PERSONE | Lorenza Pavesi | Quando lo sguardo sul paesaggio diventa cura per la comunità
di Francesca Monari
MIRANDOLA - Specializzatasi in storia dell’architettura e dell’urbanistica in California, nel 2020 ha scelto di rientrare stabilmente nella nativa Mirandola: un ritorno alle radici che oggi definisce, senza esitazioni, una scelta felice.
Abita nel centro storico, dove custodisce un giardino-oasi che riflette la sua attenzione per l'armonia degli spazi comuni; la lunga assenza le ha donato uno sguardo speciale, capace di cogliere dettagli invisibili ai più e di alimentare un forte desiderio di restituire valore al territorio. È da qui che nasce il suo impegno social con ‘Mirandola Verde’ — attiva su Facebook e Instagram — gestita con un obiettivo chiaro: coinvolgere i concittadini e creare relazioni.
“Un territorio diventa comunità quando si tessono reti e legami”, afferma.
Prima si condividono idee, visioni e informazioni; poi arrivano le azioni, tra eventi, campagne e mobilitazioni. L’iniziativa è cresciuta lentamente, con la pazienza di chi ha radici profonde. Nata nel 2023 come account Instagram per documentare lo stato del centro storico, ha trovato un’urgenza nuova nel 2025, dopo il taglio degli alberi in via Piave e viale Gramsci. Quell'episodio ha acceso la necessità di parlare di cura e attenzione, portando alla creazione della pagina Facebook.
In questo percorso è stata fondamentale l'ispirazione del Comitato Palazzo Portovecchio: osservare la mobilitazione di San Martino Spino ha dato forma a un desiderio latente. Più che un singolo evento, è stata una maturazione progressiva a spingerla verso l'impegno civico; l'aspirazione a una Mirandola che non si accontenti, ma che si arricchisca di spazi verdi e resti vigile. Il suo obiettivo è contrastare l'assuefazione — quel rischio sottile di abituarsi al degrado
fino a non percepirlo più — promuovendo invece una città capace di rinnovare costantemente il proprio sguardo.
Interpellata sul significato di “cittadinanza attiva” — espressione che apre la sua presentazione sui social — la sua risposta è netta: “Significa partecipare ai processi decisionali che riguardano gli spazi pubblici e il verde”.
Per lei, l'impegno non si limita alla segnalazione delle criticità, ma risiede nella capacità di co-progettare soluzioni. Una filosofia messa in pratica la scorsa estate con un sondaggio dedicato al giardino Don Maletti, uno dei rari polmoni verdi del centro storico. Più che una raccolta di dati, l’iniziativa è stata una mappatura di percezioni e legami affettivi. Il successo dell’adesione, superiore a ogni aspettativa, ha confermato la sua tesi: i cittadini hanno un profondo desiderio di contribuire, attendono solo gli strumenti giusti per farlo.
Lorenza, tuttavia, non si fa illusioni sul potere del web. “I social sono utili per fare rete, ma non sono la soluzione”, spiega con pragmatismo. Dietro la vetrina digitale esiste un lavoro invisibile fatto di riunioni, contatti e strategie quotidiane che raramente emergono nei post.
La sfida più grande resta la gestione delle aspettative: “Molti mi delegano il compito di sorvegliare e denunciare, ma le domande devono essere rivolte alle istituzioni da parte di tutti noi”.
Quando le chiedo cosa direbbe a chi è convinto che “tanto non cambierà nulla”, la risposta è immediata: “Il problema è che molti aspettano un supereroe, ma la verità è che sono i piccoli gesti a cambiare le cose». Per lei, se i problemi appaiono come montagne insormontabili, il rischio è la paralisi. La soluzione è la scomposizione: “Affrontare una sfida enorme dividendola in passi più piccoli aiuta a riprendere il controllo”. È in questo spazio, tra la visione dell'urbanista e il passo del camminatore, che si costruisce il cambiamento.
Da qui lo slogan di Mirandola Verde: “Ogni albero conta”. Proteggere anche una singola pianta è un atto di valore; significa non accettare passivamente spiegazioni tecniche apparentemente inappellabili e ricordare che chiedere alternative è responsabilità civica, non polemica. Il suo invito ai cittadini è un appello alla partecipazione:
"Molti inviano segnalazioni con timidezza. Vorrei invece che si sentissero parte di una realtà che pratica, ogni giorno, piccoli gesti di cura e compassione verso la città e l’ambiente”- conclude.
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