Gli italiani feriti nel rogo a Cras-Montana: “Al Costellation le uscite erano chiuse”
"Tutte le uscite di sicurezza del locale erano chiuse, nessuno ci ha dato indicazioni in quelle fasi. Anche gli estintori non sono stati azionati e l'incendio è divampato in pochi minuti, non c'era materiale ignifugo. Jessica Moretti? E' scappata".
Sono i racconti, in base a quanto si apprende, forniti agli inquirenti romani che indagano sulla strage di Crans Montana dai feriti italiani sentiti nei giorni scorsi.
A riportare la notizia è Ansa Emilia Romagna.
In Procura è stata trasmessa una prima informativa degli investigatori con i verbali di audizione dei primi ascoltati. Alcuni testi hanno riferito, inoltre, che nel locale - anche se si era raggiunta la capienza massima - era possibile entrare solo dopo avere pagato le consumazioni. "Chiedevano fino a 270 euro per una bottiglia di champagne e non c'erano divieti per i minori, potevano frequentare il bar e bere alcolici".
Racconti che sono sostanzialmente "sovrapponibili" tra di loro: la versione di quanto avvenuto il 31 dicembre al Costellation è "univoca" da parte dei ragazzi che erano presenti nel locale.
Nel rogo di Capodanno ci furono 40 vittime, sei delle quali italiane e 116 feriti di cui 13 connazionali.
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