“Senza consenso è stupro”: domenica 15 febbraio a Modena manifestazione contro il DDL Bongiorno
MODENA - Nota stampa del Partito Democratico e della Conferenza delle Donne democratiche:
"Senza consenso è stupro!: questa la parola d’ordine della mobilitazione nazionale contro il ‘DDL Bongiorno’sulla violenza sessuale, che domenica 15 febbraio vedrà una sua tappa anche a Modena, in piazza Grande. Ad aderire, tra gli altri, anche la Conferenza delle Donne democratiche, la Federazione provinciale del Partito Democratico e il Pd della città di Modena. Proprio qui, nel cuore della città, si terrà una manifestazione per esprimere la propria ferma contrarietà alla marcia indietro del Governo che, dopo che in Parlamento era stato raggiunto un punto di intesa comune sul tema del "consenso" esplicito, in linea con la Convenzione di Istanbul, ha deciso di eliminare dal testo del disegno di legge il termine, per introdurre i concetti di “volontà contraria” e “dissenso”:
“In una norma giuridica la forma è sostanza – commentanoPatrizia Belloi, Massimo Paradisi e Diego Lenzini, in rappresentanza rispettivamente della Conferenza delle Donne democratiche, della Federazione provinciale del Partito Democratico e del Pd di Modena città - e il linguaggio non è mai casuale. Come hanno evidenziato praticamente tutte le associazioni che si battono contro la violenza sulle donne, un DDL così concepito rimette al centro il sospetto sulla vittima e le valutazioni morali sul suo comportamento e sulla sua prontezza di reazione alle aggressioni, mentre l’autore della violenza continua a beneficiare di margini di ambiguità. Dopo che tante battaglie sono state fatte per far sì che le vittime di violenze non dovessero temere di denunciare i propri carnefici per timore di non essere credute o, peggio, di essere accusate di immoralità o leggerezza, si fa rientrare dalla finestra il rischio del ‘processo alle vittime’, che ci riporta indietro di decenni. Quel che la storia della lotta alla violenza ci insegna è che, sul tema, non possono esistere zone grigie, e che l’accento va posto sul consenso delle donne e la loro autodeterminazione. Non è un caso se Svezia, Francia e Spagna abbiano varato leggi che portano al centro il tema del consenso esplicito, perché da sempre chi commette violenza cerca di attenuare le proprie responsabilità dietro al pretesto di non aver inteso che la vittima non voleva".
“Qualsiasi norma che indebolisca questo principio legittima la cultura dello stupro, attenua le responsabilità degli autori di violenza, scoraggia le denunce ed espone le donne alla vittimizzazione istituzionale: una scelta politica inaccettabile, che non tiene conto di dieci anni di giurisprudenza della Cassazione, che in più sentenze ha definito la violenza sessuale sulla base della mancanza di consenso delle donne”
“Per questo – concludono Belloi, Paradisi e Lenzini – domenica mattina saremo a Modena, a fianco delle donne e degli uomini che non possono stare in silenzio davanti a questo scempio. E invitiamo tutte e tutti coloro che sono dalla parte delle vittime, e vogliono lottare perché queste abbiano piena giustizia, ora e in futuro, a essere con noi”.
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