
Vasco Rossi e il suo ricordo dell'Usignolo d'oro, con quella bimba della Bassa che per un soffio non ha vinto al posto suo. Lei è
Lucia Baraldi, splendida signora di San Felice sul Panaro (Vasco scrive per refuso che è di Finale Emilia), e la sua storia la conosciamo. Ha incontrato la grande rockstar di Zocca a Modena, il 28 dicembre 1965, nelle stanze del Teatro Comunale: la Società del Sandrone (tipica maschera cittadina) decide di istituire il primo palio canoro per bambini, il premio “L’usignolo d’oro”.
Vasco Rossi, di appena 11 anni, gareggia con la canzone “Come nelle fiabe”: si aggiudica il primo premio distaccando soltanto di un punto la sanfeliciana Lucia. Poi ognuno prese strade diverse, e Vasco diventò la più grande rockstar italiana. E Lucia?
Di lei, a parecchi anni di distanza da quella bella avventura, sappiamo che sta bene e vive a San Felice. Della sua carriera racconta che ha vinto tanti concorsi dai suoi 3 anni ai 16/17 anni, poi ha smesso perché non era più motivata e con poche prospettive. Poi ha incontrato suo marito e… ha continuato a cantare in casa…
Dalle sue foto su Facebook vediamo che è una gran bella signora e che ha continuato a coltivare l’arte. Non il canto, però. Ma la pittura con i suoi allestimenti di arte povera.
Scrive il Kom aggiungendo nuovi particolari all'aneddoto sull'episodio della sua infanzia e di Lucia:
Esattamente 55 anni fa vincevo l’Usignolo d’Oro, una sorta di Zecchino d’Oro modenese, con la canzone inedita di Marengo-Bononcini “Come nelle fiabe”. 🎤💥🤠
Votavano dieci ragazzini con la paletta. Canta una bimba carinissima di Finale Emilia, molto brava, e prende tutti 10 e un 9: io vado fuori pensando che abbia già vinto lei. Canto anch'io e, quando torno dietro le quinte, comincio a sentire: Dieci, dieci, dieci, dieci, dieci... Tutti dieci, cento su cento. Mi regalarono una bicicletta, ero contento come un matto, ed ebbi il mio primo incontro con i giornalisti. Il giorno dopo esce il primo articolo sul Carlino, ce l'ho ancora: Ha vinto il bimbo autodidatta di Zocca che ha imparato a cantare portando le pecore al pascolo. Lo giuro, ce l'ho ancora. Un altro diceva: Il bambino si aggirava dietro le quinte con la giacca troppo lunga e i pantaloni troppo larghi....
E questo non me lo sono dimenticato, anche perché questo è stato il clima che mi ha accompagnato e circondato per parecchio tempo... Però, mi ha anche insegnato a combattere: essere di Zocca a quel punto era diventato un orgoglio per me. Infatti ho voluto mantenere la residenza qui, nel mio paese. Non ho mai pensato a Montecarlo.
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