La Residenza Sanitaria di Mirandola resta chiusa. “Ma il personale ci sarebbe”
La vicenda della Residenza Sanitaria Assistenziale di San Martino Carano prosegue, ma lentamente. Molto lentamente. Edificata mesi fa, ad oggi la struttura deve ancora aprire. Non si sa il perché, né quando l’edificio diventerà operativo. A dicembre il Consigliere comunale Giorgio Siena di +Mirandola ha chiesto al Comune di fornire spiegazioni, ma una risposta ancora non è arrivata. Si vocifera che a fine febbraio potrebbe essere convocato il prossimo Consiglio comunale e allora forse potremo conoscere anche il punto di vista del Comune.
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Il punto però è che la RSA è stata costruita da privati e sempre da privati verrà gestita: dietro al progetto ci sono il consorzio di Ravenna Arcolavori e il fondo EQT Real Estate (nato dalla fusione di EQT ed Exeter), ente d’investimento che possiede immobili per un valore di 58 miliardi di dollari. Quello di San Martino Carano è uno dei primi progetti analoghi che questo fondo sta avviando nel nord Italia. Un piano ambizioso, di vasta scala e che potrebbe offrire assistenza a tante persone bisognose di cure. Il Comune ha semplicemente concesso ai privati il permesso di costruire. Quindi quali soluzioni potrebbe offrire l’Amministrazione comunale allo stallo che si è creato? Secondo Siena potrebbe quantomeno esprimersi sulla vicenda, dal momento che il progetto impatta in modo significativo sulla collettività e dovrebbe fornire un servizio importante.
Progetto che, appunto, non parte, nonostante la struttura sia terminata da tempo. E che struttura! 180 posti letto, circa 60 parcheggi per auto nell’area antistante e ai lati dell’edificio di cui 6 destinati ai disabili, a cui si aggiungono almeno 8 posti per motocicli e 20 per le biciclette. Davanti troviamo due giardini circondati da una cancellata, completi di area passeggio e arredati con 4 panchine. Il tutto monitorato da almeno 6 telecamere visibili, più altre 3 sul retro. Attraverso le vetrate è possibile vedere poltrone e mobili coperti da involucri di plastica. Tutto immobile e fermo, come fermi sono i lavori intorno alla RSA.
Questo impasse ha scatenato polemiche sui social da diversi giorni. Sulle ragioni della mancata partenza della residenza sanitaria al momento le risposte sono scarse. Se il Comune di Mirandola è silenzioso, l’ufficio comunicazione di Arcolavori si limita a dichiarare che “sono in corso le ultime operazioni di collaudo e le ultime operazioni di adeguamento dell’immobile secondo quanto richiesto dal Gestore”. Nessuna dichiarazione sulle tempistiche, niente rassicurazioni sulla partenza del servizio, né conferme sul fatto che il gestore sia effettivamente EQT Real Estate e nemmeno una dritta per ottenere udienza da questo “Gestore” con la “G” maiuscola. Solo la premessa che si tratta di un lavoro “privato”. Sì, vero, ma ci sentiamo di aggiungere che il progetto dovrebbe avere come obiettivo principale il benessere di decine o centinaia di cittadini, senza contare l’impatto che avrà sulla vita di una frazione come San Martino Carano. Ovviamente, se dovessero arrivare altre notizie, saremo felici di condividerle coi lettori.
Molti pensano che il servizio non parta anche perché non si trova personale per gestirlo. Idea che non convince molto Giorgio Siena: “Quando ero dirigente scolastico – ricorda il consigliere - avevo contribuito alla creazione dell’indirizzo sociale sanitario presso il Luosi, perché ritenevo il nostro territorio ne avesse bisogno. Quest’anno sono partite due classi per questo indirizzo, che è l’unico in tutta l’area nord della provincia. Ho qualche perplessità rispetto al fatto che la RSA non apra per mancanza di personale. La formazione nel nostro territorio c’è. Conosco anche qualche giovane che sarebbe entusiasta di operare nella struttura di San Martino Carano. Insomma, ci sono ancora molte domande che ruotano intorno alla faccenda”.
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