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02 Maggio 2026
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Una nuova brachiterapia al servizio della Radioterapia del Policlinico di Modena

MODENA - Inaugurata oggi, mercoledì 25 febbraio, al Policlinico di Modena la nuova strumentazione per la brachiterapia presso l’UOC di Radioterapia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, diretta dal professor Alessio Bruni. La brachiterapia è una tecnica radioterapica altamente specialistica che consente di somministrare radiazioni direttamente all’interno o in prossimità della sede tumorale mediante l’inserimento temporaneo di sorgenti radioattive. Questa modalità permette di concentrare dosi elevate di radiazioni sul tumore riducendo al minimo l’esposizione dei tessuti sani circostanti, migliorando l’efficacia del trattamento e riducendo gli effetti collaterali. Il nuovo dispositivo, denominato “Flexitron”, rappresenta una piattaforma tecnologicamente avanzata per l’erogazione di trattamenti di brachiterapia ad alto rateo di dose (HDR). L’apparecchiatura consente una pianificazione estremamente precisa della distribuzione della dose radiante, garantendo elevati standard di sicurezza e flessibilità terapeutica. Il sistema è dotato di software evoluti per l’ottimizzazione dei trattamenti e permette di eseguire procedure sempre più personalizzate, ampliando le possibilità terapeutiche soprattutto nell’ambito dei tumori ginecologici e ponendo le basi per future applicazioni interstiziali.

«L’acquisizione di questa nuova tecnologia rappresenta un importante investimento strategico per il continuo miglioramento della qualità delle cure offerte ai cittadini. Il potenziamento della Radioterapia conferma l’impegno dell’Azienda nel garantire percorsi diagnostico-terapeutici all’avanguardia, supportando al tempo stesso la crescita professionale degli operatori e lo sviluppo di modelli assistenziali sempre più innovativi», sottolinea il direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, dottor Silvio Di Tella.

«Innanzitutto - dichiara il professor Alessio Bruni - il primo ringraziamento va alla Direzione Generale, all’Ingegneria Clinica e alla Fisica Sanitaria che hanno permesso rispettivamente l’acquisizione e l’installazione del nuovo dispositivo, iniziando così un percorso di rinnovamento tecnologico in ambito ginecologico che permetterà di eseguire trattamenti radioterapici endocavitari e, in un prossimo futuro, interstiziali, in maniera sempre più sofisticata, integrata con la radioterapia a fasci esterni e più precisa con rilevanti benefici sia in termini di efficacia oncologica sia di riduzione della tossicità».

«La brachiterapia - afferma il dottor Stefano Scicolone, responsabile dell’attività di Brachiterapia dell’AOU di Modena - rappresenta oggi una componente essenziale nel trattamento dei tumori ginecologici grazie alla possibilità di somministrare elevate dosi di radiazioni direttamente sul volume tumorale, limitando l’irradiazione degli organi sani adiacenti e l’UOC di Modena dimostra di avere, anche in questo ambito, un elevato numero di trattamenti che la pongono al centro del panorama nazionale. Nel corso del 2025, infatti, il nostro Centro ha trattato più di 60 pazienti per un totale di circa 200 applicazioni mediante brachiterapia, sia a scopo curativo radicale, come nei casi di neoplasie della cervice uterina, sia in setting adiuvante per ridurre il rischio di recidiva nelle pazienti operate, confermando l’elevato livello di esperienza clinica dell’équipe e il ruolo centrale di questa metodica nel trattamento dei tumori ginecologici».

«Già da alcuni anni, la nostra unità, grazie alla forte collaborazione con l’équipe di Ginecologia diretta dal professor Antonio La Marca, con l’Oncologia rappresentata dal dottor Giuseppe Longo e dal professor Massimo Dominici, con la Radiologia della professoressa Annarita Pecchi e con l’Anestesia guidata dal professor Massimo Girardis, propone alla paziente con tumore ginecologico una presa in carico multidisciplinare che, fra le altre cose, permette la possibilità di utilizzare una sofisticatissima metodica di pianificazione basata sulla Risonanza Magnetica, considerata lo standard di riferimento europeo, che prevede procedure molto complesse e un’organizzazione logistica di alto livello, possibile a Modena proprio grazie alla forte collaborazione tra i diversi specialisti», aggiunge il professor Alessio Bruni.

«Tutto ciò – chiosa la dottoressa Anna Benini, radioncologa dell’equipe di brachiterapia – consente una caratterizzazione anatomica molto più accurata e raffinata che favorisce una pianificazione altamente personalizzata e un ulteriore incremento della precisione e della sicurezza del trattamento in linea con le evidenze scientifiche e le raccomandazioni internazionali».

«La brachiterapia con sistema di afterloading Flexitron consentirà di migliorare la cura delle neoplasie ginecologiche nell’ambito della presa in carico di tutte le pazienti della nostra provincia garantendo elevata qualità assistenziale ed equità di accesso alle cure», dichiara il dottor Giuseppe Longo, direttore della Medicina Oncologica e del Dipartimento Assistenziale Interaziendale di Oncologia ed Ematologia.

