Cuore che si ferma a scuola, volontari da Soliera volano in Perù: “Mai più una morte per mancanza di soccorsi”
Una tragedia che non può essere dimenticata. E che oggi diventa il motore di una missione di solidarietà internazionale.
Nel marzo 2026 sei volontari della Croce Blu di Soliera partiranno per Cutervo, nel nord del Perù, con un obiettivo preciso: consegnare due defibrillatori semi-automatici esterni e formare il personale scolastico alle manovre salvavita BLS e BLSD.
L’iniziativa nasce da un incontro avvenuto nell’agosto 2023, durante una precedente missione. I coniugi Ennio Apicella e Stefania Garuti, volontari del Centro Missionario Diocesano di Carpi e attivi da anni anche nella Croce Blu di Soliera, avevano conosciuto una religiosa delle Sorelle di Santa Teresa del Bambin Gesù, congregazione che sostiene la scuola a ciclo unico della città.
Un complesso che ogni giorno accoglie oltre 2.000 studenti tra i 6 e i 18 anni, seguiti da 120 docenti. Proprio lì, alcuni anni fa, una ragazza poco più che adolescente perse la vita a causa di un arresto cardiaco. Un evento drammatico aggravato da un dettaglio ancora più doloroso: nessuno sapeva come intervenire. E, nonostante le richieste successive, la formazione adeguata non è mai stata attivata.
«Questo racconto – spiega Apicella – ha acceso in noi il desiderio di aiutare una comunità fatta di persone accoglienti, con grande voglia di migliorare le proprie condizioni di vita. Da lì è nata l’idea di tornare a Cutervo, portare due defibrillatori e garantire una formazione completa all’interno della scuola».
Il progetto è frutto della collaborazione tra il Centro Missionario Diocesano di Modena, Nonantola e Carpi e la Croce Blu di Soliera, con il sostegno del Consiglio e del presidente Maurizio Andreoli.
I due defibrillatori sono stati donati da Iredeem di Bologna, azienda specializzata nella commercializzazione di dispositivi salvavita, e da Apdic Odv (Associazione Portatori Dispositivi Impiantabili Cardiaci), realtà di volontariato che promuove il benessere delle persone curate con dispositivi cardiaci impiantabili. L’obiettivo ora è completare la dotazione con due manichini per la formazione, strumenti fondamentali per apprendere correttamente le manovre di rianimazione.
La missione, spiegano i promotori, è impegnativa sia sotto il profilo organizzativo sia economico. «Chi partirà a marzo utilizzerà il tempo che normalmente sarebbe destinato alle ferie per svolgere la formazione. Abbiamo avviato una raccolta fondi per finanziare l’acquisto dei manichini, il viaggio e la permanenza a Cutervo».
Cutervo conta oltre 53.000 abitanti ed è capoluogo di un distretto di circa 140.000 persone. Si trova a 2.600 metri di altitudine, nel nord del Perù. L’economia è legata prevalentemente all’agricoltura e all’allevamento di sussistenza, ma la città è attraversata da un forte dinamismo sociale e culturale: l’alfabetizzazione è alta, molti giovani intraprendono studi universitari in ambito tecnico e sanitario e cresce il desiderio di sviluppo e modernizzazione del territorio.
A marzo, insieme ai defibrillatori, arriverà anche un messaggio chiaro: la formazione può salvare una vita. E nessuno, davanti a un’emergenza, dovrebbe più sentirsi impotente.

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