Sanità, Siena: “A Mirandola ospedale a tempo determinato”
MIRANDOLA - Tramite una nota stampa, Giorgio Siena, consigliere comunale della lista "Mirandola 50mila", interviene sul tema sanità:
"Mercoledì 4 febbraio è stato formalizzato a Mirandola l’accordo sostenuto dai sindaci dell'Area Nord e Terre d'Argine: definisce il Santa Maria Bianca di Mirandola e Ramazzini di Carpi come poli complementari, specializzando le rispettive funzioni. La politica, rappresentata da sindaci, presidente della Provincia (manca solo Mezzetti assente per ragioni familiari) tace o se parla spiega che sono tutti animati da grande spirito di collaborazione. Molto bene, peccato che sia una “farsa in atto pubblico”.
Stiamo ai fatti: a Carpi si farà un nuovo ospedale di 300 posti letto che, per rientrare nei parametri di legge, deve includere anche la popolazione di Mirandola e della Bassa modenese: perciò serve un accordo che veda favorevoli i sindaci dei comuni dell’Area Nord. Un accordo non c’era. Il centrodestra di Mirandola, che ha vinto le elezioni del 2019 sull’ospedale ridotto dopo il sisma del 2012, per 7 anni e fino a pochi mesi fa ha scritto che “non avrebbe riconosciuto alcuna scelta che non fosse un ospedale unico e baricentrico per l’intero Nord della provincia”. Contrordine.
In un distretto come quello Nord di Modena dovrebbe esserci un unico ospedale di I livello: l’ospedale di Carpi è irrecuperabile, quale occasione migliore per unificare i due ospedali in una sola struttura? Possono essere tante le ragioni, ma non farlo significa che prevale la politica dello spreco, della inefficienza, unita a quella del campanile. Poichè in sanità i soldi sono insufficienti, un ospedale sarà ridotto a poliambulatorio e lungodegenza. Siccome non sarà subito gli attuali sindaci dormono tranquilli: così è la politica nella Bassa! Per il nuovo ospedale di Carpi serviranno dieci anni circa, nel frattempo l’ospedale di Mirandola serve aperto. Ma si configura come ospedale a tempo determinato, nessuno si illuda.Quando la politica non governa, ecco le formule magiche: questa volta si chiama integrazione e complementarità. Due ospedali che funzionano come fossero uno solo. Integrazione per sviluppare sinergie ed evitare sprechi si può anche capire, ma complementare vorrebbe dire che a Mirandola vi sono unità operative o servizi che a Carpi non ci sono e quindi i carpigiani verranno a curarsi a Mirandola (?). Quali sono? O non vuol dire nulla? Martedì sera c’erano alcuni primari di Mirandola, di Carpi nessuno. E questo dice tutto. "L’Ospedale di Mirandola è molto importante” e ci tengo sia operativo dice benevolo il sindaco di Carpi. Righi spiega perché non si può fare un ospedale unico e baricentrico: perché non lo vuole Carpi e neppure Mirandola (questo dice lui) e poi, “folleggiando”, perché il baricentrico sarebbe costato 500milioni per la viabilità e 500milioni per costruire l’ospedale (cifre sparate a caso per il popolo) mentre quello di Carpi si farà con 58 milioni pubblici. Alla fine, a rendere tutto più leggero, il frizzante spirito romagnolo del direttore Matteo Altini, al punto che mi sono chiesto se avessi realmente assistito a una riunione pubblica sulla sanità o alla presentazione dell’Orchestra Casadei".
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