«L’introduzione del sistema Flexitron rappresenta un investimento strategico che rafforza l’approccio multidisciplinare dell’oncologia modenese – commenta il professor Massimo Dominici, direttore Struttura Complessa di Oncologia e Docente di Oncologia di UniMoRe – L’integrazione tra brachiterapia avanzata, radioterapia e trattamenti sistemici consente percorsi sempre più personalizzati, migliorando efficacia e sicurezza delle cure e consolidando il ruolo della AOU di Modena come centro di riferimento».

Le principali aree di impiego della brachiterapia in ambito oncologico sono oltre alle neoplasie della cervice uterina anche quelle del corpo dell’utero. Le neoplasie dell’utero, rappresentano la 5° neoplasia nel sesso femminile con una incidenza in aumento negli ultimi anni (I Numeri del Cancro in Italia 2024). Oggi la probabilità di guarire per le donne affette da neoplasie del corpo dell’utero è del 69% e per quelle affette da neoplasia della cervice è del 58%, questo grazie all’efficacia delle strategie terapeutiche oggi disponibili. Tra queste sicuramente la brachiterapia rappresenta un presidio di estrema importanza.

«L’introduzione della brachiterapia con sistema di afterloading Flexitron rappresenta un importante avanzamento per il trattamento brachiterapico avanzato sul territorio – commenta il dottor Gabriele Guidi, direttore della Fisica Sanitaria dell’AOU di Modena – la brachiterapia consente una somministrazione della dose di radiazioni pienamente conforme al piano di trattamento personalizzato. La sorgente viene fatta stazionare sequenzialmente in posizioni programmate all’interno del paziente mediante applicatori idonei, sulla base dell’intensità della sorgente stessa, così da garantire una copertura ottimale dell’area interessata e garantire la massima tutela dei tessuti sani. La nuova apparecchiatura offre maggiore versatilità nella definizione delle posizioni di rilascio, incrementando precisione e accuratezza, con elevati standard di sicurezza per pazienti e operatori e piena conformità alle normative europee su sicurezza informatica e privacy».

In analogia, la dottoressa Maria Victoria Gutierrez, fisica dell’equipe di brachiterapia, sottolinea che «un elemento distintivo per il territorio è l’integrazione della brachiterapia con immagini di Risonanza Magnetica, in linea con le evidenze scientifiche sull’Image Guided Adaptive Brachytherapy. L’impiego della risonanza magnetica permette una definizione più accurata dei volumi bersaglio e degli organi a rischio, favorendo un adattamento personalizzato del piano di trattamento. Il supporto delle più moderne tecniche di fisica medica e brachiterapia, con pianificazione tridimensionale, ottimizzazione dosimetrica avanzata e rigorosi controlli di qualità, è garanzia di precisione, sicurezza e qualità terapeutica».

«L’upgrade eseguito – spiega l’ingegner Leo Traldi, direttore del Servizio Unico Ingegneria Clinica AOU-AUSL Modena – ha permesso di passare dal sistema microSelectron v3 Digital alla versione di ultima generazione Flexitron, che permette, fra altre, la gestione di brachiterapia ginecologica con applicatori dedicati, offre la tecnologia più innovativa nell'ambito della somministrazione del trattamento brachiterapico e garantisce migliore affidabilità. L'aggiornamento tecnologico permette inoltre di poter utilizzare nel prossimo futuro nuovi sviluppi del settore, e non ultimo avere maggiori garanzie di continuità di servizio e assistenza con orizzonte più ampio. Inoltre, garantisce un’aumentata precisione nel trattamento e nella sicurezza sia dei pazienti che del personale sanitario. Inoltre, la piena compatibilità con tutti gli applicatori già in uso precedentemente, rappresenta una ulteriore garanzia di continuità di servizio».

«L’acquisizione di questa tecnologia innovativa fondamentale per gli scopi clinici già ricordati aumenta il potenziale che la stessa ha e potrà avere nello sviluppo della ricerca clinica di settore affidata alla direzione del Prof.Alessio Bruni, come trasferimento delle conoscenze e con una ampia valenza interprofessionale. E’ un esempio significativo e di ulteriore collaborazione fra AOU e UNIMORE a favore della salute dei nostri cittadini», sottolinea il professor Enrico Clini in rappresentanza della Magnifica Rettrice di UNIMORE e del Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

«Questa nuova acquisizione conferma ancora una volta il valore dei poli ospedalieri modenesi e l’impegno costante del settore nel crescere e migliorare i servizi ai cittadini offrendo risposte sempre più concrete e puntuali – conclude la vicesindaca di Modena e assessora alla Sanità Francesca Maletti -. Potenziare sempre le strumentazioni migliorando la qualità delle cure è un doveroso impegno nei confronti dei pazienti e dei professionisti che lavorano al servizio della comunità; è, inoltre, una possibilità di crescita non solo per il Policlinico, ma per tutta la città».

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