Scuola, Ascari e Piacquadio (M5s): “Il PNRR ha destinato 17 miliardi per l’edilizia scolastica, ma molti cantieri sono fermi”
REGIONE - <Il Pnrr ha destinato oltre 17 miliardi di euro per l'edilizia scolastica in diversi territori, tra cui l'Emilia Romagna. Eppure tanti edifici sono stati demoliti ma non ricostruiti con cantieri non ancora avviati o sospesi. Il rischio è che in diversi territori gli studenti restino senza scuole, in situazioni di precarietà. La piena attuazione del Pnrr è una responsabilità del Governo>.
Così l'onorevole Stefania Ascari (M5s) e l'assessore al Bilancio del Comune di Castelfranco Emilia Ugo Piacquadio. Proprio in merito allo stallo di diversi cantieri per la riqualificazione degli edifici e dinanzi al rischio concreto di perdere i fondamentali finanziamenti Ascari ha presentato un'interrogazione al Ministro dell’istruzione e del merito, al Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione e al Ministro dell’economia e delle finanze.
Premesso che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destina oltre 17 miliardi di euro all’edilizia scolastica, con interventi di messa in sicurezza, riqualificazione e, in numerosi casi, demolizione e ricostruzione di edifici scolastici; in diversi territori, tra cui l'Emilia Romagna, risultano istituti scolastici demoliti in vista della ricostruzione, ma con cantieri non ancora avviati o sospesi, con conseguente permanenza di studenti e personale in sedi provvisorie e strutture temporanee; la complessità delle procedure amministrative, l’aumento dei costi dei materiali, le difficoltà delle stazioni appaltanti e i ritardi nell’avvio dei lavori stanno determinando criticità diffuse, segnalate da enti locali e comunità scolastiche; la scadenza del 30 giugno 2026 per la conclusione degli interventi e la rendicontazione delle risorse europee è improrogabile e il mancato rispetto delle milestone e dei target previsti potrebbe comportare la perdita dei finanziamenti o la necessità di coperture alternative a carico del bilancio dello Stato; Ascari chiede di sapere:
- Quanti siano, allo stato attuale, gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici scolastici finanziati con risorse PNRR che risultano in ritardo rispetto al cronoprogramma, specificando la distribuzione territoriale e lo stato di avanzamento dei lavori; quali misure urgenti il Governo intenda adottare per sbloccare i cantieri fermi o non ancora avviati e per supportare gli enti locali, in particolare i comuni di minori dimensioni, nella gestione tecnica e amministrativa degli interventi; se il Governo disponga di una stima aggiornata del rischio di mancato rispetto della scadenza del 30 giugno 2026 e quali iniziative straordinarie siano previste per evitare la perdita delle risorse europee;
- Quali responsabilità politiche il Governo intenda assumersi nel caso in cui, per carenze di coordinamento, ritardi o inadeguate misure di supporto, si determinasse il mancato utilizzo dei fondi o il definanziamento degli interventi già avviati; quali misure siano previste per assicurare la continuità didattica e adeguate condizioni di sicurezza per studenti e personale nelle sedi provvisorie interessate dai ritardi.
<In assenza di interventi immediati e strutturali, il rischio concreto è quello di lasciare territori con scuole demolite e non ricostruite, studenti in condizioni di precarietà e comuni esposti a gravi squilibri finanziari – commentano Ascari e Piacquadio. E' il Governo che deve coordinare, monitorare e adottare misure straordinarie per superare ritardi e criticità attuative. L’eventuale perdita o definanziamento delle risorse destinate all’edilizia scolastica rappresenterebbe un grave fallimento politico e amministrativo, con ricadute sul diritto allo studio, sulla sicurezza degli edifici e sulla credibilità internazionale del Paese>-
Ascari e Acquadio ribadiscono come i ritardi non rappresentino una responsabilità delle amministrazioni ma dalle imprese aggiudicatarie che non rispettano il cronoprogramma previsto in sede di appalto, con contenziosi in corso dove l'amministrazione comunale è parte danneggiata.
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