Golinelli lascia la Lega, “Patto per il Nord”: “Dimissioni dal Consiglio comunale unica scelta coerente”
MIRANDOLA - Tramite due note stampa, "Patto per il Nord Emilia" e "Patto per il Nord Mirandola" intervengono in merito all'uscita dalla Lega di Guglielmo Golinelli, che ha deciso di seguire Vannacci in "Futuro Nazionale":
Patto per il Nord Emilia
"In merito al passaggio di Guglielmo Golinelli, segretario provinciale della Lega per Salvini Premier a Modena, verso l’area politica riconducibile a Roberto Vannacci, Patto per il Nord Emilia ritiene che si tratti di un fatto politico che merita una riflessione più ampia".«Non è una questione personale – dichiara Riad Ghelfi, segretario regionale Patto per il Nord Emilia – ma il segnale di una trasformazione che era evidente da tempo. La Lega Salvini Premier ha progressivamente smesso di essere un movimento autenticamente autonomista e federalista, assumendo sempre più una dimensione nazionale e centralista. Questo cambio di linea ha inevitabilmente allontanato il partito dalle sue radici e dal territorio»."Secondo Patto per il Nord Emilia, il fatto che chi ha guidato per anni la Lega a livello provinciale oggi scelga un progetto che non ha nel federalismo il proprio perno conferma come quella evoluzione fosse già maturata all’interno del gruppo dirigente".«La perdita di consenso della Lega – prosegue Ghelfi – non è casuale: quando si perde il contatto con il territorio e si abbandona la battaglia storica per il Nord, gli elettori se ne accorgono. Il Nord ha bisogno di una forza politica che difenda con coerenza autonomia, imprese, lavoro e identità territoriale, senza ambiguità e senza piegarsi a logiche centraliste»."Patto per il Nord Emilia ribadisce dunque la propria volontà di costruire un progetto radicato sul territorio, che rimetta al centro le esigenze concrete di cittadini e imprese dell’Emilia e del Nord".
Patto per il Nord Mirandola
"Il passaggio dalla Lega al progetto politico di Vannacci da parte del segretario provinciale della Lega ,non sorprende, ma conferma in modo definitivo un percorso segnato da trasformismi, incoerenze e convenienze personali. Parliamo della stessa persona che, all’inizio della sua esperienza in Consiglio comunale, non si alzava nemmeno durante l’esecuzione dell’Inno di Mameli, salvo oggi ergersi improvvisamente a paladino del nazionalismo più acceso. Una metamorfosi tanto rapida quanto poco credibile. Ancora più grave è il tentativo di prendere le distanze dalla linea politica della Lega Salvini Premier, quando proprio l’ex segretario provinciale è stato tra coloro che hanno contribuito in modo determinante a distruggere l’identità della vecchia Lega Nord, riducendola a un contenitore svuotato di valori e di radicamento territoriale. Sul piano amministrativo il bilancio è desolante: pochi risultati per il settore agricolo, nessun beneficio reale per il territorio, nessuna azione che lasci un segno positivo.Per Mirandola, più che un valore aggiunto, la sua presenza ha rappresentato una delusione politica evidente, ricordiamo anche che deve ringraziare chi ha scelto un altro collegio per poter entrare in parlamento e dare il via libera a lui. Di fronte a questo ennesimo cambio di casacca, la questione non è più politica ma morale. I voti con cui oggi siede in Consiglio comunale non sono suoi: appartengono agli elettori della Lega Salvini Premier, che hanno scelto un programma e una linea politica ben precisi. Continuare a occupare quella poltrona dopo aver rinnegato tutto questo è un atto di profondo disprezzo verso chi lo ha votato. Per questo riteniamo che l’unica scelta coerente e rispettabile sia una sola: le dimissioni immediate dal Consiglio comunale. Se Golinelli crede davvero nel nuovo progetto politico che oggi sostiene, abbia il coraggio di presentarsi domani agli elettori con quel simbolo e con quel nome. Tutto il resto è attaccamento alla poltrona mascherato da rinnovamento politico. La coerenza non si proclama, si pratica. E chi cambia bandiera senza restituire il mandato ricevuto dimostra, ancora una volta, di non aver mai davvero rappresentato né un’idea né un territorio".
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