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08 Maggio 2026
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Il sostegno della Regione alle strutture per anziani e persone con disabilità

I provvedimenti della Giunta regionale per sostenere gli aumenti dei contratti degli operatori socio-sanitari, la remunerazione per i posti accreditati non occupati durante la pandemia (7 milioni di euro) e l'acquisto di Dpi (25 milioni di euro). Dopo anni di attesa, primi in Italia a favorire il giusto riconoscimento economico a una categoria da sempre in prima linea

Un sostegno nel momento in cui l’emergenza pandemica mette a rischio l’operatività quotidiana. Con lo stanziamento di 32 milioni di euro per la copertura di spese vive, a partire da quelle per il personale fino all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori stessi. Fondi che la Regione mette a disposizione delle strutture residenziali accreditate che si prendono cura di anziani e persone con disabilità, per scongiurare, in alcuni casi, addirittura la chiusura e garantire la tenuta di una parte del sistema di welfare nel quale lavorano migliaia di addetti e addette. Nella consapevolezza condivisa con i gestori di dover varare la riforma del sistema di cura e assistenza in questo campo, in primo luogo con l’innalzamento degli standard qualitativi dei servizi forniti da chi affianca il sistema socio-sanitario pubblico, non appena sarà passata l’attuale fase di crisi. A presentare il piano della Regione, oggi in videoconferenza stampa, sono stati la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein, e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. I provvedimenti assunti - formalizzati da due atti di Giunta – vanno in tre direzioni. L’adeguamento delle tariffe relative ai servizi accreditati (Case residenza e Centri diurni anziani; Centri socio-riabilitativi residenziali e diurni per disabili e  assistenza domiciliare), a tutela dei lavoratori, per permettere ai gestori di liquidare al personale dipendente gli  aumenti stipendiali definiti dai contratti di lavoro; la fornitura di dispositivi di protezione individuale o l’assegnazione di un contributo per l’acquisto in autoapprovvigionamento; e, infine, il riconoscimento della quota socio-sanitaria dei posti accreditati anche se non occupati durante la pandemia, per evitare la chiusura delle strutture a causa dei costi comunque sostenuti. Le novità Per quanto riguarda l’adeguamento tariffario - che per la Regione comporterà naturalmente maggiori costi – si tratta di un provvedimento voluto, e sostenuto con 7 milioni di euro, innanzitutto per facilitare il riconoscimento degli aumenti contrattuali per gli operatori. Aumenti conseguenti agli accordi contrattuali del comparto, a tutela dei lavoratori; le tariffe aggiornate potranno essere riconosciute, a decorrere dal 1^ luglio 2020, solo però per le strutture che applicano i più recenti contratti collettivi nazionali. La revisione dei costi che la Regione sostiene, inoltre, contribuirà a coprire, almeno in parte, i progressivi aumenti di spesa a carico dei gestori per l’adozione di tutte le misure necessarie per il contrasto alla diffusione del Coronavirus. E dalla Giunta è arrivato il via libera anche ad altre forme di sostegno. Da un lato la remunerazione della quota socio-sanitaria dei posti letto accreditati non occupati a partire dal 20 marzo 2020, quando cioè la pandemia ha comportato l’interruzione di molti servizi; un intervento che trova già copertura finanziaria nel Fondo regionale per la non autosufficienza. In particolare, per le Case residenza anziani la remunerazione per i posti letto accreditati non occupati è pari alla quota sanitaria giornaliera, mentre per i Centri socio-riabilitativi residenziali il riconoscimento è pari all’80% del valore del posto. Dall’altro, la fornitura di dispositivi di protezione individuali (a partire da marzo 2020) o il contributo per far fronte alle spese necessarie per acquistarli; provvedimento che, per i soli rimborsi, vale 25 milioni di euro.  Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale, il riconoscimento del contributo economico a copertura delle spese sostenute per l’acquisto dai gestori dei servizi (unicamente quelli accreditati, sia a gestione pubblica che privata) sarà in capo alle Aziende sanitarie, una volta verificata l’appropriatezza dei Dpi reperiti in autonomia sulla base del fabbisogno qualitativo e quantitativodelle strutture socio-sanitarie. Sia la remunerazione per i posti non occupati che la fornitura, o rimborso, dei dispositivi di protezione hanno in ogni caso carattere straordinario, per sostenere le spese necessarie per fronteggiare l’emergenza sanitaria. “Parliamo di un impegno economico straordinario e aggiuntivo da parte della Regione- affermano la vicepresidente Schlein e l’assessore Donini- con cui vogliamo dare un aiuto concreto a strutture, e lavoratori, fondamentali per il welfare regionale. Il nostro sistema socio-sanitario ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo a questa emergenza, e gli operatori hanno mostrato, oltre a grandi capacità professionali, uno spirito di dedizione encomiabile. Siamo orgogliosi di essere la prima Regione in Italia che durante la pandemia applica gli aumenti contrattuali ai gestori, sia per favorire il giusto riconoscimento economico a questa categoria dopo anni di attese, sia per sostenere i progressivi aumenti dei costi”. “E insieme all’adeguamento delle tariffe- aggiungono Schlein e Donini- abbiamo deciso di sostenere il settore anche con la remunerazione dei posti non occupati a causa della pandemia e facilitandoli nell’acquisto dei fondamentali dispositivi di protezione individuale: abbiamo così risposto alle richieste dell’Assemblea legislativa, che aveva approvato una risoluzione per aiutare il settore”. “Come questa pandemia ha confermato- concludono vicepresidente e assessore- le persone anziane e più fragili sono quelle che hanno maggior bisogno di cure, attenzioni e sostegno. Questo pacchetto di interventi e risorse è il nostro modo per dire che ci siamo, che la Regione sta utilizzando e utilizzerà tutti gli strumenti possibili per essere al fianco dei suoi cittadini”.

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