Giorno del Ricordo, Riccio (FdI): “A Soliera non rispettato l’ordine del giorno approvato”
SOLIERA - "A Soliera il Giorno del Ricordo viene ancora una volta trattato con superficialità e imbarazzante leggerezza, nonostante l’esistenza di un ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale nella primavera dello scorso anno, nato da una nostra precedente proposta per commemorare i Martiri delle Foibe e l’esodo giuliano-dalmata".
A dichiararlo è Francesco Riccio capogruppo di Fratelli d’Italia a Soliera, dopo che nella giornata del 10 febbraio, data ufficiale del Giorno del Ricordo, non è stata effettuata l’illuminazione del Castello Campori con il Tricolore come previsto dall’atto approvato.
“Ieri, 10 febbraio, il Castello Campori non è stato illuminato con i colori della bandiera italiana. Un gesto semplice ma altamente simbolico previsto chiaramente dall’Ordine del Giorno, il mancato rispetto di quanto deliberato rappresenta un fatto grave non solo sul piano istituzionale ma anche morale e culturale".
Riccio sottolinea inoltre un elemento che rende ancora più incomprensibile l’accaduto: “Il Castello Campori viene costantemente illuminato in occasione di numerose ricorrenze, anche per date che hanno un peso specifico sicuramente minore rispetto a una tragedia nazionale come quella delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Per questo quanto avvenuto appare ancora più inspiegabile e inaccettabile".
“Mentre molte istituzioni rendono omaggio alle vittime delle Foibe e all’esodo degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, a Soliera nonostante un atto ufficiale votato e approvato non si è stati capaci nemmeno di rispettare un gesto istituzionale minimo come l’illuminazione del Castello. C’è chi in maggioranza sostiene che noi non avremmo fatto i conti con il passato, quest'ultime sono affermazioni che rasentano il ridicolo e che spesso sconfinano nel farneticare ideologico. La realtà è che a non aver fatto davvero i conti con il passato sono proprio loro, quelli che per decenni hanno minimizzato, ridimensionato o addirittura nascosto una tragedia immane, lasciandola passare troppo spesso sotto silenzio. Le Foibe e l’esodo giuliano-dalmata sono una ferita profonda della nostra storia, una tragedia nazionale che non può essere piegata alle convenienze politiche o trattata come un ricordo di serie B. In conclusione se non lo si illumina il 10 febbraio, quando? Considerando che si tratta di una data nazionale, la logica voleva che ieri fosse proprio l’occasione giusta".
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