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03 Maggio 2026
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Chiusura sala operatorie all’ospedale di Mirandola, la replica dell’Ausl

In merito all’articolo pubblicato dal quotidiano “SulPanaro.net”, l’Azienda USL di Modena precisa quanto segue.  
L’articolo in questione contiene numerose imprecisioni e omissioni, oltre a non tenere conto dell’importante sforzo organizzativo continuo e necessario, a partire dallo scorso marzo, in seguito all’emergenza coronavirus. Emergenza che, è bene ricordarlo, è tutt’altro che conclusa. Innanzitutto va sottolineato che le sale operatorie dell’Ospedale di Mirandola non sono 2 ma 4. Due, collocate nel Corpo 08, sono dedicate alla casistica ordinaria (chirurgia, ortopedia, ginecologia), mentre le altre due trovano spazio nel Corpo 02 e sono dedicate alla casistica di Day surgery, ambulatoriale (oculistica, dermatologia, otorinolaringoiatria, endoscopia digerente e respiratoria, chirurgia generale, ortopedia etc..) e all'attività endoscopica digestiva e bronchiale. Inoltre è da tenere in conto che nel mese di agosto la programmazione chirurgica è sempre stata tradizionalmente ridotta, sia per permettere la rotazione dell’organico per i congedi estivi, sia perché pochissimi pazienti accettano di essere operati in questo mese. Ciò nonostante, sono state mantenute alcune sedute di attività chirurgica ordinaria (7 in tutto) e verranno garantite le urgenze ostetrico-ginecologiche, oltre alla conferma di 15 sedute dedicate all'endoscopia digestiva e altre 10 multispecialistiche (dermatologia, chirurgia ambulatoriale, urologia). Si ricorda peraltro che, nella fase post lockdown, il Santa Maria Bianca è stato il primo ospedale a ripartire con un'attività chirurgica ambulatoriale a maggio ad alti volumi, cui è stata affiancata, nei mesi di giugno e luglio, anche la ripresa dell'attività chirurgica ordinaria. Non è vero, inoltre, che “senza le urgenze l’Ospedale di Mirandola sta morendo”: oltre alle già citate urgenze ostetrico-ginecologiche, tutt’ora garantite, vi è l’impegno della Direzione dell’Ospedale di Mirandola a ripristinare le urgenze ortopediche e chirurgiche non appena l’assetto logistico e organizzativo lo consentirà.   A tal proposito, in riferimento all’emergenza coronavirus, nell’articolo non si tiene conto dell’esigenza, ancora attuale, di dedicare aree dell’Ospedale all’isolamento dei pazienti in attesa dell’esito del tampone: l'attuale organizzazione ha subito e continua a subire numerosi cambiamenti finalizzati alla gestione in sicurezza sia dei pazienti ricoverati sia del personale. Le numerose rimodulazioni organizzative che si stanno susseguendo, anche in queste settimane, interpretano un doveroso principio di cautela, gradualità e sicurezza. Proprio per garantire l’attuazione di questo principio, l'area omogenea ospita posti letto dedicati all'Ortopedia e alla Chirurgia, in due aree differenti. Si precisa inoltre che è inopportuno il confronto con la ripresa delle attività negli Ospedali di Area Sud in quanto le rimodulazioni organizzative attuate sono state di impatto estremamente inferiore rispetto a quelle dell’Area Nord, data la differente pressione epidemiologica nelle due aree (nel momento di massima criticità Mirandola ha accolto oltre 50 pazienti Covid).   In relazione all'U.O. di Cardiologia, l’area è tuttora dedicata all’isolamento di pazienti in attesa dell’esito del tampone. Le tempistiche di arrivo del referto del tampone e l'attuale conformazione ricettiva del Pronto Soccorso e dell'Ospedale non consentono il totale superamento di queste aree. È comunque sempre stata assicurata la guardia cardiologica H24 per le consulenze di PS e dei reparti. Appare poi del tutto gratuito e ingeneroso il passaggio sulla collaborazione con le Case di cura del privato accreditato per l’esecuzione degli interventi chirurgici programmati: il riferimento è all'accordo sottoscritto il 20 marzo 2020 da Regione Emilia-Romagna e Associazione Italiana Ospedalità (AIOP), che prevedeva per il periodo dell'emergenza la messa a disposizione delle strutture accreditate all’interno della rete pubblica regionale. Grazie a questo accordo l'Azienda USL di Modena ha potuto mantenere una risposta produttiva adeguata rispetto alla programmazione chirurgica, dando tempo e modo agli ospedali provinciali, tutti coinvolti dall'esperienza gestionale dell'emergenza Covid, di riorganizzare i percorsi al loro interno e nel contempo assicurare una risposta ai pazienti per i quali stava scadendo il tempo di attesa.   Al netto delle palesi criticità, come ad esempio la difficoltà a reperire anestesisti, e della narrazione catastrofica che viene puntualmente fatta e che non giova ad alcuno, per l’Azienda USL il potenziamento dell’Ospedale di Mirandola è un obiettivo reale e che darà i suoi frutti. Sarà finalizzato la realizzazione di alcune opere di sviluppo e rifunzionalizzazione degli spazi ospedalieri e di numerosi servizi strategici, come l’ampliamento del Pronto soccorso, la realizzazione della Medicina D'Urgenza, la creazione dell’Unità di Subintensiva Pneumologica e l’aggiornamento dell’Area diurna con la realizzazione del nuovo ambulatorio endoscopico. Progettualità importanti, che necessiteranno di tempistiche adeguate per essere portate a compimento.

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