Medico di famiglia di San Prospero salva la vita a un 70enne
Lievi sintomi, un leggero dolore al petto da giorni, poteva sembrare banale gastrite, ma si è rivelato qualcosa di ben peggiore. Un episodio capitato un paio di settimane fa, quando un anziano di 71 anni di Cavezzo si è recato a San Prospero dal suo medico di base, il dottor Filippo Luigi Balbi, 33 anni.
Il paziente lamentava un lieve dolore al centro del torace, nulla di più. Un medico meno attento avrebbe anche potuto emettere una diagnosi di gastrite, ma Balbi non era convinto, voleva verificare, essere sicuro. Propone quindi al paziente di sottoporsi a un test con l’elettrocardiogramma che il dottore tiene nel suo studio. L’anziano tentenna, minimizza, forse un po’ spaventato dal possibile esito dell’esame, ma il dottore non demorde e lo convince a fare il test.
La prima lettura dei risultati viene fatta dallo stesso Balbi, che trova indizi da sindrome coronarica acuta. Contatta tempestivamente il cardiologo a distanza, collegato all’elettrocardiogramma, il quale conferma la diagnosi. In accordo con il 71enne, Balbi chiama subito il 118, che interviene prontamente, trasportando il paziente prima a Mirandola e poi a Carpi, dove rimane quattro giorni ricevendo le cure necessarie.
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In pratica all’anziano si stavano occludendo le coronarie. Se l’intervento dei dottori non fosse stato tempestivo gli esiti sarebbero stati letali. Se Balbi non avesse insistito, non fosse stato scrupoloso, questa storia avrebbe potuto avere un finale triste. E invece ha avuto un lieto fine.
“Ho rivisto il mio paziente in seguito e ci abbiamo anche scherzato su – commenta Balbi sorridendo – Avere la strumentazione giusta nel proprio studio può fare la differenza, da tempo invito i miei colleghi ad attrezzarsi con l’elettrocardiogramma. I medici di base conoscono personalmente i loro pazienti, stanno a contatto con loro faccia a faccia e questo crea un rapporto di fiducia e umano che è fondamentale. Voglio congratularmi con il 118, perché sono stati davvero rapidi”.
Balbi è militare in congedo, avendo fatto parte del corpo medico dell’aeronautica militare per tre anni. “In quell’ambiente – dice – quando ottieni un bel risultato ti abituano a pensare che hai semplicemente ‘fatto il tuo dovere’. Lo spirito è un po’ quello. Nonostante ciò, sapere di aver salvato una vita mi rende la persona più felice del mondo”.
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