Terremoto, dopo nove anni chiusi i processi per le morti. Ora si cercano i furbetti truffatori
A nove anni di distanza dalle terribili ore del 29 maggio 2012 in cui si verificò la seconda scossa del terremoto che mise in ginocchio l'Emilia e, in particolare, la Bassa modenese, è arrivata solo una condanna per le morti causate dalle due scosse principali. Per gli abitanti della Bassa modenese furono momenti drammatici: polvere, macerie, disperazione per un futuro che, di colpo, appariva molto incerto. Le persone si guardavano intorno sconcertate dalla percezione che la nostra terra ci avesse tradito. Furono 28, in totale, tra prima (20 maggio) e seconda scossa, le vittime del sisma, molte delle quali persero la vita in seguito a crolli per i quali (eccetto che in un caso) la giustizia non ha individuato responsabili.
Due i casi più noti: i crolli alla azienda Haemotronic, a Medolla, in cui persero la vita quattro operai, e quelli alla Meta, a San Felice, in cui morirono un ingegnere e due operai. Nel primo caso, le indagini sono state archiviate in quanto per il pubblico ministero non si potevano imputare responsabilità per i decessi e la giudice Eleonora Pirillo si è opposta alla riapertura del caso chiesta dai parenti delle quattro vittime. Nel secondo caso, invece, l'ex sindaco di San Felice, Alberto Silvestri, e il titolare dell'azienda, Paolo Preti, sono stati assolti dalle accuse di omicidio colposo plurimo e falso in atto pubblico per i morti sotto le macerie del capannone Meta. Condannato, invece, a un anno (pena sospesa) per il decesso dei due operai il geometra Claudio Terrieri.
Se, come ha reso noto la Regione Emilia-Romagna, la ricostruzione privata a nove anni dal sisma è, ormai, quasi completata, proseguono, invece, le indagini relative alle truffe sui rimborsi a sostegno di privati e aziende in seguito al terremoto del 2012. L'ultimo caso noto riguarda una coppia mirandolese, accusata di aver appositamente ampliato l'oggetto sociale della propria impresa edile per riuscire ad aggiudicarsi l'appalto, e i conseguenti contributi regionali, relativo alla ristrutturazione di un immobile danneggiato dal sisma, nonostante l'impresa non possedesse mezzi, esperienza e capitali richiesti dal bando per ottenere il finanziamento dalla Regione Lombardia. In passato, anche la trasmissione televisiva "Le Iene" si è interessata della questione, in particolare con servizi relativi alla ricostruzione nel territorio dell'Alto ferrarese e della Bassa modenese.
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