Schianto mortale dopo la fuga dai carabinieri: lunedì l’udienza di convalida per il 20enne arrestato
È prevista per lunedì mattina l’udienza di convalida del fermo nei confronti del 20enne alla guida dell’Alfa Romeo 159 che, nel tentativo di sfuggire a un controllo dei carabinieri, si è schiantata contro una Lancia Y con a bordo madre e figlia. Nell’impatto ha perso la vita Antonietta Berselli, 89 anni, deceduta poco dopo l’arrivo in ospedale. La figlia, 58 anni, ha riportato ferite non gravi ed è stata dimessa in giornata.
Il giovane, ora in carcere, non aveva mai conseguito la patente. Nei suoi confronti la Procura contesta accuse pesantissime: omicidio stradale aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e omissione di soccorso.
Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri e riportata in una nota della Procura, l’Alfa Romeo percorreva via Nonantolana quando non si è fermata a un posto di controllo. Ne è nato un inseguimento che – viene precisato – si è svolto a “rilevante distanza”. L’auto ha iniziato un pericoloso zig zag tra le vetture in coda, ha bruciato un semaforo rosso e ha imboccato contromano la direzione verso via Albareto.
Lo schianto è avvenuto frontalmente contro la Lancia Y su cui viaggiavano le due donne. Un impatto violentissimo, in una strada in quel momento affollata, che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi se fossero stati coinvolti altri veicoli, pedoni o le persone presenti nel negozio contro cui l’auto è poi finita.
A bordo dell’Alfa vi erano quattro persone. Subito dopo l’incidente gli occupanti hanno abbandonato il mezzo e sono fuggiti a piedi lungo le vie limitrofe, inseguiti dai militari. Tre di loro sono stati bloccati – uno in via Mar Caspio – mentre il quarto è tuttora ricercato. Nessuno degli occupanti risultava in possesso di patente; parte del gruppo sarebbe composta anche da minori.
L’intervento politico sul campo di via Canaletto
La tragedia ha riacceso il dibattito politico sul campo nomadi illegale di via Canaletto. In una nota, Giovanni Bertoldi, capogruppo della Lega Modena in Consiglio comunale, collega l’episodio alla presenza dell’accampamento.
«L’omicidio stradale della donna avvenuto sabato in via Ciro Menotti ripropone il gravissimo tema del campo nomadi illegale di via Canaletto – afferma Bertoldi –. I quattro occupanti dell’auto pirata provenivano da quel campo. Nessuno era in possesso della patente e parte del gruppo era composta da minori».
Il consigliere sostiene che l’area di San Matteo, situata in corrispondenza della tratta ferroviaria sospesa dell’alta velocità e di proprietà di Ferrovie dello Stato, sarebbe stata recentemente oggetto di attenzione da parte del Comune, con l’intenzione di affrontare la questione insieme alla proprietà. «Dopo quanto accaduto – prosegue – sono necessarie misure radicali: il campo deve essere sgomberato e chiuso, con l’intervento delle forze dell’ordine e il posizionamento di barriere in cemento per impedirne una futura rioccupazione».
Bertoldi chiede inoltre la bonifica dell’area, «caratterizzata dalla presenza di veicoli bruciati e ingenti accumuli di rifiuti», ricordando che lo smantellamento sarebbe stato sollecitato da anni. Il capogruppo esprime infine «sconcerto» per il riaffidamento alle famiglie dei minori coinvolti, ritenendo più opportuno – in presenza di quella che definisce una conclamata pericolosità sociale – il collocamento in una struttura penale minorile.
«Sono anni – conclude la nota – che Lega Modena denuncia la pericolosità sociale di quell’accampamento. Il Comune ha investito nelle microaree familiari per nomadi, con percorsi di scolarizzazione e integrazione, ma gli accampamenti illegali devono cessare immediatamente, senza tentennamenti».
Sul fatto interviene anche il sindaco Massimo Mezzetti esprimendo vicinanza alla figlia della vittima e soddisfazione per l’operato dei carabinieri. “Un’auto guidata da criminali- scrive il primo cittadino – che con il loro comportamento hanno causato morte e determinato paura e apprensione nella zona coinvolta”.
Intanto la città resta scossa per la morte di Antonietta Berselli, vittima di una fuga conclusa nel modo più drammatico. Lunedì l’udienza di convalida segnerà il primo passaggio giudiziario di una vicenda destinata ad avere ulteriori sviluppi.
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