Aou Modena, un percorso integrato per la prevenzione dei tumori eredo-familiari dell’ovaio
Negli ultimi anni utilizzando questo approccio multidisciplinare e personalizzato, utilizzando un campione di più di 50 pazienti con un follow-up medio di quasi 2 anni dopo la salpingo-ovariectomia profilattica, si è giunti a un grado di soddisfazione medio per l’intervento altissimo (attorno a 9.5 punti su 10) indipendentemente dalle caratteristiche specifiche delle pazienti all’intervento: loro stesse hanno affermato che si sottoporrebbero di nuovo assolutamente alla chirurgia di riduzione del rischio se venisse riproposta.
Questi risultati ci spingono a consigliare con sempre più convinzione questo importantissimo intervento di prevenzione primaria del tumore dell’ovaio ereditario in queste pazienti ma anche a fare sempre di più per riuscire a seguirle con un approccio sempre più personalizzato e mirato.
“Negli ultimi anni, utilizzando questo approccio multidisciplinare e personalizzato – spiega il dottor Giovanni Grandi, dirigente medico della Ginecologia dell’AOU di Modena diretta dal professor Fabio Facchinetti - in una coorte di più di 50 pazienti con un follow-up medio di quasi due anni dopo la salpingo-ovariectomia profilattica, siamo giunti ad un grado di soddisfazione medio altissimo (attorno a 9.5 punti su 10) nei confronti dell’intervento. Questi risultati ci spingono a consigliare con sempre più convinzione questo importantissimo intervento di prevenzione primaria del tumore dell’ovaio ereditario nelle nostre pazienti, ma anche a fare sempre di più per riuscire a seguirle con un approccio più personalizzato e mirato alle singole esigenze”.
Lo studio è stato pubblicato su “Menopause: The Journal of The North American Menopause Society”.
Come spiega la dottoressa Laura Cortesi, responsabile del Centro dei Tumori Eredo-Familiari, “nel nostro centro le pazienti portatrici di mutazione genetica vengono seguite in un percorso integrato fra oncologia e ginecologia ed eseguono un counselling specifico sulle metodiche di screening (ecografia semestrale e dosaggio dei marcatori tumorali) e di vera e propria prevenzione del tumore (salpingo-ovariectomia profilattica), con eventuale ricorso a terapie ormonali sostitutive o alternative personalizzate, se indicate, per ridurre gli effetti collaterali della menopausa precoce (vampate di calore, atrofia vulvovaginale, depressione, osteoporosi, etc.). Possiamo considerarlo un modello virtuoso di collaborazione multidisciplinare fra oncologia, ginecologia, radiologia e chirurgia senologica e plastica”.
Il centro, al momento, sta anche sviluppando un ampio protocollo di ricerca finanziato dai fondi della Ricerca Finalizzata 2019.
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