Mirandola, alle materne nessun sostegno ai genitori con gli orari di entrata e uscita dei bimbi
Mirandola, alle materne nessun sostegno ai genitori con gli orari di entrata e uscita dei bimbi. La scuola è iniziata da un paio di settimane, dopo 8 mesi di chiusura, ma ancora mancano servizi importanti.
La situazione che ci riportano alcune mamme da Mirandola ne è un esempio. Qui nelle scuole materne, quelle per i bimbi dai 3 ai 6 anni, ancora non sono stati attivati gli orari di apertura e chiusura promessi al momento dell'iscrizione, avvenuta a inizio anno e che in teoria dovevano partire il primo ottobre, data spostata al 5 ottobre che però adesso non è confermata.
Secondo il documento sottoscritto dalle famiglie al momento dell'iscrizione a scuola, qualche mese fa, la scuola apre alle 7.30 e chiude alle 16.15, anche alle 16.30 a San Martino Spino. La realtà - si è scoperto a sorpesa a settembre - non è quella.
Il nuovo orario di ingresso e uscita della scuola è dalle 8 alle 16. Senza neanche un minuto di tolleranza e flessibilità per aiutare i genitori a essere puntuali al lavoro alle 8 oppure e per fare in modo che non siano costretti a uscire dall'azienda prima delle 16 per ritirare i figli. Il problema col passare del tempo peggiora, perchè i molti genitori che lavorano non possono permettersi di chiedere ulteriori part time o permessi.
Ma perchè è stato ridotto l'orario di apertura delle scuole materne senza consultare nessuno?
Tra scuole e Comune i genitori che hanno provato a chiedere cosa è successo sono stati rimbalzati da un ufficio all'altro senza ottenere chiarimenti. La burocrazia parla di "prolungamento" che c'era prima e ora non c'è più, un servizio che - sebbene la scuola sia statale - doveva garantire il Comune ma che ultimamente è passato all'Unone Comuni Area Nord da cui però Mirandola è uscita.
Ai genitori che escono dal lavoro alle 16 e avrebbero bisogno di prendere i figli subito dopo, è stata ventilata l'ipotesi di far pagare ai genitori 43 euro in più. Ma 43 euro in più per 15 minuti di servizio appena è davvero tantissimo. Senza contare che, a sapere a gennaio che le cose stavano così, avrebbero iscritto i bambini altrove, in Comuni dove invece la scuola sta aperta abbastanza.
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