Da Aimag investimenti nella Bassa per 274 milioni, fino a 20 milioni di dividendi andranno ai Comuni
Mirandola – È un passaggio cruciale per il futuro di Aimag, che dopo aver messo in casa e in cda il socio privato e diretto concorrente Hera, cui era pronto a cedere del tutto il controllo strategico (ipotesi al momento sventata dalla Corte dei Conti) si trova di fronte a una fase decisiva fatta di scadenze istituzionali, ridefinizione della governance e strategie industriali. Venerdì il Consiglio di amministrazione ha presentato ai soci il nuovo Piano Industriale 2025–2028, illustrando le linee di sviluppo del Gruppo per i prossimi anni e un programma di investimenti senza precedenti.
Il Piano arriva infatti in un momento delicato, segnato anche dalla necessità di ricostruire un quadro di controllo pubblico dopo la rottura, nell’aprile di tre anni fa, del Patto di Sindacato che aveva aperto la strada al socio privato di minoranza Hera. Una questione che resta centrale soprattutto dopo la bocciatura dell’accordo Aimag-Hera da parte delle Corti dei Conti di Emilia-Romagna e Lombardia, che nel gennaio 2025 hanno giudicato non coerente con la visione del “controllo pubblico”.
In questo intreccio di scadenze rientra anche il rinnovo del Consiglio di amministrazione, che scade il 30 aprile (con possibilità di proroga di due mesi). Ed è proprio in vista di questo appuntamento che i sindaci dei Comuni soci, attraverso una nota congiunta, hanno voluto fare il punto sul percorso in corso, spiegando che il nuovi patto è in fase di avanzata rifinitura.
Secondo quanto dichiarato, in questi mesi i Comuni e l’azienda avrebbero proseguito con continuità il lavoro di confronto e approfondimento, anche tramite interlocuzioni istituzionali con la Corte dei Conti, con l’obiettivo di agire “nella massima trasparenza e nel pieno rispetto del quadro normativo”.
Parallelamente, il nuovo Piano Industriale delinea un percorso di crescita economica importante: Aimag prevede infatti investimenti complessivi per oltre 274 milioni di euro, circa 80 milioni in più rispetto al piano precedente. Di questi, 133 milioni saranno destinati alla manutenzione e al rinnovo delle reti, alla riduzione delle perdite idriche e all’ottimizzazione delle fonti di approvvigionamento.
Il Piano prevede anche un aumento significativo degli utili da distribuire ai Comuni soci sotto forma di dividendi: si passerà dagli 8,8 milioni del 2024 a oltre 20 milioni nel 2028 a livello consolidato, una cifra nettamente superiore a quella ipotizzata dall’accordo con Hera, che avrebbe garantito ai Comuni appena 5 milioni l’anno.
Sul fronte finanziario, non vengono menzionati aumenti di capitale, ingresso di nuovi soci finanziatori o dismissioni. Il Piano prevede che il maxi-programma di investimenti venga sostenuto principalmente dalla crescita della gestione operativa e da un ricorso controllato al debito. A livello di Gruppo, l’EBITDA dovrebbe salire progressivamente fino a circa 92 milioni di euro nel 2028, confermando – secondo Aimag – la solidità della capacità industriale di generare risorse interne. Allo stesso tempo, l’azienda mette in conto un aumento della Posizione Finanziaria Netta, che al termine del Piano raggiungerebbe circa 216 milioni di euro, con un incremento complessivo di circa 38 milioni. Un indebitamento che, viene sottolineato, rimarrebbe comunque su livelli ritenuti sostenibili per un gruppo infrastrutturale, con un rapporto PFN/EBITDA intorno a 2,4x. Una parte degli interventi potrà inoltre contare su finanziamenti pubblici mirati, come nel caso dell’impianto di recupero sabbie di Soliera sostenuto dal Pnrr.
Aumenteranno le bollette ai cittadini?
Quando si parla di "Crescita della gestione operativa" si intende che aumenteranno le nostre bollette del gas e dell'acqua? Non è detto, anzi. Il Piano punta a sostenere gli investimenti attraverso una maggiore capacità di generare risorse interne, legata sia all’efficienza della gestione sia ai meccanismi tariffari regolati, in particolare nel servizio idrico, dove una parte dei costi infrastrutturali viene riconosciuta in tariffa secondo le regole ARERA.
Tra i principali interventi previsti figurano:
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un impianto di recupero sabbie a Soliera, finanziato dal Pnrr;
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lo sviluppo del recupero delle acque reflue presso il depuratore di Carpi, per il riuso in agricoltura e industria;
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la realizzazione di 12 impianti fotovoltaici per ridurre l’acquisto di energia e valorizzare l’autoproduzione rinnovabile;
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il potenziamento e revamping dell’impianto di compostaggio di Fossoli;
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la messa a regime della Piattaforma Rifiuti Liquidi;
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interventi di sviluppo sull’impianto di recupero CA.RE.
Sul nuovo Piano ora si apre la fase di esame da parte dei Comuni soci, mentre il 10 febbraio Aimag ha convocato anche un incontro con le organizzazioni sindacali.
Domenico Chiatto, segretario generale aggiunto di Cisl Emilia Centrale, auspica che il confronto sul nuovo modello di governo dell’azienda non resti confinato ai soli Consigli comunali, ma coinvolga anche le parti sociali e gli stakeholder del territorio.
Più critica invece la posizione del Comitato Aimag per il territorio, che richiama l’attenzione sul pronunciamento della Corte dei Conti definendolo “durissimo e inequivocabile”. Secondo il Comitato, dopo oltre quattro mesi dalle indicazioni dei giudici contabili, sarebbero seguite soprattutto dichiarazioni di intenti senza una reale svolta.
«La Corte non ha parlato di facoltà ma di obblighi» sottolinea la nota, ricordando la necessità di coordinamento tra Comuni soci, strumenti scritti di controllo pubblico e coerenza tra governance e finalità pubblica. Il Comitato denuncia inoltre la mancanza finora di una discussione realmente trasparente e partecipata con cittadini e Consigli comunali.
«Le parole dei giudici contabili pesano come macigni e non possono essere aggirate con formule attendiste» conclude il Comitato, ribadendo la richiesta di tutela dell’interesse pubblico e centralità del territorio.
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