Coronavirus, Gibertoni (Misto): fare “stress test” a sistema sanitario
Uno "stress test" al Sistema sanitario pubblico per capire la reale capacità di intercettare rapidamente i nuovi casi di Coronavirus. A chiederlo, in un’interrogazione, è la consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto), la cui proposta prende le mosse tanto dall’aumento dei nuovi contagi rilevato nei giorni scorsi, quanto da una ricerca della Fondzione Gimbe da cui emerge che personale e operatori sanitari sono categorie in cui la percentuale dei contagiati da Covid-19 è più alta che nel resto della popolazione: infatti, medici, infermieri e Oss rappresentano il 26% del totale dei nuovi contagi nei mesi di maggio e giugno.
Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “come giudichi l’elevato e persistente numero di contagi del personale sanitario, per la pandemia ancora in corso, nelle strutture sanitarie e assistenziali del territorio regionale e quali ritenga siano i motivi di tali contagi, in particolare, in ambiente ospedaliero; quali siano i dati analitici esatti relativi alla distribuzione infraregionale del contagio in ambito sanitario, per contesto assistenziale e per ruolo/qualifica professionale degli operatori sanitari contagiati e se sia stato eseguito uno studio finalizzato a comprendere il fenomeno del contagio in ambiente ospedaliero per definire le opportune strategie preventive a tutela degli operatori e dei cittadini e in caso affermativo quali le evidenze risultanti da detto studio”.
Gibertoni, inoltre, chiede all’amministrazione regionale “se stante, ad oggi, la presenza e recrudescenza nella nostra regione di focolai di contagio, la crescita, sempre nella nostra regione, dell’indice Rt, tornato sopra il valore di 1, e la pubblicazione dei primi studi scientifici che evidenziano i sintomi a lungo termine e le conseguenze dell’infezione su vari organi, in una percentuale significativa di ammalati, non ritenga che sia necessaria una verifica (analoga agli stress test in uso nel sistema finanziario e possibilmente affidata ad un soggetto terzo esterno e indipendente) sulla capacità del sistema sanitario regionale di intercettare, rapidamente e bene, i casi, che via via si presenteranno, senza avere questa volta le conseguenze sul personale sanitario sopra illustrate o se, comunque, sia in grado di assicurare, basandosi su evidenze dimostrabili, un mutamento di condizioni che modificherà la rilevanza del contagio degli operatori sanitari a causa della pandemia ancora in corso”.
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