltre, almeno una volta all'anno nelle strutture pubbliche ci sono open day per esami gratuiti grazie a società scientifiche".
"In Italia e, in particolare, in Emilia-Romagna la patologia nodulare è molto frequente. Un soggetto sano su due nella provincia di Modena ha inconsapevolmente una malattia tiroidea. Quindi è una percentuale molto alta e per questo bisogna stare attenti. Di questi noduli solo il 2% può avere natura maligna", spiega la dottoressa al nostro giornale.
I noduli tiroidei possono essere benigni o maligni, non tutti possono essere operati, ma - come spiega Piccoli - "non sono sempre sintomatici. Solo con l’ecografia l’ago aspirato si vede se il nodulo ha caratteristiche maligne o sospette. Anche quando sono maligni, però, una volta operati hanno una evoluzione di guarigione, tranne qualche tipo di tumore molto aggressivo".
"Le cause della tiroide - aggiunge la dottoressa - non sono conosciute. Molti parlano di radiazioni, carenza di iodio o di fattori ereditari. Possono essere tanti".
Come sempre, è la prevenzione che gioca un ruolo fondamentale.
"Basta solo l'ecografia o gli esami del sangue. Non è uno screening complicato", spiega Piccoli. "A differenza dello screening del colon retto promosso a livello regionale che ha prodotto buoni risultati, la patologia tiroidea è diffusissima e più che a una campagna di screening si potrebbe fare campagna di sensibilizzazione. Non avendo disturbi, è difficile che uno pensi di andare a fare l'ecografia. Inoltre, almeno una volta all'anno nelle strutture pubbliche ci sono open day per esami gratuiti grazie a società scientifiche".
Modena, però, è un centro all'avanguardia per le cure e la dottoressa Piccoli spiega perché: "Baggiovara è un centro ad alto volume. Facciamo più di 300 operazioni alla tiroide all’anno. Abbiamo anche la possibilità di usare strumentazione avanzata. Da noi c'è la più alta casistica della chirurgia robotica transascellare tiroidea nel mondo occidentale. Si tratta di una tecnica meno invasiva, più estetica, più precisa, che proviene dal mondo orientale, dalla corea. Su una rivista scientifica abbiamo pubblicato circa 500 casi di interventi dal 2010 ad oggi. Non a tutti si può applicare per questioni tecniche".
Con il ricavato della cena solidale di Medolla si potrà comprare un sistema per il monitoraggio intraoperatorio dei nervi laringei, che si trovano dietro la tiroide. "Un danno a questi nervi - conclude la dottoressa Piccoli - può comportare alterazioni della voce, risolvibili, o danni anche più gravi. Il sistema è collegato a sonde durante l'operazione e permette di mettere in sicurezza il paziente. Da noi c'è l'incidenza di lesioni ai nervi è sotto l'1%, anche sotto la media nazionale".
Per quanto riguarda l'Area Nord l’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Endocrinologia Area Nord, diretta dal Prof. Giampaolo Papi, garantisce visite e procedure di primo e secondo livello (ecografie e agoaspirati di tiroide e paratiroidi), con presa in carico dei pazienti attraverso percorsi diagnostico-terapeutici ben definiti.Nel 2018 sono state 12.784 le prestazioni erogate nei Distretti di Carpi e Mirandola, di cui circa il 60% è rappresentato da visite specialistiche e il restante da ecografie e biopsie. In particolare, le prime visite per accedere ai percorsi endocrinologici sono state offerte nel rispetto della normativa regionale sui tempi d’attesa. Su un totale di 31.000 visite endocrinologiche eseguite nel 2018 in provincia di Modena, circa 8.700 sono state prescritte a cittadini residenti nei distretti di Carpi e Mirandola; di questi quasi l’80% ha scelto di essere seguito presso l’Endocrinologia dell’Area Nord. Altrettanto consolidata è l'integrazione con le strutture e con i Medici di Medicina Generale e gli specialisti del territorio, con i quali il confronto è costante.
Recentemente, grazie all’acquisizione di nuova strumentazione frutto di una donazione, l’Ausl di Modena ha introdotto la Termoablazione Laser, una procedura micro-invasiva che consente di intervenire - in pazienti selezionati - sui noduli tiroidei “benigni” senza dover ricorrere all’intervento chirurgico in anestesia generale. Inoltre sono stati attivati percorsi di presa in carico delle neoplasie endocrine e dell’oftalmopatia di Graves.
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