Unione Area Nord, la Lega: “Per farla funzionare serve una riorganizzazione”
"Per farla funzionare serve una riorganizzazione". La Lega replica così al Pd che chiedeva al comune di Finale Emilia di assumere la guida dell'Unione Comuni Area Nord visto che Mirandola ne vuole uscire.
Scrivono dal partito di Matteo Salvini:
È chiaro per la Lega: il Pd gioca allo scarica barile anche con le sorti dell'Unione delle cui difficoltà è stato in larga parte artefice. Dopo Mirandola ora vuole addossare le responsabilità a Finale Emilia.La capogruppo consiliare finalese del Carroccio, Agnese Zaghi, ha per questo sollecitato un Consiglio comunale per affrontare il tema. "La scelta di Mirandola è stata dettata dal fatto che avendo investito risorse, competenze e obiettivi fin dall'inizio, non ha visto, da parte dei prodi difensori dell'Unione, quell'interesse a migliorare e ad efficientare le macchina - spiega -. Allo stesso modo Finale deciderà per il meglio dei suoi cittadini. E l'unico modo per avere una visione chiara e trasparente di quello che sarà il futuro finalese è affidare a un consulente uno studio sui possibili scenari: solo allora si potrà fare una scelta consapevole. E questo è l'obbiettivo del Consiglio di mercoledì"."Un'ottima iniziativa - rimarca Davide Romani, referente provinciale della Lega Salvini Premier -. L'uscita di Mirandola fornisce a tutti l'occasione irripetibile di valutare il reale futuro dell'Unione e gli eventuali scenari che dovranno affrontare i Comuni. Finale Emilia, potrà proseguire in questa direzione a condizioni chiare e trasparenti, condivise da tutti i soggetti partecipanti, riservandosi, però di fare l'interesse dei propri cittadini, in tema di servizi e di economie di scala. Altrimenti potrebbe anche decidere diversamente".E prosegue Zaghi. "Al contrario del Pd noi non abbiamo la presunzione di sapere la verità assoluta sul futuro dell'Unione e sui Comuni che ne fanno parte. Il fatto è questo. L'attuale Unione è composta da 9 comuni che non sono omogenei in nulla, dimensioni, obiettivi, conferimenti, servizi: non hanno raggiunto in ben 17 anni di attività lo scopo dichiarato esplicitamente nello statuto dell'Unione, ovvero la progressiva unificazione di funzioni e servizi comunali e l'armonizzazione dei loro atti normativi. In altre parole la fusione. Fusione impraticabile anche secondo lo studio di fattibilità commissionato dall'Unione stessa, che peraltro ha tirato a sopravvivere negli anni con la complicità dei sindaci del Pd, che non hanno mai conferito tutti i servizi. Perché? Perché sanno bene che si certo alcuni servizi funzionano, ma altri non sono così efficienti e altri, una volta conferiti, entrano in un calderone che li rende ingestibili da parte dei singoli assessori di ciascun Comune. Chiaramente un'Unione così non ha senso di esistere e andrebbe riorganizzata e riformata".
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