L’autore di Finale Emilia Carlo Tassini si racconta
FINALE EMILIA - Carlo Felice Tassini è nato a Finale Emilia dove vive. Biologo, insegna Scienze Naturali in un liceo, ed è uscito di recente col suo nuovo libro. La redazione di SulPanaro lo ha incontrato e gli ha fatto qualche domanda sulla scrittura e sulle nuove fatiche letterarie, nate durante il lockdown.
Con il passare del tempo la passione per la scrittura non è mai scomparsa ma ha dovuto fare i conti con altre mie passioni e il poco tempo lasciato dal lavoro. Ciò nonostante, ciclicamente, sento il bisogno di trasferire su carta le tante storie che mi si affastellano nella mente. Penso sia un esercizio utile per mettere in ordine i molti pensieri orfani di organizzazione e dispersi in chissà quale meandro del sistema nervoso, una sorta di deframmentazione di quel disco fisso biologico che è il mio cervello.
Il libro in questione ha titolo “Quel bastardo del mio amico Alzhi”, ed è una storia che si sviluppa in un ipotetico paese della bassa modenese dal nome significativo di Malcantone.
In questo territorio opera il maresciallo Pietro Tibuia (cognome mutuato dalla torta degli ebrei tipicamente finalese conosciuta anche come sfogliata), un carabiniere che ha rinunciato alla carriera nell’Arma per amore della tranquillità, motivo per cui ha scelto di comandare una piccola caserma sita in provincia. Tuttavia, anche nel tranquillo lavoro di un carabiniere di paese può capitare di scoprire storie interessanti come quella raccontata da un anziano signore trovato in apparente stato confusionale dalla pattuglia delle otto. L’uomo parlerà di un misterioso e lungo viaggio, bellissimo e terribile al contempo. Qualcuno lo prenderà per pazzo. L’esperienza di vita e la saggezza del maresciallo Tibuia saranno le vere e sole chiavi di lettura dell’intera storia.
Il libro che ho pubblicato come Carlo Felice Tassini ha titolo “Lo spettacolo di Jack Talento” ed è, a differenza del precedente, una raccolta di monologhi e racconti brevi molto differenti tra loro e non classificabili in un genere preciso ed unico. Nonostante le storie possano sembrare opera di pura fantasia, magari strane e singolari, nello scriverle ho attinto a piene mani da accadimenti reali.
In questo libro racconto di un pianista che deve comunicare al suo vecchio pianoforte che hanno perso il lavoro, delle vicissitudini di un virtuoso della tromba, di una incredibile confessione fatta a un prete, della nascita di una vera principessa, di un uomo capace di ascoltare l’inascoltabile e di un pazzo dalla logica ferrea.
Sui siti internet dove il libro è in vendita (amazon in primis) è presentato sinteticamente nel seguente modo: “Monologhi e storie brevi dal retrogusto intenso e persistente.
Molta musica, molti colori, qualche gioia e qualche dolore”.
Dove trovare tutte le info: Carlo Felice Tassini - Official Website
LEGGI ANCHE:
“Cinquanta & cinquanta”, i racconti di Tassini e Terzi a Mirandola
- Come nasce la passione per la scrittura e il raccontare?
Con il passare del tempo la passione per la scrittura non è mai scomparsa ma ha dovuto fare i conti con altre mie passioni e il poco tempo lasciato dal lavoro. Ciò nonostante, ciclicamente, sento il bisogno di trasferire su carta le tante storie che mi si affastellano nella mente. Penso sia un esercizio utile per mettere in ordine i molti pensieri orfani di organizzazione e dispersi in chissà quale meandro del sistema nervoso, una sorta di deframmentazione di quel disco fisso biologico che è il mio cervello.
- L'esperienza come insegnante ha formato in qualche modo la scrittura?
- Ci parla dell'ultima fatica letteraria?
Il libro in questione ha titolo “Quel bastardo del mio amico Alzhi”, ed è una storia che si sviluppa in un ipotetico paese della bassa modenese dal nome significativo di Malcantone.
In questo territorio opera il maresciallo Pietro Tibuia (cognome mutuato dalla torta degli ebrei tipicamente finalese conosciuta anche come sfogliata), un carabiniere che ha rinunciato alla carriera nell’Arma per amore della tranquillità, motivo per cui ha scelto di comandare una piccola caserma sita in provincia. Tuttavia, anche nel tranquillo lavoro di un carabiniere di paese può capitare di scoprire storie interessanti come quella raccontata da un anziano signore trovato in apparente stato confusionale dalla pattuglia delle otto. L’uomo parlerà di un misterioso e lungo viaggio, bellissimo e terribile al contempo. Qualcuno lo prenderà per pazzo. L’esperienza di vita e la saggezza del maresciallo Tibuia saranno le vere e sole chiavi di lettura dell’intera storia.
Il libro che ho pubblicato come Carlo Felice Tassini ha titolo “Lo spettacolo di Jack Talento” ed è, a differenza del precedente, una raccolta di monologhi e racconti brevi molto differenti tra loro e non classificabili in un genere preciso ed unico. Nonostante le storie possano sembrare opera di pura fantasia, magari strane e singolari, nello scriverle ho attinto a piene mani da accadimenti reali.
In questo libro racconto di un pianista che deve comunicare al suo vecchio pianoforte che hanno perso il lavoro, delle vicissitudini di un virtuoso della tromba, di una incredibile confessione fatta a un prete, della nascita di una vera principessa, di un uomo capace di ascoltare l’inascoltabile e di un pazzo dalla logica ferrea.
Sui siti internet dove il libro è in vendita (amazon in primis) è presentato sinteticamente nel seguente modo: “Monologhi e storie brevi dal retrogusto intenso e persistente.
Molta musica, molti colori, qualche gioia e qualche dolore”.
Dove trovare tutte le info: Carlo Felice Tassini - Official Website
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