Il Rotary Club di Modena dona due broncoscopi all’Ospedale Civile di Baggiovara
Il Rotary Club Modena ha portato a termine la donazione di due nuovi broncoscopi portatili con fonte luminosa alla Struttura Complessa di Medicina Interna d'Urgenza, Area Critica Semi-intensiva dell'Ospedale Civile di Baggiovara, diretta dal dottor Giovanni Pinelli, sovvenzionati con il Fondo Emergenze della Rotary Foundation. La donazione è avvenuta nei giorni scorsi alla presenza del dottor Pinelli e di Teresina Zurru aiuto coordinatore infermieristico. La delegazione del Rotary era composta dal dott. Roberto Dino Villani Presidente del Rotary Club Modena A.R. 20-21, dott. Gian Marco Ucci Presidente della Commissione Fondazione Rotary A.R. 20-21.
I due broncoscopi verranno utilizzati nell'Area Critica Semi-Intensiva dove vengono gestiti prevalentemente pazienti affetti da insufficienza d'organo respiratoria, molti dei quali tracheotomizzati in ventilazione meccanica, che richiedono quindi uno stretto e attento monitoraggio multiparametrico.
“Desidero ringraziare Rotary per la sensibilità, anche a nome della Direzione Aziendale e di tutti i professionisti e operatori impegnati a contenere l’emergenza del coronavirus – ha commentato il dottor Giovanni Pinelli - La broncoscopia, infatti, è strumento essenziale nella diagnostica infettivologica (studio del polmone "profondo") nelle infezioni delle vie aeree (mediante la tecnica di bronco lavaggio che consiste nella instillazione nelle vie aeree di fisiologica sterile e successiva riaspirazione in provette ad uso microbiologico) e nella toilette delle secrezioni, spesso tenaci, presenti nell'albero bronchiale di questi pazienti. Il broncoscopio portatile di medie dimensioni può essere utilizzato facilmente al letto del paziente e consente di ottenere valutazioni morfologiche e funzionali real-time; in tal modo si possono evitare monitoraggi cruenti che mettono a rischio il paziente di contrarre infezioni correlate all'assistenza o "ospedaliere": queste sono oggi le complicanze più temute in quanto allungano i tempi di degenza, consumano risorse e spesso sono causa di morte del paziente. La possibilità di mantenere il paziente nel proprio box di assistenza è tanto più importante oggi nell'ipotesi di presenza di malattie ampiamente diffusive, come quella da SARS-Cov2”.
Questo Service si inserisce in un progetto più ampio del Rotary International in risposta alla pandemia, che vede i Club e i soci del Rotary in tutto il mondo impegnati ad aiutare le autorità sanitarie a comunicare informazioni salvavita sul COVID-19 e sulla vaccinazione, combattere la disinformazione, sostenere un accesso equo e paritario ai vaccini e ad arginare la diffusione del virus donando dispositivi protettivi e altre forniture alle cliniche e agli ospedali che sono sotto stress. “Sono molto soddisfatto – ha commentato il Presidente del Club, Roberto Dino Villani, per come il Club abbia saputo intercettare la necessità del Reparto di AOU di dotarsi degli strumenti, e rispondere in modo concreto alla emergenza a beneficio della intera comunità”.


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