Lavoro illegale: la provincia modenese è al primo posto per numero di lavoratori irregolari
MODENA- Gli ultimi dati pubblicati dalla Guardia di Finanza lo scorso dicembre, hanno rivelato che il 42% dei datori di lavoro ispezionati, hanno alle dipendenze lavoratori completamente in nero, equamente divisi tra lavoratori italiani e stranieri.
È questo l’allarme lanciato dalla sezione Coordinamento Legalità di Cgil Modena nelle province emiliano-romagnole, “una situazione- secondo Cgil- ufficialmente sancita dalla stessa relazione 2020 emessa dal Ministero dell'Economia, che pone la l’Emilia Romagna al terzo posto "rosso" nazionale per il riscontro di irregolarità nel lavoro".
E nel quadro delle province regionali, Modena risulta al peggior primo posto per numero di lavoratori irregolari scoperti e per numero di imprese che hanno utilizzato mano d'opera irregolare e in nero.
“Situazioni di lavoro pesanti e fuori regola, che penalizzano e umiliano tantissime lavoratrici e lavoratori- spiega Cgil- confermate dall'ultimo Report dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro che mostra, per l'anno appena passato, i progetti/programmi dei vari Ispettorati Provinciali, per rafforzare la prevenzione al fine di garantire l'integrale rispetto delle normative sul lavoro, previdenza ed assistenza sociale. Tali iniziative preventive sono rivolte ai datori di lavoro".
Anche gli ispettorati del lavoro, quindi, si impegneranno in ogni territorio per spingere ed educare le imprese a ridurre il lavoro nero e irregolare e rispettare i Contratti Nazionali di Lavoro.
La provincia di Modena risulta al primo posto, seguita dalle province di Potenza e Matera al secondo, Reggio Emilia e Parma al terzo, Bologna al quarto, Genova al quinto e Rimini al sesto.
Per quanto riguarda invece i dati della “campagna di vigilanza straordinaria nel settore delle cooperative", l’Emilia-Romagna risulta la terza Regione sul podio rosso delle “cooperative irregolari”, dopo Campania e Lombardia con decine di imprese denunciate.
“In questo settore delle coop fasulle- scrive Cgil- siamo però la prima regione (e dopo l'Emilia-Romagna ci sono Lombardia e Piemonte) per il "numero di lavoratori irregolari e in nero".
“Di queste false coop emiliano-romagnole, il 78% NON sono associate alle Centrali Cooperative, firmatarie dei Protocolli di regolarità, infatti tra le motivazioni di irregolarità denunciate, spicca che oltre il 30% di quelle ditte NON applicano i contratti di lavoro stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative”.
Da Cgil fanno sapere che “questi duri virus che, da tempo e in via crescente, infettano la nostra economia regolare e il lavoro pulito, non si sono alleggeriti nell'anno del Covid, accrescendo le fessure di accesso alle "proposte di sostegno" degli investimenti malavitosi.
Una fase perciò rischiosa e in peggioramento che richiede un impegno straordinario per garantire il diritto al lavoro pulito e il sostegno all'imprenditoria in regola col fisco, coi contratti di lavoro, concorrenza leale e chiusa alle insinuazioni mafiose.
Cgil propone quindi interventi necessari al controllo del fenomeno e misure per cercare di porre un freno: innanzitutto l’urgenza di rinforzare gli organi del personale ispettivo, estendere il coordinamento e la collaborazione opertiva dei vari Enti investigativi e ispettivi operanti sullo stesso territorio, promuovere concretamente- da parte delle istituzioni locali- progetti di info e formazione per spingere l'imprenditoria a allontanarsi dalle irregolarità (evasioni e connivenze malavitose), consolidare la concreta operatività dei Tavoli provinciali per la legalità e introdurre nei protocolli territoriali il vincolo per la corretta applicazione dei CCNL e la continuità occupazionale nei cambi di appalto .“Tutte proposte ben presenti e motivate nel Protocollo legalità regionale "Patto per il lavoro e per il clima", che ha raccolto l'adesione di tutte le parti istituzionali, sindacali e anche imprenditoriali operanti in Emilia -Romagna e che perciò dovrà essere ben diffuso e attuato nelle tante pratiche preventive- sottolinea Cgil- a partire da efficaci controlli nei percorsi degli ingenti investimenti che si avvieranno, anche nella nostra Regione, per superare l'attuale pesantissima crisi. Meno burocrazia ma controlli più efficaci e mirati, per scoprire e tagliare i tentati "inserimenti ed investimenti" malavitosi”.
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