San Possidonio, bambino morto nell’incidente: accertata l’assenza del seggiolino

Si ringrazia Il Resto del Carlino
La campanella è suonata come ogni mattina. Ma questa volta, alla scuola elementare di San Possidonio, mancava qualcosa. C’era un banco vuoto. Un’assenza pesante, impossibile da ignorare.
Un mazzo di fiori bianchi è stato deposto là dove fino a pochi giorni fa tutto sembrava appartenere alla normalità: la ciclabile che costeggia il campo sportivo, tra via Mazza e via Chiavica Mari. Un angolo tranquillo del paese, improvvisamente trasformato in un luogo di tragedia.
È lì che la vita del piccolo Hao Mattia Zhe Hu, appena sei anni, si è spezzata sabato pomeriggio, in un incidente stradale drammatico. Stava tornando a casa con il papà, verso la loro abitazione di via Dante, quando l’auto su cui viaggiavano è stata travolta.
Il suv Volkswagen Tiguan, guidato dal padre, un uomo di 48 anni, si è scontrato violentemente con una Bmw 520 su cui viaggiavano due uomini moldavi tra i 30 e i 40 anni, S.T. e C.T. Secondo i primi riliievi, quell'auto viaggiava ad almeno 180 km/h.
Hao Mattia non ce l’ha fatta.
I soccorritori lo hanno estratto dall’abitacolo incastrato tra le lamiere, e hanno lottato per più di un’ora nel tentativo disperato di rianimarlo. Ma ogni sforzo si è rivelato inutile. Per il bambino non c’è stato nulla da fare.
Il padre resta ricoverato in condizioni gravissime in terapia intensiva, sospeso tra la vita e la morte. Dei due occupanti dell’altra vettura, uno è stato dimesso e l'altro - il guidatore - resta ancora in ospedale.
San Possidonio è sotto shock. Il dolore attraversa il paese come un silenzio continuo. È straziante il via vai alla camera ardente: mamma, zio e fratello lo hanno vegliato senza mai lasciarlo solo, stretti in un lutto che sembra impossibile da accettare.
Intanto gli inquirenti incaricato del caso, la Polizia Locale Area Nord, cercano di fare luce su quanto accaduto. Analizzano i rilievi, ascoltano testimonianze, controllano le telecamere puntate sull’incrocio. E un primo dettaglio emerge con forza: nell’auto non era presente il seggiolino, dispositivo obbligatorio per il trasporto dei bambini.
Lo scontro è stato latero-frontale. Il Tiguan stava svoltando per immettersi in via Chiavica ed era praticamente fermo quando è stato centrato dalla Bmw proveniente da Cavezzo.
L’urto è stato devastante i due mezzi sono rimbalzati come proiettili a 30 e 60 metri di distanza: il suv è stato scaraventato per lontano, fino a finire sul ciglio del canale che costeggia la Cipof. La Bmw si è arrestata nel canale accanto al campo sportivo.
Ora si prepara il funerale (onoranze Bonomi) e restano i fiori, il silenzio, e quel banco vuoto che racconta più di mille parole una vita spezzata troppo presto.
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