Ambulatori periferici, Manni (Pd): “Serve deroga per medici temporanei”
Attraverso una nota stampa, la responsabile del Forum Sanità del Pd provinciale Nadia Manni interviene sul problema relativo alla mancata sostituzione dei medici di base che lasciano scoperto il proprio ambulatorio a causa del loro pensionamento:
“Al momento la cronaca locale sta parlando di due situazioni contingenti, Massa Finalese e Migliarina di Carpi, ma a breve saranno diversi gli ambulatori che, nella nostra provincia, rimarranno scoperti a causa del pensionamento del medico di famiglia titolare. Sono tutti ambulatori situati o nelle frazioni o in zone disagiate della montagna. La regolamentazione oggi in vigore non consente di trovare una soluzione tampone, come l’individuazione di un medico temporaneo, il cosiddetto “interino”. I pochi giovani già medici specializzati, in genere, scelgono le zone più centrali. In passato, quando c’era una sovrabbondanza di medici, anche le zone periferiche venivano poi coperte. Ora non è più così, ma le norme in vigore non sono cambiate. Tanto che, di fatto, i giovani medici non possono essere assunti con incarichi temporanei, unica possibilità che garantirebbe la copertura dell’intero territorio. Il problema è ancora più drammatico oggi, con una pandemia in corso, ma anche in futuro, quando auspicabilmente la situazione sarà maggiormente sotto controllo, il presidio medico delle zone più periferiche dovrà comunque essere garantito, a tutela soprattutto di quella parte di popolazione più fragile che ha oggettive difficoltà a spostarsi. Il problema, più in generale, dovrà essere affrontato dalla Conferenza Stato-Regioni, ma una soluzione, seppure transitoria, deve essere individuata anche nell’immediato. Per questo chiediamo alla nostra Regione di valutare una deroga alla regolamentazione vigente che consenta di incaricare un medico temporaneo per gli ambulatori rimasti sguarniti in attesa che con un nuovo bando si individui un professionista stabile. Al medico temporaneo, inoltre, potrebbe affiancarsi la sperimentazione della figura dell’infermiere di comunità, in modo da coprire tutte le possibili necessità del territorio e avere con continuità una presenza di personale sanitario preparato. Non possiamo abbandonare, in un momento così delicato, i nostri concittadini più anziani o sofferenti”.
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