Dopo 200 anni a Carpi riemerge un capolavoro nascosto: riapre la Stanza segreta del Vescovo
È stato completato il restauro di una delle Stanze del Vescovo a Palazzo dei Pio e, dopo oltre due secoli, riemergono lo straordinario fregio rinascimentale e il soffitto ligneo a cassettoni risalenti agli anni di Alberto III Pio (1518-1520).
La sala, al primo piano accanto alla Manuzio, era stata nascosta alla vista da un controsoffitto realizzato alla fine del Settecento, quando – dopo l’elevazione di Carpi a diocesi nel 1779 – si rese necessario ricavare una dimora per il vescovo. Nel tempo gli ambienti cambiarono più volte funzione: prima sede temporanea della Cassa di Risparmio, poi Biblioteca dal 1914 al 2005.
Il cantiere, avviato la scorsa primavera e approvato dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Bologna, ha riguardato il consolidamento strutturale e il restauro conservativo delle superfici decorate. L’intervento conclude il più ampio programma avviato nel 2021 per il recupero dei danni causati dal sisma del 2012.
Il fregio affrescato, che corre lungo la sommità delle pareti, raffigura eleganti motivi a grottesca: tralci, fogliami, putti, fauni e amorini emergono da un intenso fondo in azzurrite, incorniciati da finte modanature dipinte nei toni caldi dell’ocra e della terra di Siena.
Il soffitto cinquecentesco è scandito da tre grandi travi che dividono lo spazio in quattro campate. Travetti, listelli e tavolette sono interamente decorati a tempera con motivi floreali seriali, alternando rosso e blu intensi. Al centro erano applicati rosoni lignei dorati, oggi sopravvissuti in pochi esemplari. Tra le decorazioni compaiono anche stemmi araldici: quello degli Orsini, famiglia di Cecilia – moglie di Alberto III – e l’insegna dei Pio di Savoia, insieme ad altre imprese riconducibili al signore di Carpi.
La sala versava in condizioni di forte degrado, aggravate dai secoli e dai cambi di destinazione d’uso. Il soffitto mostrava inoltre evidenti tracce di un incendio, probabilmente originato dal camino sulla parete nord.
Gli interventi hanno previsto il consolidamento delle strutture lignee, il rinforzo degli appoggi, il ripristino delle murature con tecniche di scuci-cuci e iniezioni di malta a base di calce naturale. Le superfici decorate sono state sottoposte a un accurato restauro conservativo: pulitura, rimozione di ridipinture incongrue, consolidamento dell’intonaco e nuove finiture nelle parti sottostanti il fregio.
L’intervento, del valore di circa 498 mila euro, è stato eseguito dalla Cooperativa Archeologia di Firenze. Direzione lavori affidata all’architetta Monica Nascig, con direzione operativa di Anna Medori.
Per celebrare la conclusione del restauro, i Musei di Palazzo dei Pio organizzano un’apertura straordinaria con tre visite guidate gratuite sabato 7 marzo, a partire dalle ore 15. La partecipazione è su prenotazione online (dal 3 marzo alle 9) e con posti limitati. Le visite saranno condotte da Monica Nascig e da Manuela Rossi, direttrice dei Musei. È richiesto abbigliamento comodo e scarpe chiuse con suola in gomma.
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