“Un argine all’azzardo”, a Novi, Carpi, Soliera e Campogalliano continua la prevenzione contro il gioco d’azzardo patologico
CARPI, SOLIERA, NOVI DI MODENA, CAMPOGALLIANO - Sul territorio dell’Unione Terre d’Argine, con il progetto “Un argine all’azzardo”, prosegue con tante iniziative l’attività di prevenzione contro il gioco d’azzardo patologico: tra queste, il 25 febbraio 2026 ore 15 presso il Centro Sociale Loris Guerzoni (via Genova 1, Carpi) si terrà l’incontro aperto a tutti “Se mio nipote gioca d’azzardo” dedicato all’importanza della figura dei nonni come sentinelle nell’educazione dei nipoti, organizzato in collaborazione con Università della Libera età Natalia Ginzburg. Il progetto – giunto alla sua seconda edizione e promosso da Unione Terre d’Argine, Ausl, Centro Servizi Volontariato Terre Estensi, Federconsumatori, Ceis, Centro sociale Papa Giovanni XXIII e Dedalo - intende contenere le conseguenze dell’abuso del gioco in termini di salute delle persone, drammi familiari e disastri economici e sociali. Tra le azioni principali portate avanti, vi sono gli sportelli gratuiti di consulenza sovraindebitamento, di ascolto psicologico per i problemi di gioco d’azzardo e i gruppi di sostegno sia per giocatori patologici che per i loro familiari (info e contatti: www.
Grande attenzione è rivolta anche alla sensibilizzazione e informazione su questi temi portata avanti nelle scuole del territorio dell’Unione Terre d’Argine: con “Un argine all’azzardo”, nell’ultimo anno scolastico, i vari partner del progetto hanno incontrato nelle scuole quasi 500 studenti per un totale di 23 classi e 29 incontri (2 scuole secondarie di secondo grado e 1 scuola secondaria di primo grado); è stato inoltre fatto un incontro di formazione rivolto ai docenti delle scuole secondarie, ed è stato inviato alle scuole secondarie di primo e secondo grado il questionario “Genitori in rete” a cura di Federconsumatori, i cui risultati verranno presto presentati.
«La sfida del contrasto all’azzardo tra i giovani e meno giovani, in particolare sui canali online, richiede un’attenzione costante e mirata – commenta per l’Unione Terre d’Argine il sindaco di Carpi Riccardo Righi - e con il progetto “Un argine all’azzardo” cerchiamo di trovare strategie sempre più efficaci per tenere alta l'attenzione e allo stesso tempo, fare formazione su queste tematiche. Un percorso che, oltre agli sportelli, ai gruppi di sostegno e alla comunicazione, si arricchisce anche con eventi specifici che hanno il compito di informare, prevenire e sostenere singoli e famiglie, perché non siano soli davanti alle trappole di un gioco che distrugge vite e relazioni».
«Nel 2025 gli utenti in trattamento presso il SerDP di Carpi sono stati 30, di cui 27 uomini e 3 donne — sottolinea il dottor Massimo Bigarelli, direttore del Servizio Dipendenze Patologiche Area Nord dell’Azienda USL di Modena —. Agli utenti vengono proposte inizialmente attività di consulenza, valutazione e diagnosi e, successivamente, quando necessario, trattamenti bio-psico-sociali che comprendono interventi psicologici, socio-educativi ed eventualmente medici. I percorsi terapeutici sono principalmente centrati sull’approccio motivazionale, sul lavoro sulle distorsioni cognitive e sul monitoraggio delle spese. Alcuni utenti sono inoltre seguiti in modo integrato con il Centro di Salute Mentale e con il Servizio di Psicologia Clinica Adulti. Grande attenzione è rivolta anche alle attività di sensibilizzazione e informazione rivolte alla cittadinanza e agli interventi di prevenzione nelle scuole secondarie di secondo grado di Carpi. Lo scorso aprile si è svolto a Rovereto sulla Secchia (Novi di Modena) un incontro di prevenzione rivolto alla cittadinanza dal titolo “Dipende da te: alcol, gioco d’azzardo, fumo, droghe. Un aperitivo analcolico per prevenire le dipendenze”, finalizzato alla divulgazione dei rischi per la salute derivanti dal consumo di alcol e sostanze stupefacenti, dal tabagismo e dal gioco d’azzardo patologico. Nelle scuole secondarie di secondo grado prosegue inoltre il progetto di prevenzione “Scelgo io”, rivolto a docenti, studenti e genitori delle classi prime dell’intera provincia di Modena, basato sulla metodologia della peer education. Tra gli obiettivi vi sono la promozione della capacità di compiere scelte di vita salutari, lo sviluppo del senso critico nel riconoscere false informazioni sulla salute e la diffusione di conoscenze corrette su fumo, alcol, sostanze e gioco d’azzardo, contribuendo a costruire una cultura della salute a sostegno dei processi decisionali rispetto ai comportamenti a rischio».
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